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Effetto neve in via Cortina D’Ampezzo

Alle 8.30 via Cortina d’Ampezzo è un tappeto bianco di silenzio. Le viuzze secondarie sono sepolte da un manto stratosferico di neve e da cespugli di rami: sono abeti e pini marittimi che da decenni ammantano il comprensorio e che, nel tempo, sono cresciuti a dismisura a causa di scarse potature. Sono loro oggi, come relitti antichi, ad annunciare la piccola catastrofe che si è abbattuta sul viale. Molti di loro sono franati sulle auto sottostanti, accatastate dai proprietari ignari che nella nottata si sarebbe abbattuta un’altra tempesta di neve.

Alle 10 i primi residenti escono come fantasmi nel bianco della strada: sguardi in alto verso il cielo ancora gravido di fiocchi, stupiti e assorti da tanto biancore. Ancora nessun auto solca la poltiglia grigiastra che si sta accatastando sul selciato.

Ecco da lontano il 446 che arranca glorioso nella guaina irreale che avvolge uomini, cose e animali, a bordo pochi passeggeri, l’autista sorride, gli sembra di essere un pioniere che affronta l’imprevisto, l’ignoto. I più coraggiosi si arrampicano fino al bar Cortina che già pullula di gente, giovani e anziani che si stringono tra loro cercando di scambiarsi battute, informazioni, paure. Il supermercato Doc, nella storica piazzetta del viale, è già un coacervo di persone che agguantano quel che c’è rimasto negli scaffali, latte, pane, prosciutto. La fila è abnorme, la cassa aperta è solo una. Qualcuno desiste, qualcuno rimane.

Oggi viale Cortina d’Ampezzo sembra proprio una località di montagna, del resto in nomen omen.
Sembra addirittura che vi sia più allegria e coesione sociale, c’è perfino chi si saluta ammiccando, pur non conoscendosi, quel mal comune mezzo gaudio che funziona sempre da collante per ogni comunità.

Alle 11 si sparge la notizia che all’inizio del viale sia stato attivato un mezzo del Consorzio viale Cortina d’Ampezzo e altre diramazioni, e intanto jeep e fuoristrada tentano la scalata appiattendo il manto nevoso; altri si destreggiano tirando a mani nude tronchi e rami che ostruiscono le entrate delle vie laterali, qualcuno vuole andare a comprare una motosega per cercare di far prima.
Un altro autobus non ce l’ha fatta, e si ferma in un angolo come una balena spiaggiata, l’edicola guizza di compratori e commenti, qualche signora impellicciata osa una passeggiata improbabile con il consorte, due ragazzi sfrecciano con un quod impiastricciando di neve i passanti.

Alle 13 tutti a casa a improvvisare un pranzo con quello che c’è in frigo. E intanto si continua a spostare alberi e monti di neve, il cielo appare ancora carico e il pomeriggio è tutto da inventare in questa via che per la prima volta è diventata umana, solidale e allegra.

Serviva un’emergenza per stringere in un abbraccio i residenti di un viale con la puzza sotto al naso, un qualcosa di nuovo e di antico, come la neve, per livellare e colorare dello stesso colore esseri umani e cose, stati d’animo e necessità.
Alle 14 un timido raggio di sole illumina la comunità ghiacciata. E’ già finito tutto?

Clelia Arduini

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3 COMMENTI

  1. Io abito in via della Mendola e qui non si è visto nessuno del Consorzio a spostare rami o pulire strade.
    Ho chiamato il Consorzio venerdì mattina quando le prime macchine si stavano bloccando davanti a casa mia( abito nella parte alta di via della Mendola, prima dell’incrocio con via Misurina), e dopo alcuni minuti mi ha risposto una voce femminile , mi ha detto che stava in macchina anche lei bloccata e comunque assicurandomi che il Consorzio aveva già cominciato a mandare in giro mezzi per risolvere il problema.
    Non si è visto nessuno venerdì, e nemmeno sabato.
    oggi, domenica, è prevista altra neve, noi siamo impossibilitati ad uscire di casa, qui non potrebbe venire nemmeno un’ambulanza in caso di bisogno.
    Ora io pago la mia quota al consorzio anche per ripulire le strade dagli escrementi dei cani di quei signori che li fanno defecare davanti al mio cancello, pago la mia quota per i distributori di sacchettini che il consorzio ha messo in vari punti della strada per raccogliere gli stessi escrementi .per quei proprietari di cani “distratti” che li avessero dimenticati a casa, pago al consorzio la mia quota per quel camioncino che passa a ripulire la zona attorno ai cassonetti dai sacchetti della spazzatura che quegli gli abitanti della zona sempre “distratti”( ma quali distratti , maleducati e cafoni e privi di qualunque senso civico) si sono “dimenticati” di buttare nei cassonetti, e ora lo pago anche per gli alberi caduti, che sempre gli stessi abitanti si sono” dimenticati “di potare…ma ora in una evenienza eccezionale come questa, dovè il consorzio?

  2. complimenti x l’articolo!…….. abito anch’io in viale cortina d’mpezzo e devo dire che ci sono tanti ” fighettini” che oggi grazie alla neve li ho visti spalare la neve pe liberare il cortile…… che bella soddisfazione!… almeno per un giorno tutti uguali e a piedi appassionatamente!…….

  3. Non credo, come Marica, che il Consorzio serva a supplire la maleducazione di alcuni consorziati.
    Devo invece dire che l’intervento del Consorzio è stato fondamentale per me che abito in via Campo Catino, per poter liberare la macchina dai numerosissimi alberi caduti. Ho trovato le persone che ieri lavoravano disponibili ed efficienti. I danni sono stati purtroppo enormi, ma non so se dipende dalla manutenzione dei pini: il condominio di fronte al mio, li aveva potati da poco eppure sono caduti quasi tutti.
    Al di là dei guai, l’effetto neve – è vero – è stato bellissimo !!

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