Home ATTUALITÀ Al Teatro Olimpico l’umorismo trascinante di Lillo e Greg

Al Teatro Olimpico l’umorismo trascinante di Lillo e Greg

In scena fino all’8 gennaio al Teatro Olimpico di piazza Gentile da Fabriano, “L’Uomo che non Capiva Troppo – 610 Code” è la nuova, irresistibile, commedia scritta da Claudio Gregori. Sul palco, Lillo & Greg, coadiuvati da quattro attori, si conquistano risate fragorose ed applausi scroscianti, ottenendo un nuovo successo nella loro brillante carriera caratterizzata da una comicità surreale che si fonda sull’esilarante alchimia di due caratteri diversi ma deliziosamente amalgamati.

Due ore di risate e di leggerezza, centoventi minuti di continue gags e di situazioni comiche. Un linguaggio precipuo, una cifra stilistica inconfondibile. Tempi comici perfettamente congegnati a sostegno di un umorismo ora finissimo ora immediato. Sono queste le impressioni e le sensazioni positive con le quali siamo usciti dal Teatro Olimpico martedì, la sera della prima rappresentazione di questo spettacolo che raccomandiamo caldamente di vedere.

“L’Uomo che non Capiva Troppo – 610 Code” è una sgangheratissima spy story nella quale confluiscono l’agente 007, “Matrix” e “Il Codice da Vinci”, è un divertentissimo racconto che, citando anche “Mars Attacks” di Tim Burton, si dipana freneticamente tra peripezie, pericoli, inseguimenti, sparatorie ed interrogatori.

Oscar (Greg) e Felix (Lillo), pur essendo agli antipodi, sono amici da molti anni. Dopo il matrimonio con Edna, Felix conduce una vita fin troppo tranquilla, ma la sua serenità viene turbata quando scopre che la sua tranquillità è solo illusoria, è soltanto la facciata di un mondo a lui estraneo, fatto di spionaggio e di società segrete.
Oscar ed Edna si rivelano per quello che in realtà sono, ossia due agenti segreti.

Come direbbe Snoopy, il mistero si infittisce, la vicenda si ingarbuglia e Felix si trova catapultato suo malgrado in una dimensione della quale non afferra il linguaggio. Ed è proprio il linguaggio, la continua “supercazzola”, i termini inventati che Felix-Lillo non riesce ad afferrare, a costituire l’ingrediente principale di questo gustosissimo piatto.

Mentre l’umanità è minacciata e lui stesso è gravemente in pericolo, Felix scopre di essere l’unico in grado di salvare il mondo, a condizione di poter capire le istruzioni inintellegibili dei suoi compagni d’avventura. Il nostro anti-eroe rimane attonito e stupito nei momenti chiave della vicenda, essendo proprio lui “l’uomo che non capiva troppo”.
Riuscirà Felix a decodificare ciò che gli viene suggerito da Oscar per poter uscire dalle situazioni più strampalate e pericolose?

Non ci dimentichiamo certo che il successo di questo spettacolo, ben diretto da Mauro Mandolini, è determinato anche dalle performances degli altri quattro attori del cast (le bellissime ed ironiche Francesca Ceci e Vania Della Bidia, i puntualissimi ed esilaranti Danilo De Santis e Marco Fiorini), oltre che dalla scenografia che, curata da Giampaolo Fedeli e Marco Papalia, evoca con grande efficacia il mondo dei fumetti, la primissima passione del duo comico.

Detto che la colonna sonora originale è opera dello stesso Greg in collaborazione con Attilio Di Giovanni, l’apprezzato musicista della trasmissione radiofonica “Il Ruggito del Coniglio”, vogliamo evidenziare che il video iniziale è un piccolo grande capolavoro di talento e comicità, con Max Paiella che interpreta da par suo “The Man Who Didn’t Understand Too Much”, il brano guida dello spettacolo, la canzone nella quale è racchiuso il carattere di questa esilarante rappresentazione.

Giovanni Berti

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