Home AMBIENTE Un monito da Ponte Milvio: resuscitare il Tevere

Un monito da Ponte Milvio: resuscitare il Tevere

La manifestazione organizzata il 24 e 25 settembre a Ponte Milvio dalla Federazione Canoa e Kayak  con il patrocinio del Comune di Roma (leggi qui) ha richiamato prevalentemente gli appassionati di sport acquatici e molti curiosi. Certo, non c’era il pubblico delle grandi occasioni o degli eventi calcistici ma la canoa è uno sport praticato prevalentemente nel Nord Italia e poi il Tevere, si sa, non ispira grande fiducia.

Tutt’al più si usano le sponde per gli eventi estivi o i mercatini rionali, quelli si, molto affollati: l’assenza di interventi importanti e risolutivi, sempre promessi e quasi mai attuati, non alimenta la passione per questo fiume.

Eppure a dispetto di quello che si potrebbe credere sono tanti i giovani che praticano presso le società remiere il canottaggio o la canoa; ci sono circoli sportivi, come la Todaro o la Tevere Remo, che da decenni istruiscono e allenano giovani e giovanissimi, sia maschi che femmine, in quella che è una delle discipline sportive più complete.

La manifestazione del 24 e 25 è servita a richiamare anche l’attenzione della città su quelle che sono le possibilità che offre il Tevere; a Roma e nei dintorni non ci sono fiumi adatti allo sport della canoa da discesa né strutture artificiali la cui realizzazione richiede grossi investimenti.

Il Tevere, nei pressi di Ponte Milvio, offre invece la possibilità di praticare questa disciplina grazie alle acque mosse che si formano a valle del ponte e nel tratto successivo; circa 500 metri dove è possibile svolgere attività e gare di velocità o di slalom con una difficoltà accessibile non solo ai principianti ma anche agli esperti.

La presenza di acque mosse non richiede la realizzazione di barriere artificiali ma solo la costruzione di scivoli per rendere più agevole l’entrata in acqua mentre la creazione di una campo da slalom può essere fatta anche con semplici strutture semi permanenti.

Se il problema poi è quello del disturbo alla fauna locale è sufficiente esaminare la questione con un minimo di obiettività per capire che si tratta di un falso problema.

Nonostante il grave stato di inquinamento del Tevere (e dell’Aniene) sulle sponde di questi fiumi vivono numerose colonie di uccelli acquatici oramai stanziali come il Germano Reale e la Gallinella d’acqua e alcuni esemplari di Airone Cenerino: oltre ad uccelli che sostano in città solo nei mesi invernali come il Cormorano.

Si tratta però di specie ben inserite nel contesto urbano ed abituate a convivere con le attività umane; la realizzazione di un campo di addestramento e gara sul Tevere comporterebbe tutt’al più lo spostamento di alcune piccole colonie a monte o a valle.

Quando è stato realizzato il Ponte della Musica nessuno si è posto questo problema tantomeno quando un tratto della riva destra è stato destinato ad attività commerciali che hanno comportato la rimozione della vegetazione ripariale.

Favorire lo sviluppo di questa disciplina sportiva nelle sue varie specialità significa rivitalizzare il fiume che lentamente ma inesorabilmente, a causa del degrado, sta morendo.

Canoa, kayak, rafting, visite guidate in battello a motore (che potrebbe essere elettrico come quelli delle imbarcazioni usate nell’Oasi di Nazzano), sentieri natura sulle sponde con torrette di avvistamento, piste ciclabili, aree didattiche e piccoli centri visita: queste potrebbero essere le iniziative da realizzare con una spesa sicuramente modica abbandonando peraltro progetti faraonici (come le terrazze panoramiche) che non vedranno mai la luce.

Francesco Gargaglia

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2 COMMENTI

  1. Speriamo che un giorno abbia a cuore questo monito… Sarebbe così bello ridare vita al fiume con lo sport.
    Ero tra i curiosi a guardare il kajak, io non credo proprio che mancherebbero le adesioni, è uno sport fantastico. Per chi ha paura del contatto con l’acqua si può fare pure rafting, come avete dimostrato… anche se con un grado 2 credo, non di più, e soprattutto troppo breve… La natura e la fauna senz’altro non sono le canoe che le disturbano.

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