Home ATTUALITÀ AIGOL: Contributi pubblici per l’editoria, a tutti o a nessuno

    AIGOL: Contributi pubblici per l’editoria, a tutti o a nessuno

    “Ho appreso ieri sera seguendo il programma Bersaglio Mobile di Enrico Mentana su LA7, nell’intervista a Valter Lavitola (direttore Avanti), che l’Avanti, testata storica di matrice socialista, ha usufruito di oltre 2 milioni di euro di contributi pubblici per l’editoria”, dichiara in una nota Marcel Vulpis, presidente di AIGOL, Associazione Italiana Giornali On-line, spiegando che “da tempo siamo dell’idea che le modalità di erogazione di questi contributi debbano essere riformate dando la possibilità anche alle testate registrate operanti sul web di usufruirvi.”

    “La dichiarazione poi di Lavitola ‘Ho diritto con questi soldi a rilanciare il mio giornale ..’ apre un ulteriore dibattito sul tema della concorrenza nel settore in esame. Tutti gli editori, anche e soprattutto quelli del web – incalza Vulpis – hanno diritto come Lavitola a rilanciare le proprie testate online. Non esistono testate di serie A e testate di serie B. E come Associazione Italiana Giornali Online lavoreremo al testo di una nuova legge per introdurre benefici e contributi anche per la nostra categoria.”

    “Riteniamo, inoltre, che ci sia una palese violazione della normativa sulla concorrenza, applicata al settore dell’editoria, perchè questi contributi pubblici a pioggia dati a tutti tranne che all’on-line sono chiaramente un limite per lo sviluppo del nostro segmento. Come AIGOL chiederemo quindi che chi ne abbia usufruito per più di 5 anni consecutivi (nel passato) non possa farvi più riferimento. Proprio perchè soldi pubblici e quindi dei contribuenti.”

    “I giornali, le tv e le radio, dopo 5 anni di contributi pubblici devono stare sul mercato con le proprie gambe, non usufruire dell’aiutino dello Stato. E’ troppo facile e soprattutto va contro le regole basilari della concorrenza e del libero mercato. Visto che l’online da sempre non ne usufruisce – conclude Vulpis – con forza pertanto dichiariamo: o contributi pubblici per tutti o per nessuno”.

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