Home ARTE E CULTURA Cassia – Una particolarissima Medea al Teatro Internazionale di Roma

Cassia – Una particolarissima Medea al Teatro Internazionale di Roma

Da oggi, 1 dicembre, fino al 4 la Medea di Dario D’ambrosi con i ragazzi disabili della scuola di formazione teatrale “La Magia del Teatro” sarà al Teatro Internazionale di Roma, in via Cassia 472. Da giovedì a sabato alle 21.00 e domenica alle 18. “Quello a cui assisterete, vi potrà apparire come un normale spettacolo con attori che recitano, si muovono, emettono suoni e cercano di creare un movimento preciso, avvolti da costumi disegnati sui loro corpi – dichiara Dario D’Amborsi spiegando che “in realtà, tutto quello che vedrete, non sarà affatto un normale allestimento scenico.”

“Infatti, alcuni di quegli attori, prima di questa esperienza con il Teatro Patologico, si esprimevano con grandi difficoltà; altri erano terrorizzati a salire anche solo un gradino. Perciò, questi “attori”, con le loro patologie, prima di questa esperienza, non avrebbero mai immaginato di calcare un semplice palcoscenico e/o di seguire una linea teatrale.”

“Credetemi, il lavoro è stato duro, durissimo, con momenti drammatici e, a volte, con la voglia di mollare tutto; ma poi, quando vedo i loro progressi, decido di andare avanti con più forza ed entusiasmo… e quando i genitori ringraziano perché, dopo tanti anni, grazie al teatro ed alla nuova serenità dei loro figli, riescono di nuovo a dormire la notte, allora ho la conferma che il lavoro faticoso che stiamo perseguendo è quello giusto”:

“Nei nostri convegni mondiali – continua D’Ambrosi – molti studiosi di teatro sostengono che, negli anni 70/80, artisti come Peter Brook, Bob Wilson, Pina Baush portarono nuovi linguaggi al mondo del teatro e che, al contrario, oggi non ne esistono. Io non sono molto d’accordo, perché, oggi giorno, lavorare con ragazzi disabili psichici in campo teatrale, porta necessariamente a confrontarsi con una nuova forma di linguaggio. Chissà, magari proprio loro troveranno la chiave, anche se inconsapevolmente, per dettare le nuove linee del linguaggio teatrale mondiale, perché il loro stare in scena è naturalmente anti-teatrale.”

“Ogni volta è una novità sia per il pubblico che per gli stessi “attori”. Non si sa mai quello che può accadere, in quanto l’improvvisazione è una loro attitudine naturale che diventa risorsa importante all’interno del percorso umano ed estetico. Questo modo di stare in scena, in costante equilibrio tra la luce e l’ombra, esprime la paura che ogni individuo vive quotidianamente nella sua esistenza.”

“Il nostro desiderio – conclude – e l’impegno di tutto il gruppo di lavoro è quello di diffondere il più possibile quest’esperienza unica attraverso il teatro dell’Emozione.”

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