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Cassia – A novembre il nuovo Festival dell’ex Teatro Patologico, ora Teatro Internazionale di Roma

Molte novità accompagneranno quest’anno la nuova stagione del Teatro Internazionale di Roma. In onore di Ellen Stewart, fondatrice del glorioso teatro sperimentale di New York “Cafè La Mama” scomparsa lo scorso anno, il 4 novembre sarà inaugurato il nuovo Festival dell’ex Teatro Patologico di Dario D’Ambrosi che da oggi ha anche un nuovo nome, Teatro Internazionale di Roma, ma sempre lo stesso indirizzo, Via Cassia 472.

“Proprio per sottolineare il lavoro di integrazione con il Cafè La Mama di New York” ha spiegato il direttore artistico Dario D’Ambrosi “ho deciso di dare un nuovo nome al Teatro Patologico, cambiandolo in Teatro Internazionale di Roma”.

Da sempre a stretto contatto con il più grande teatro sperimentale americano, Dario D’Ambrosi, ha operato un’azione di collegamento vero e proprio fra le rappresentazioni del suo teatro e quelle del Cafè La Mama, facendo di questi due mondi teatrali una realtà unica nei suoi principi artistici, in continuo dialogo e interscambio.

A suggellare questo connubio Dario D’Ambrosi ha partecipato a New York alla presentazione delle iniziative per i 50 anni del Cafè La Mama. L’evento, riportato dalle testate di tutto il mondo, sarà oggetto di un articolo in uscita sul numero di novembre di Vanity Fair America, con una foto di copertina che vede Dario D’Ambrosi al fianco di artisti come Sam Shepard, July Taymor.

A coronamento della sempre più stretta collaborazione con il teatro newyorkese, dal 4 novembre al 4 dicembre, si svolgerà al Teatro Internazionale il “Festival Ellen Stewart”, con 5 spettacoli unici nel loro genere e tutti accomunati dallo stesso filo rosso che ha da sempre legato e contraddistinto il teatro caro a Dario D’Ambrosi: la rappresentazione delle vere emozioni.

Dagli spettacoli di Dario D’Ambrosi si esce cambiati, con una nuova pace interiore, con la sensazione di aver operato un’espiazione profonda e rasserenante.
Conducendo lo spettatore attraverso le emozioni fortissime espresse sul palco, il teatro di D’Ambrosi riesce a generare in chi lo guarda una vera e propria sensazione di elevazione, uno stato che unisce in noi la vertigine, ma allo stesso tempo ci fa vivere il sogno, di stare facendo ciò che da sempre l’essere umano aspira a fare e cioè volare.

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