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Il Presepe di Ponte Milvio

Con l’arrivo delle feste una visita alla Chiesa del Sacro Cuore di Maria ai Parioli è sicuramente d’obbligo; il presepe poliscenico, chiuso durante l’anno, riapre per le festività natalizie ed è un grande piacere osservare i 42 diorami di quello che rimane forse il più bel presepe della capitale. Quello di Piazza Euclide è sicuramente una eccezione perchè sempre più spesso, vuoi per la mancanza di tempo o di spazi, si tende ad allestire piccoli presepi a volte in stile “iper moderno” e con personaggi stilizzati.

A questo affievolirsi di una tradizione centenaria si oppone con fierezza la parrocchia Gran Madre di Dio di Ponte Milvio che ogni anno allestisce, nella navata di destra, un bellissimo e curato presepe.

La chiesa che fronteggia la torretta Valadier è severa ed imponente; la sua realizzazione risale al 1931 quando per volere di Pio XI si decise di dare alla capitale un’altra Chiesa mariana. Progettata in stile neoclassico dall’architetto Cesare Bazzani occupa con la sua forma a croce greca una superficie di 2000 mq.
La grande cupola, con le due torri campanarie, è sormontata da un’agile “lanterna” che conferisce al tutto un certo slancio mentre l’interno, ampio e luminoso, ha uno splendido pavimento in marmo di Carrara.
La Chiesa venne consacrata nel 1933 e Pio XI la volle proprio nei pressi del luogo dove Costantino ricevette la visione della Croce e dove ancora oggi confluiscono due grandi consolari, la Cassia e la Flaminia.

Entrando nella Chiesa si rimane affascinati dall’allestimento del grande presepe curato nei minimi particolari; bello ed imponente e sempre diverso e, se possibile, ogni anno ancora più perfetto.

Per la natività del 2011 ci si è ispirati a quella che poteva essere una grotta scavata nella pietra della Palestina, come quella in cui trovarono ricovero Giuseppe e Maria, con la mangiatoia sul fondo e tutto intorno piccole scene di vita quotidiana.

Il presepe della Chiesa Gran Madre di Dio è una attenta realizzazione, opera di un architetto che da anni, insieme alla moglie, si occupa dell’allestimento; il solo montaggio richiede almeno tre settimane di lavoro e il presepe, pronto per l’8 di dicembre, rimane in loco fino a Febbraio.
Ma a stupire sono la cura dei dettagli che evidenziano non solo una mano precisa ed attenta ma anche una grande passione: il pozzo con il sistema per sollevare gli otri pieni d’acqua è un vero gioiello mentre le brocche di terracotta provengono da una lunga e certosina ricerca tra negozi e antiche botteghe.

E che dire poi della scenografia dove il polistirolo sapientemente trattato con il gesso si è trasformato in pietra antica e affumicata?
Ogni cosa e oggetto sono il frutto di una attenta ricerca e di una attenzione amorevole per i particolari.

Tutti i presepe ci riportano bruscamente ed inevitabilmente all’infanzia; se sono belli, come è bello quello della Chiesa Gran Madre di Dio, allora le luci, lo scroscio dell’acqua, il bue e l’asinello, il muschio saranno in grado di rapirci dal presente e per qualche minuto riportarci indietro nel tempo, abbastanza lontano da crisi e “spread”.
Buon Natale.

Francesco Gargaglia

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