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Gli orti urbani: vanga e rastrello, il nuovo oggetto del desiderio dei romani

Sembra ormai sempre più diffuso a Roma il fenomeno degli orti urbani e dei giardini condivisi, seguendo l’esempio di altre realtà europee, come Parigi, la Capitale si fa bella grazie ai suoi cittadini. Sono ormai un centinaio, in diversi quartieri della capitale, le aree verdi abbandonate prese in gestione da associazioni e famiglie e trasformate in orti urbani, parchi pubblici e spazi per bambini. Le hanno censite il Comune di Roma e la società di urbanistica Studiouap, attraverso la creazione della mappa online e di un sito sul quale è possibile trovare informazioni utili alla realizzazione di un orto/giardino condiviso.

Seguendo la mappa creata appunto dal sito Zappataromana sono oltre 70 gli spazi verdi condivisi presenti nella Capitale, fra giardini (39), orti (20) e ‘giardini spot’ (15) ad opera di cittadini e associazioni che in prima persona ne curano la realizzazione e/o gestione contro il degrado delle aree verdi urbane a Roma.
Queste, sommate ai 65 siti di orti spontanei individuali, portano ad oltre 100 le aree presenti nella città.

Ciò che differenzia Roma da Parigi, come dalle altre città europee dove la pratica degli orti/giardini condivisi é diffusa ormai da tempo é che lì esistono regole precise e universali per l’affidamento di aree abbandonate ad associazioni e comitati civici.

Il Comune di Parigi ha infatti stipulato una convenzione con le associazioni, per concedere loro in uso i terreni inutilizzati per sei anni. Sempre ad opera del Comune é la fornitura dell’acqua per l’irrigazione e il terriccio vegetale necessario per mettere a dimora le colture, mentre i cittadini garantiscono l’apertura del giardino per almeno due mezze giornate alla settimana e l’ospitalità di iniziative pubbliche. Non vale la stessa cosa qui da noi.

 

Roma Nord presenta alcune esperienze molto belle di giardinaggio collettivo, eccone alcuni esempi: L’area golenale di Via Capoprati, di proprietà del Ministero delle Finanze, si trova nel cuore di Roma, sul Tevere affiancata al ponte Duca d’Aosta.
Completamente abbandonata al degrado per lunghi anni, è stata ripulita dai volontari di Legambiente e da numerosi cittadini nell’ambito della campagna “Puliamo il Mondo” durante le edizioni del 1996 e del 1997. L’area rappresenta un vero polmone verde per la città ed è situata in uno dei tratti più belli della pista ciclabile che parte da Viale Angelico e arriva a Castel Giubileo.

Da giugno ’98, i soci ed i volontari svolgono costantemente un lungo e quotidiano lavoro di pulizia e recupero dell’area (che dal 28 luglio 1998 è stata concessa ufficialmente in uso a Legambiente).

Un altro esempio molto interessante é il progetto presentato dalla Facoltà di Architettura per l’Orto-giardino di Valle Giulia: l’orto é frutto di un lavoro che ha impegnato nella progettazione diversi studenti.
Il risultato finale sarà un orto-giardino, dei cui prodotti potranno usufruire coloro che utilizzano la mensa della facoltà.

Passiamo ora al Monumento Naturale Mazzalupetto Quarto degli Ebrei, situato nel quadrante nord-ovest del Comune di Roma, tra la ferrovia Roma-Viterbo e il Raccordo Anulare, dove sono stati messi a disposizione dei cittadini che ne fanno richiesta 200 orti da 70 metri quadrati, grazie ad una proposta di Legambiente e frutto di un’intesa che comprende, oltre alla stessa Legambiente, la Regione Lazio, Arsial, Roma Natura e Acqua-Sole-Terra.

Il Monumento Naturale oltre ad essere un un luogo perfetto per il trekking urbano o per le scampagnate domenicali é diventato un importante laboratorio agro-ambientale, per promuovere tra i cittadini, bambini e adulti, la conoscenza della vita agricola e il consumo alimentare consapevole.

 

Ma ci sono molti altri esempi di giardinaggio partecipativo nella zona Nord di Roma, uno di questi é il Monumento Naturale Parco della Cellulosa un’area naturale protetta istituita nel 2006 nelle vicinanze del quartiere Casalotti.

Il parco, che occupa una superficie di 100 ha, è stato fortemente voluto da un comitato cittadino che ha curato numerose attività, dalla bonifica dell’area alla creazione di un orto collettivo, fino all’istituzione del Parco con il Decreto del Presidente della Regione Lazio n. 165, 11 maggio 2006, promuovendone anche la pulizia con Legambiente in collaborazione con Roma Natura.

Abbiamo poi la Fattoria didattica di RomaNatura (zona San Filippo Neri), all’interno della Riserva Naturale dell’Insugherata, un’azienda agrituristica gestita dalla cooperativa “Co.Br.Ag.Or”, che coltiva con metodi di agricoltura biologica ed integrata, grano, ulivi, frutta, vite ed ortaggi di stagione.

Il Guerrilla Gardening (una forma di giardinaggio politico messa in pratica soprattutto dagli ambientalisti) a Primavalle nel parco pubblico di Via Ascalesi, per festeggiare un anno di guerrilla gardening dei giardinieri sovversivi romani. Aiuole e alberi piantati per un parco brullo.

 

E infine il Parco del Labaro, realizzato in un giorno da Retake Roma (leggi qui). Qui è stato creato un piccolo parco con area bimbi, campo di calcetto e panchine. Ma molte altre iniziative sono distribuite su tutto il territorio della Capitale in modo abbastanza uniforme dal centro alla periferia.

Non esiste un vero e proprio identikit degli appassionati di giardinaggio urbano, abbiamo ragazzi di vent’anni e giovani settantenni, single e famigliole, disoccupati e lavoratori. Quello che ci sembra chiaro é che vanga e rastrello sono diventati i nuovi oggetti del desiderio dei romani, che amano dedicare il loro tempo libero a strappare erbacce e coltivare ortaggi, per recuperare un rapporto con la terra che sembrava un lontano ricordo.

La creazione di un giardino/orto urbano condiviso è in primo luogo uno spazio pubblico con finalità socioculturali e ambientali. I cittadini nella realizzazione e gestione di un progetto comune, la creazione di un orto/giardino condiviso, sono uniti dalla volontà di rendere migliore il loro quartiere.

Quante volte siamo passati di fronte ad un’area verde abbandonata, degradata e abbiamo immaginato quanto sarebbe stato bello vedere al suo posto un parco giochi o uno spazio di ritrovo per anziani?
Quindi se siete amanti dell’aria aperta e volete fare un’esperienza diversa e utile per voi e per gli altri vi abbiamo fornito qualche spunto divertente su cui vale la pena fare un pensierino.

Eleonora Teti

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