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Cassia – Il PD XX Municipio richiama l’attenzione sui beni confiscati alle mafie

Il PD regionale e il PD del XX Municipio invitano i cittadini, le associazioni del territorio, le cooperative sociali, a partecipare, sabato 22 ottobre alle ore 11 in via Cassia, angolo via Oriolo Romano, ad una occupazione simbolica per richiamare l’attenzione sui beni confiscati alle mafie e al loro possibile uso sociale.

“Dei beni assegnati al Comune di Roma secondo la procedura standard – sottolinea la nota a firma Vincenzo Pira, Coordinatore PD del XX Municipio – un 8,5% sono luoghi inutilizzati, un 24,3 % svolgono attività, per lo più non sociali, un 27,3% dichiarano di svolgerla ma realmente non lo fanno , un 39,3 % non è monitorabile.
Il problema dei beni confiscati riguarda più di 12mila spazi in tutta Italia ed ogni bene ha la sua storia e le sue problematiche. Il Lazio è la sesta regione italiana per numero di beni confiscati alle mafie (482) e la Provincia di Roma con 383 beni è la settima a livello nazionale.”

“Occorre trasparenza, occorre efficienza e sensibilità sociale che finora le giunte, comunale e regionale, non hanno dimostrato. Per questo – conclude Pira – ci mobilitiamo”.

All’evento parteciperanno Esterino Montino, capo gruppo PD in Regione Lazio, Claudio Cecchini, Assessore politiche sociali alla Provincia di Roma, Tonino D’Annibale, Consigliere regionale – vice presidente della Commissione Politiche sociali, Mario Perilli, Vice presidente Commisione regionale Agricoltura, e Daniele Torquati, Capo gruppo PD in XX Municipio.

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2 COMMENTI

  1. I numeri parlano chiaro: Roma, con 383 beni, è la settima provincia in Italia per beni confiscati alle mafie, tra immobili e aziende. E il Lazio, nella stessa classifica, con 482 immobili e aziende sottratte alle mafie, è la sesta regione. Eppure, tranne qualche caso isolato, di questo patrimonio si sa poco o nulla. Dove sono gli immobili, in quali condizioni di trovano, se e come sono effettivamente utilizzati secondo le finalità di legge, quali beni sono eventualmente disponibili e come vengono assegnati.
    Dei beni assegnati al Comune  di Roma secondo la procedura standard, un 8,5% sono luoghi inutilizzati, un 24,3 % svolgono attività, per lo più non sociali, un 27,3% dichiarano di svolgerla ma realmente non lo fanno , un 39,3 % non è possible il monitoraggio.
    Il problema dei beni confiscati riguarda più di 12.000 spazi in tutta Italia ed ogni bene ha la sua storia e le sue problematiche (quello che va ristrutturato, quello sul quale pende ipoteca bancaria, etc.).
    Il Lazio è la sesta regione italiana per numero di beni confiscati alle mafie (482) e la Provincia di Roma con 383 beni è la settima a livello nazionale.
    Vanno in questo senso le proposte, rivolte al Comune di Roma, alla Provincia di Roma e alla Regione Lazio, con cui si conclude il dossier elaborato da vaire associazioni della società civile :
    l’istituzione di un Registro pubblico dei beni confiscati alle mafie nel Lazio;
    la definizione di bandi pubblici per l’assegnazione dei beni confiscati e destinati;
    l’istituzione di uffici per la gestione dei beni confiscati sia nella Provincia che nel Comune di Roma, prevedendo nella Capitale il coinvolgimento attivo dei Municipi interessati;
    lo stanziamento di risorse per la ristrutturazione dei beni e il sostegno alle attività sociali di gestione;
    l’immediata attivazione dell’Abecol, l’agenzia regionale per i beni confiscati.
    Occorre trasparenza, occorre efficienza e sensibilità sociale che finora le giunte, comunale e regionale, non hanno dimostrato.

  2. … senza contare tutto l’immane lavoro e i sacrifici che ci sono a monte, da parte delle forze dell’ordine e della magistratura, per arrivare alla tanto agognata CONFISCA…

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