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Maria Amelia Monti, volto nuovo di “Distretto di Polizia 11”, a colloquio con VignaClaraBlog

La vedremo presto sul piccolo schermo nella serie televisiva “Distretto di Polizia 11”, in onda in prima serata su Canale 5 a partire da domenica 9 ottobre. Stiamo parlando di Maria Amelia Monti, attrice di teatro, cinema e televisione, che ha raggiunto la popolarità interpretando ruoli brillanti come l’adolescente un po’ svampita nel programma “La tv delle ragazze” o la moglie di Gerry Scotti nella sitcom “Finalmente soli”. VignaClaraBlog.it ha avuto il piacere di scoprire qualcosa di più di questa nota ed apprezzata attrice dotata di un’eccezionale verve comica, che ha saputo sfruttare al meglio anche nell’interpretare ruoli più drammatici.

Si è diplomata all’Accademia dei Filodrammatici di Milano, quando ha capito che “da grande” avrebbe voluto fare l’attrice? Finito il liceo, quando mi sono resa conto che sapevo fare poche cose! A parte gli scherzi, diciamo che davanti a me vedevo due strade: avrei fatto l’attrice o la pittrice. Mio nonno era il pittore Cesare Monti e la pittura mi ha sempre affascinata. Però terminate le superiori ho subito provato ad entrare alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano; non ci sono riuscita, ma non mi sono scoraggiata. Così mi sono iscritta all’Accademia delle Belle Arti di Brera e poi mi sono diplomata all’Accademia dei Filodrammatici di Milano.

Teatro, cinema e televisione. Qual è la sua passione? La mia passione è fare bene le cose. Amo il teatro, il cinema e la televisione; l’importante è riuscire sempre a dare il meglio. Se vogliamo in teatro è più facile avere una certa autonomia e se c’è uno spettacolo che funziona, se si raggiunge la perfetta alchimia, è fantastico. Lo spettacolo viene immediatamente apprezzato dal pubblico e questo gli attori in scena lo percepiscono ricavandone subito enorme soddisfazione.

Ha raggiunto la popolarità interpretando molti ruoli brillanti, una scelta o un caso? Quando provai ad entrare al Piccolo presentai un monologo drammatico, “Il gabbiano” di Anton Cechov. Venni bocciata. Diciamo che da lì ho capito che per me era più facile fare ridere. Del resto anche a scuola, per l’esattezza alle elementari, quando piangevo tutti cominciavano a ridere a causa delle espressioni che facevo…

E’ entrata a far parte del cast di “Distretto di polizia 11”, interpretando il personaggio del sovraintendente capo Anita Cherubini. Che esperienza è stata? E’ stata un’esperienza bellissima. Ho avuto l’opportunità di lavorare con un cast di attori che penso sia raro trovare. Attori bravissimi ed importanti. In molti provengono dal teatro, come Andrea Renzi che interpreta il nuovo Commissario del X Tuscolano.Lo stesso regista, Alberto Ferrari, proviene dal teatro. Lavorando con attori bravi si diventa più bravi, ci si valorizza.
Parlando del personaggio che interpreto, Anita Cherubini, posso dire che è molto pignola, in netta antitesi con il personaggio interpretato da Paolo Calabresi, con cui mi ritrovo gomito a gomito. Diciamo che rappresentiamo il perfetto stereotipo della milanese e del romano!
Anita Cherubini è una psicologa che risolve casi difficili, ma per non snaturarmi ho arricchito il personaggio di piccole manie così da renderlo più simpatico. Anita Cherubini, ad esempio, ha la mania di pulirsi in continuazione le mani e, come è facile immaginare, in un Commissariato di Polizia questa fissazione suscita grande ilarità.

Per lei recitare è...E’ il mio lavoro, fa parte della mia vita ed è una delle poche cose che so fare bene!

Il regista da cui vorrebbe essere diretta? Ad essere sincera rimpiango un po’ le commedie degli anni Sessanta, quelle interpretate da Monica Vitti per intenderci. Mi sarebbe, ad esempio, piaciuto recitare in “La ragazza con la pistola”, film diretto da Mario Monicelli, o in “Noi donne siamo fatte così”, diretto da Dino Risi. Volgendo lo sguardo al presente mi piacciono i fratelli Coen e Woody Allen, dal quale però non vorrei essere scelta come attrice italiana che ricopre solo un ruolo marginale.

Il sogno nel cassetto? Riuscire a lavorare tutta la vita e crescere insieme ai ruoli che interpreto.

Vive a Roma Nord. Da quanto tempo? Vivo qui da tanto. Quando avevo 20 anni abitavo a Trastevere, poi mi sono fidanzata con un ragazzo che viveva a Roma Nord e mi sono spostata in questa parte della città. Quando il fidanzamento è terminato io sono rimasta ad abitare qui, in una casa grande con un bel giardino. All’epoca era punto di ritrovo di diversi attori, adesso è la casa perfetta per i miei figli.

Pregi e difetti di questa parte della città… Se tra i pregi posso inserire gli ampi spazi che la caratterizzano, tra i difetti metto senza dubbio il fatto che questa parte della città non sia servita bene e che sia priva di un’adeguata illuminazione. La via Cassia non è illuminata; ci vorrebbe una metropolitana o quantomeno delle navette che portino alla fermata della metro. Per spostarsi è necessaria l’automobile. E poi in molte vie mancano i marciapiedi, così chi ad esempio ha dei bambini piccoli e deve uscire con i passeggini si trova in grande difficoltà.

Prossimi progetti? Sto preparando lo spettacolo teatrale “Tante belle cose”, una commedia scritta da Edoardo Erba, diretta da Alessandro D’Alatri, con il bravissimo attore Gianfelice Imparato e con Valerio Santoro e Carlina Torta. Le musiche sono di Cesare Cremonini. La tournée inizierà a metà novembre. A maggio saremo a Roma, al Teatro Vittoria.

Stefania Giudice

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2 COMMENTI

  1. caro valsecchi di anita cherubini non ci importa nulla se a distretto non tornano come protagonisti di una linea gialla mauro belli che non è morto e roberto ardenzi. Punto e basta.

  2. naturalmente ricky memphis deve smetterla di fare i capricci. Ricomparire a distretto non vuol dire che egli ci deve rimanere per sempre se non lo desidera. Se lui invece di voler far morire il suo personaggio forse uscito di scena come è uscito di scena tirabassi più nessuno lo avrebbe tirato in ballo ma ora invece memphis ha un debito pesante con i fans di distretto. Poi benvenga anche anita cherubini.

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