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XX Municipio – Mori (PdL): mi dimetto da presidente della Commissione Politiche Sociali

Giorgio Mori, consigliere PdL e Presidente della Commissione Politiche Sociali, Sanità, Immigrazione e Integrazione del XX Municipio, lascia questo incarico. Le dimissioni annunciate con una nota molto polemica con l’esecutivo dello stesso Municipio che ha assunto decisioni non coerenti con quanto emerso dai “tavoli dei bisogni sociali”. Nel comunicato Giorgio Mori spiega le sue ragioni motivando la sua scelta.

“La pianificazione sociale del Campidoglio – spiega Mori – con il nuovo piano regolatore sociale, ha funzionato da linea guida per le scelte municipali, indicando i livelli essenziali dell’assistenza sociale da garantire, vale a dire la soglia minima che l’amministrazione deve fornire al cittadino in linea con la legge 328/00”

“Questo indirizzo non è stato però recepito dall’esecutivo del XX Municipio che, in contrasto con quanto deciso nella precedente programmazione, ha disatteso le risultanze dei “tavoli dei bisogni sociali”, da me peraltro fortemente voluti in questi anni, cancellando dal prospetto finanziario dei prossimi anni, con la colpevole complicità delle opposizioni, ogni futura previsione di investimento per “integrazione” e “affiancamento di famiglie di ex-detenuti” dimezzando inoltre le già esigue risorse 328 per l’assistenza disabili.”

“Si è infatti preferito investire – incalza il consigliere – notevoli somme destinate al sociale, al buio, su un progetto che peraltro invade e duplica competenze specifiche della Provincia, privando di risorse l’assistenza di interi segmenti del nostro tessuto sociale, dimenticando che il reinserimento sociale dei soggetti più deboli non passa soltanto attraverso il reinserimento lavorativo, ma anche attraverso ‘integrazione e il supporto dei più deboli e delle loro famiglie.”

“Non è mia natura svolgere il ruolo di “passacarte” su decisioni prese in altri luoghi e per questo – annuncia Mori – lascio tale compito alle opposizioni rimettendo il mio incarico di Presidente della Commissione Politiche Sociali del XX Municipio.”

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9 COMMENTI

  1. 150mila euro persi nel Sociale e IL Presidente Giacomini e la ‘fida’ consigliera delegata Casasanta siedono saldi al proprio posto!!!!
    Giacomini e Casasanta siete voi a dovervi dimettere!
    DIMISSIONI SUBITO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  2. “Roma, una città in cui nessuno si senta solo!” Era questo l’obiettivo generale proposto nel Piano Regolatore Sociale della città nella sua prima edizione.

    Costruire un moderno welfare di comunità che, a partire dall’analisi aggiornata dei bisogni e della definizione di priorità, rafforzasse con decisione la logica di Sistema insistendo con forza e senza ripensamenti sul processo di Decentramento e di responsabilizzazione dei Municipi. Decentramento che non è avvenuto e non avviene in termini adeguati.

    I tagli alle risorse degli enti locali (cancellazione dell’ICI non dovutamente rimborsata, crisi del sistema sanitario, ecc.) porta a un aumento del concentramento di responsabilità e di risorse negli assessorati e nei Dipartimenti comunali e a uno svuotamento del ruolo di “governo di prossimità” che i municipi dovrebbero assumere.

    I municipi sono considerati servizi complementari, agenzie decentrate del comune, e non hanno i poteri e le risorse per rispondere alle sfide che il governo del territorio e l’esigenza di rappresentanza delle istanze locali comporta.

    Da qui uno storico scarica barile di responsabilità : è colpa del comune, no della provincia, no della regione, no del governo, anzi no dell’Europa o della crisi mondiale delle finanze e del petrolio…

    Si parla da anni di decentramento amministrativo, di federalismo fiscale ma in realtà si rafforzano modalità centralistiche e, anche a Roma, si accentra la programmazione delle disponibilità delle risorse (scarse e insufficiente a risolvere i problemi) negli assessorati e dipartimenti comunali limitando la potenzialità di partecipazione democratica e di buon governo dei territori.

    Per questo c’è il rischio di svuotamento della rappresentanza degli eletti nei municipi (i consigli municipali sono chiamati unicamente a ratificare decisioni di giunta) e sono impossibilitati a dare risposte adeguate alle richieste di servizi efficienti da parte della popolazione.

    Si scrivono piani che restano sulla carta. Che nessuno accompagna con un monitoraggio efficiente, che nessuno valuta in relazione all’impatto o, più modestamente, nel grado di realizzazione anche solo quantitativamente.

    Questo è successo nel precedente Piano di Zona quinquennale e questo temiamo avverrà anche nei prossimi anni.

    Obiettivi pretenziosi : fare sistema, fare rete, creare sinergie, promuovere la partecipazione, la trasparenza, ecc. a cui non corrispondono attività conseguenti.

    E quindi la politica diventa propaganda. Si fanno programmi elettorali fumosi, non si prendono impegni precisi, si nascondono le deliberazioni concrete finché non vengono approvate tutte insieme (a centinaia) e si scopre che sono orientate ad accontentare clientele (familiari, elettorali, nei politici più esperti e avveduti una distribuzione a pioggia per accontentare un po’ tutti, maggioranza e opposizione ed evitare polemiche o denunce).

    E questo è avvenuto anche nel Municipio Roma 20.

    E da più parti si contesta, in modi diversi, la mancanza di trasparenza e di reale partecipazione alle decisioni.

    Una promessa : Il PD del territorio si batterà affinché si recuperi quanto prevede la legge n. 328/2000 (art. 21), che regola le politiche sociali a livello nazionale e richiede un sistema informativo che svolga i seguenti compiti:

    · Rilevare e “mappare” i bisogni sociali della cittadinanza;

    · rilevare e misurare la domanda esplicita di prestazioni e servizi da parte dei cittadini;

    · effettuare il censimento dei servizi e degli interventi, monitorarne l’andamento e il funzionamento, valutandone la diffusione e la distribuzione sul territorio;

    · offrire informazioni sistematiche sugli interventi e i servizi utilizzabili dai cittadini;

    · offrire informazioni e dati per la valutazione del sistema di interventi e servizi.

    A realizzare ciò serviva il Piano di Zona. E questo pretendiamo sia fatto quanto prima.

    Vincenzo Pira

    Coordinatore PD XX Municipio

  3. Sig. Mori, dalle sue parole, a giusta ragione, trasuda malcontento ed amarezza a cui io (e non solo io) mi associo fortemente. Dall’art. 1 della L.328/00 si evince chiaramente l’importanza di “assicurare alle persone e alle famiglie un sistema integrato di interventi e servizi sociali ….. per garantire la qualità della vita, pari opportunità, non discriminazione e diritti di cittadinanza, previene, elimina o riduce le condizioni di disabilità, di bisogno e di disagio individuale e familiare, derivanti da inadeguatezza di reddito…….” . di sicuro l’opposizione sarà a conoscenza di questo e dei successivi articoli della L.328/00 e in quanto Presidente delle politiche sociali immagino che lei, lo avrà fatto presente più volte. Ma allora perché? Perché non osservare quanto statuito dalla Legge? Perché non andare incontro ai bisogni del cittadino, soprattutto il più “debole”? Non c’è davvero nulla da fare? Esiste per il cittadino, una strada da intraprendere affinché siano riportati sul “tavolo dei bisogni sociali” quei prospetti finanziari utili a garantire le pari opportunità di cui tutti ne parlano e nessuno li tocca con mano? Ma anzi vengono insabbiati.
    La sua decisione di dimettersi da Presidente delle Politiche io la interpreto come un atto di coraggio, con tale decisione lei dimostra e segnala che qualcosa “non va”: Che questa sua decisione si a linizio di un cambiamento in positivo e che l’opposizione si renda conto che remare contro i “bisogni sociali” vuol dire remare contro se stessi.
    Con stima. Fernando.

  4. Sig. Pira, premetto che non sono di Roma. Le chiedo: perchè in tutti questi anni la sinistra non si è mai adoperata per porre in essere quanto da lei elencato?
    E poi … è sicuro che il cittadino romano sia contento del lavoro svolto dal Comune e dai Municipi?
    Perchè battersi ora per il rispetto di quanto previsto dalla L. 328/00?
    Non era forse meglio impegnarsi a monte senza illudere per poi disilludere i romani?

  5. La 328/00 l’ha fatta un governo di centro sinistra ed è stata una legge che voleva dare dignità alle politiche sociali superando i lmero assistenialismo. Carenze ve ne sono sempre ma, a mio parere, nessun paragone possibile con la cancellazione e la inadeguata amministrazione della attuale giunta e delle politiche sociali nel XX Municipio.

  6. Da Presidente del Consiglio municipale e da membro della Commissione Politiche Sociali mi sento di ringraziare il Cons.Mori per l’egregio lavoro svolto in Commissione in questi anni.
    Personalmente Comprendo la sua scelta onorevole di lasciare il testimone.
    Il Presidente Giacomini che è anche l’assessore alle Politiche sociali e la Cons.Casasanta che è la delegata del Presidente, ne prendano atto!

  7. Rivoluzione rinviata causa pioggia consistente. Caro Erik, non mi rimangio niente, confermo e rilancio. Ho già detto e ripeto di nuovo. Se in qualunque ambito vi sono stati accordi poco chiari che rispondono più a interessi corporativi e non alla difesa del bene comune sono da condannare. Nel xx Municipio il PDL aveva e ha i numeri per fare, politicamente le scelte che voleva; si sono divisi e hanno abdicato ad amministrare adeguatamente il territorio e far valere gli interessi della nostra comunità locale a livello cittadino. Hanno fallito e spero che gli elettori se ne accorgano e cambino pagina. Per quel che riguarda i limiti del PD e della sua capacità di coinvolgere attivamente i cittadini ho detto in altro spazio. A me non risultano però decisioni consociative nel XX Municipio. E di questo do atto al gruppo consiliare del PD. Sono altri i punti di debolezza ma non si sono venduti all’avversario o a interessi di parte. E di questo ne do pubblicamente atto.

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