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    Il 4 Novembre ed il viaggio dell’Eroe

    Bella l’iniziativa del Ministero della Difesa e delle Ferrovie dello Stato di ripercorrere nel 90° Anniversario il viaggio che la salma del Milite Ignoto fece da Aquileia a Roma: un piccolo convoglio di 4 vetture che ha viaggiato lungo lo stesso percorso sostando in 15 città tra cui Udine, Padova, Rovigo, Pistoia, Arezzo, Orvieto e Orte prima di giungere nella Capitale.

    Nel 1921, dopo che Maria Bergamas aveva indicato tra le undici bare presenti quella che doveva essere traslata all’Altare della Patria, la salma del Milite Ignoto venne caricata su di un vagone ferroviario che dal Friuli raggiunse Roma.

    Al mesto convoglio, nel suo percorso di 800 chilometri, fece ala una folla di centinaia di migliaia di italiani che resero omaggio alla bara inginocchiandosi e lanciando fiori: fu un viaggio tristissimo che raccolse però attorno alle spoglie di quel povero soldato il rinato spirito degli italiani frustrato da quattro anni di durissima guerra.

    In onore di quel viaggio il Ministero della Difesa e le Ferrovie hanno dato vita ad un convoglio di quattro vetture che ripercorrendo quell’itinerario ha raggiunto il 2 Novembre la Stazione Termini: a bordo delle carrozze il tricolore che avvolse la bara del Milite Ignoto e una bella mostra fotografica aperta al pubblico fino al giorno 6.

    Vignaclarablog.it non poteva certo mancare: dopo l’inaugurazione ufficiale da parte del Capo dello Stato, del Ministro della Difesa e del Sindaco di Roma il convoglio dal Binario 29 è stato portato al Binario 1 dove rimarrà fino alla fine della mostra.

    Tante le persone in visita: anziani, giovani e militari, tutti in silenzio davanti a quelle foto e quei filmati in bianco e nero che narrano le strazianti vicende della Bergamas, madre di un giovane disperso sul Carso, e del viaggio che la bara, poggiata su di un affusto di cannone, fece in ferrovia fino a Roma.

    A bordo del piccolo convoglio (quattro carrozze di cui una adibita a sala proiezione) c’è la mostra realizzata con cimeli, documenti e foto sapientemente disposte alle pareti e con filmati dell’Istituto Luce trasmessi da alcuni schermi TV.

    Belle e commoventi invece le frasi scritte su delle cartoline commemorative: frasi che oggi potrebbero sembrare retoriche ma che nel 1921 esprimevano invece tutto l’amore patrio degli italiani.

    La Prima Guerra Mondiale fu una enorme tragedia: una lunga guerra di logoramento dove centinaia di migliaia di uomini, di entrambi gli schieramenti, vennero spesso sacrificati a causa della incapacità e insensibilità dei Comandi militari.

    Se si ha la voglia e la forza di leggere “Il prezzo della gloria” di Alistair Horne (un libro spesso citato dal Gen. Petraus su “come non fare la guerra”) allora si scoprirà quale lucida follia accompagno’ uno dei più assurdi massacri della storia, dove per la conquista di una quota o di un lembo di terreno vennero sacrificati fino a 30.000 soldati ogni giorno.

    Una follia che si concluse con la Vittoria tanto agognata: la tumulazione di quel soldato ignoto mise la parola fine ad una lunga vicenda che aveva richiesto il sacrificio di oltre 500.000 italiani.

    Il viaggio del convoglio, preceduto dalla mesta cerimonia in cui la Bergamas indicava la bara da tumulare, richiamò alle stazioni di sosta una folla immensa che in ginocchio e piangente rese omaggio a quel soldato sconosciuto.

    Una volta a Roma la bara portata a spalla da sei Medaglie d’Oro viventi, tra cui Luigi Rizzo, raggiunse il sacello dell’Altare della Patria dove venne deposta.
    La lastra di marmo con su incise le parole “Ignoto Militi” e le date di inizio e fine del conflitto chiusero definitivamente questa tragica quanto gloriosa pagina di Storia.
    Una bella mostra.

    Francesco Gargaglia

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