Home ARTE E CULTURA Labaro: La Banda del Gobbo tra memoria, fisarmonica e rock

Labaro: La Banda del Gobbo tra memoria, fisarmonica e rock

Strani i percorsi della mente, strani i percorsi che portano alla memoria, perché festeggiare non sempre può essere sinonimo di allegria e di baldoria, a volte festeggiare può voler dire riflessione, pacatezza, ascolto del silenzio della memoria, per quanto questa potesse essere silenziosa in una giornata come quella di domenica 11 settembre.

Nella serata di domenica 11 settembre, infatti, nell’ambito della “Festa dell’Unità Comunista” di Labaro, al parco Marta Russo la Sezione dell’ANPI “Martiri de La Storta” ha presentato Emiliano Valente nello spettacolo teatrale da lui scritto ed interpretato: “La banda del Gobbo”.
Ambientato nella Roma del post armistizio la città, occupata dai nazisti, è in attesa che gli americani arrivino a liberarla, e lo zio Franchino si domanda se non toccherà “mandaje quarcuno a indica’ la strada da Anzio a Roma”.

In questo spazio scenico immaginario, che ha il sapore di vecchie pellicole neorealiste, Riccetto, uno dei tanti bambini figli del fascismo e della guerra, si arruola nelle banda del gobbo del Quarticciolo, gruppo partigiano capeggiato da Giuseppe Albano. La voce di un Riccetto un po’ più grande, ma sempre strillone, ci guida nel ricordo di quei mesi desolanti.

Esemplare è stata la prova di Emiliano Valente nel portare a termine uno spettacolo emotivamente complesso in un’atmosfera assolutamente poco consona al tema trattato. Laddove l’ascolto della memoria avrebbe previsto silenzio e empatia tra attore e pubblico, Riccetto si è trovato a tentare una rievocazione storica tra note di liscio e musica rock, la prima proveniente da una pista da ballo poco lontana e la seconda dal festival Labaro Rock che si teneva nello stesso parco Marta Russo.

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Tenero e riflessivo il contrasto tra Riccetto, bambino della guerra e della lotta partigiana che scalpitava sul palco e i bambini del 2011, ipotetici nipoti del protagonista, che giocavano al suo fianco e sedevano ai bordi del palco ascoltando l’attore come si ascolterebbe un cantastorie.

La prova attoriale, tutta concentrata sulla mimica, ha reso il monologo allegro e divertente smorzando i toni di scene cariche di significato. Altrettanto importante e meticolosa la ricerca storica alle spalle della scrittura del testo, con piccole perle di sapere la cui condivisione è importante per non dimenticare: l’arresto di tutti i gobbi della città per trovare il bandito Giuseppe Albano; il ricordo delle Fosse Ardeatine che viste con gli occhi di un dodicenne in cerca dello zio arrestato e mai tornato a casa, assumono un sapore ancor più drammatico; pathos accresciuto da una mimica del corpo che flette l’attore nei movimenti rigidi della morte violenta e dell’orrore che segue l’esplosione di centinaia di cadaveri.

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Due significativi applausi a scena aperta. Uno quando Valente rievoca il commento trasteverino alla targa: “«Trastevere trastevere brilli di nuova luce, il Re, la Madonna e il Duce vegliano su di te» e sotto avevano scritto «stanchi de tanta luce, volemo sta allo scuro, andatevene a fanculo Duce e Re»” e l’altro quando, improvvisando, chiede scusa per il baccano circostante, un palese neo nell’organizzazione della serata.

Complimenti, quindi, all’attore Emiliano Valente che con la sua improvvisazione inizialmente ironica e infine esasperata è riuscito a tener viva l’attenzione degli spettatori ai quali vanno altrettanti complimenti per aver appoggiato ed ascoltato l’attore in un’atmosfera a metà strada tra passato e presente, nonostante il baccano circostante.

Francesca D’Angelo

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4 COMMENTI

  1. Domenica non ero a Roma e mi dispiaceva alquanto non poter andare a vedere lo spettacolo “La banda del gobbo” a Labaro; dopo aver letto quest’articolo mi dispiace ancora di più di essermelo perso.

  2. Grazie Francesca,
    grazie VignaClaraBlog per questo bell’articolo
    ci fa molto piacere che ci seguite, e in questa occasione Francesca ha raccontato il contesto
    solo preciso che la rappresentazione ha tardato di una ora, sia per il ritardo del precedente dibattito, sia per un problema audio, e allora labaro rock da una parte e liscio dall’altra hanno disturbato un po’, ma Emilio è stato bravissimo, ed anche il pubblico.
    grazie
    duccio pedercini
    Anpi Martiri de la Storta

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