Home ARTE E CULTURA Degustazioni d’autunno con i prodotti tipici dell’Etruria

Degustazioni d’autunno con i prodotti tipici dell’Etruria

Nel cuore dell’autunno, la necropoli Unesco di Tarquinia propone per il primo fine settimana di novembre le degustazioni gratuite del vino e dei dolci delle terre etrusche. Dal 5 al 6 novembre tutti i visitatori saranno i benvenuti presso il punto ristoro del sito archeologico per gustare i golosissimi tozzetti, immancabili nelle tavole dell’Etruria, biscotti rustici preparati con ingredienti semplici e genuini quali il miele e le nocciole, prodotti eccellenti del territorio etrusco, accostati ai delicati vini bianchi tipici del territorio.

Degustazioni e cultura, un’esperienza emozionante per per rivivere quel fortissimo legame che gli Etruschi intrecciavano tra i piaceri della tavola e le solennità delle celebrazioni dello spirito.

Ricordiamo che durante il periodo invernale la necropoli etrusca del Calvario è aperta fino alle ore 14,00. La biglietteria chiude un’ora prima. (Per informazioni: tel. 0766.840000)

Da non perdere inoltre la visita al Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia (piazza Cavour 1, tel. 0766.850080). Ricco di preziosi tesori, è ospitato presso il rinascimentale palazzo Vitelleschi, ubicato nel centro storico di Tarquinia. Nei vasti ambienti al pianterreno, sono esposti importanti reperti funerari tra cui sarcofagi e sculture appartenenti a importanti famiglie etrusche.
Orario di apertura – tutti i giorni dalle 8,30 alle 19,30. Chiuso il lunedì. La biglietteria chiude un’ora prima.

Curiosità: alcuni cenni sulla cucina Etrusca

a cura dello chef Bruno Cantamessa, esperto di cucina storica

Gli Etruschi furono sicuramente abili agricoltori e dediti alla pastorizia. Poche sono le fonti che abbiamo a disposizione per approfondire l’alimentazione degli Etruschi. Abbiamo a disposizione delle testimonianze letterarie di greci e latini che parlano di prodotti alimentari e agricoltura. Sappiamo tramite il filosofo e storico Posodonio che gli Etruschi due volte al giorno apparecchiavano sontuose mense.

Un’interessantissima fonte di notizie relativa alla cucina etrusca è sicuramente la necropoli del Calvario di Tarquinia, con le sue tombe dipinte in cui vengono minuziosamente riportati dettagli dei banchetti, delle scene di caccia e di pesca. I principali alimenti erano derivati da suini, ovini, pollame e cacciagione e sicuramente legumi e frutta.In scavi di insediamenti Etruschi sono stati rinvenuti semi di noccioli, ghiande, olivo, fico, orzo, prugna e addirittura resti di fave.

La loro cucina era sicuramente basata su aglio che cresceva spontaneamente nelle zone ombrose e cipolla ritenuti da loro, alimenti curativi, afrodisiaci e stimolanti.

La cipolla veniva usato in modo moderato dai nobili esclusivamente cotta al contrario della servitù che ne faceva uso smodato e cruda condita con poco sale. Anche il porro o Allium orrum era usato nella cucina popolare delle lucumonie dell’Etruria, conosciuto come pianta tipica mediterranea con sapore meno forte e più delicato dell’aglio.

Per insaporire (specialmente la selvaggina) gli Etruschi usavano l’alloro che cresceva spontaneo addirittura in “boschi” come testimonia uno studio di un paese della provincia di Arezzo di un “lauretum” ovvero un boscho di alloro!

Cosa mangiavano gli Etruschi? Purtroppo le notizie giunte a noi sono poche e frammentarie ma sicuramente nei tempi antichi mangiavano minestre di cereali e legumi, zuppe a base di verdure che crescevano spontanee. Per le frittelle o le focacce,venivano usate le farine di cereali. La carne veniva bollita o arrostita, condimento per tutti i cibi, l’ottimo olio di oliva.

Gli Etruschi amavano banchettare. Il banchetto o convivio, aveva per gli Etruschi un doppio significato: Religioso (veniva celebrato in occasioni di cerimonie funebri) e Sociale (veniva offerto da appartenenti a una classe agiata, in segno di ricchezza).

Una figura molto importante durante i convivi era il “direttore di mensa” che aveva il compito di vigilare sul buon andamento e riuscita del convivio. Un moderno Maitre d’Hotel dei tempi nostri!

Solitamente la prima parte del banchetto si apriva con l’uovo poi le carni arrostite, i volatili, porchette ripiene di vari animali, pesci d’acqua dolce e di mare, molluschi. La seconda era un trionfo di dolci, frutta, torte a base di formaggi, miele e uova.

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