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    La Sapienza – Al via Scienze dell’Amministrazione, come diventare un buon amministratore pubblico

    La prima facoltà di Scienze politiche italiana, quella della Sapienza, che nella sua lunga storia può contare nel proprio corpo docenti i nomi di Presidenti del Consiglio, Ministri, Giudici della Corte costituzionale ed esponenti di punta delle istituzioni come Aldo Moro, Vittorio Bachelet, Sergio D’Antona, Renzo De Felice e Pietro Scoppola (solo per citarne alcuni), annuncia un nuovo corso di laurea triennale. Si tratta di Scienze dell’Amministrazione, il cui obiettivo è formare i nuovi dirigenti della Pubblica Amministrazione.

    A dirigere il corso di laurea sarà il Professore Beniamino Caravita di Toritto, uno tra i più noti costituzionalisti italiani, consulente di numerose amministrazioni regionali e locali e direttore della rivista federalismi.it.

    La Sapienza offre sia il corso triennale (Scienze dell’amministrazione e dell’organizzazione, clicca qui) che due corsi magistrali, uno più orientato alle istituzioni e un altro più specifico per i servizi pubblici e le politiche pubbliche (clicca qui).

    Per presentare il corso di laurea già attivo, con riguardo a contenuti, obiettivi e sbocchi professionali è stato indetto un incontro con gli studenti interessati mercoledì 21 settembre, dalle 15 alle 18, nella Facoltà di Scienze Politiche (piazzale Aldo Moro 5). Un incontro in puro stile campus americano, perché a parlare del tema di come si governa la Pubblica Amministrazione nell’era digitale, oltre ai docenti saranno proprio i diretti interessati, manager pubblici e privati la cui esperienza sarà messa a disposizione degli intervenuti.

    Saranno infatti presenti Luigi Giampaolino Presidente della Corte dei Conti, Manlio Strano, Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Franco Massi, Segretario generale del CNEL, Germana Panzironi, Capo ufficio legislativo MIUR, Liborio Iudicello, Direttore generale di Roma Capitale, Antonio Calicchia, Direttore generale della Provincia di Roma, Renato Loiero, Consigliere parlamentare Senato della Repubblica, Andrea Tardiola, Dirigente del Ministero della funzione pubblica, Massimo Novarino, Dirigente del Forum Terzo Settore e Ferdinando Palanti, Presidente della Lega Coop Servizi.

    Nel frattempo, Scienze dell’Amministrazione è già sbarcata su facebook (clicca qui) dove laureati e studenti si scambiano le proprie esperienze e contribuiscono a costruire la community di tutti coloro che sono interessati a scommettere su se stessi e sul proprio Paese nel diventare dei buoni amministratori della res-publica.

    Edoardo Cafasso

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    8 COMMENTI

    1. Una buona notizia, che volentieri divulgo, visto che mi sono laureata proprio nella facoltà di Scienze Politiche della Sapienza, dove ho avuto come docente il costituzionalista Costantino Mortati, poi Giudice della Corte Costituzionale.
      Peccato che dopo mezzo secolo ancora prosegua quella deprecabile “solitudine dei numeri uno” che trasmette anche alle giovanissime e ai giovanissimi l’immagine di una società in cui una sola donna si trova tra tanti uomini. Una società che non è quella di oggi, ma la mancata attenzione al rinnovamento comporta il perpetuarsi di vecchi schemi, con effetti dannosi.

    2. Ha ragione la Signora ma almeno tra tanti professori c’è una donna.
      Tra imbianchini, muratori, carpentieri, facchini, meccanici, idraulici invece…..neppure una.

    3. Strix cambia argomento, non stiamo parlando di lavori manuali o artigianali, anche se ha dimenticato che nelle imprese di pulizie normalmente le donne puliscono e gli uomini organizzano, così come nei grandi magazzini, generalmente le donne svolgono lavori con stipendi bassi e gli uomini stanno negli uffici.
      Comunque la notizia riguarda l’orientamento per studi universitari nelle carriere dello Stato, dove le donne sono la maggioranza,
      Ecco quanto è stato diffuso recentemente da Armida, che riporta dati noti a quanti seguono con competenza la questione e in buona parte diffusi l’anno scorso in occasione del Convegno del 13 maggio alla Camera dei deputati per i cinquanta anni della sentenza della Corte Costituzionale che aprì alle donne le principali carriere dello Stato. :
      “ Presenti nei grandi numeri della base, assenti ai vertici della piramide. Sebbene storicamente più aperta al lavoro femminile, la pubblica amministrazione sbarra ancora le porte al vertice. Solo l’1,5% delle donne dirigenti è in posizioni apicali (contro il 9,7% degli uomini), mentre solo il 27,4% delle dirigenti ha la qualifica di direttore generale (contro il 61,3% degli uomini). I board delle autorità indipendenti, in sei casi su undici, sono al 100% maschili. Per cambiare questi ed altri numeri (si veda la nostra scheda per un riepilogo aggiornato sullo stato delle cose) è nata una rete delle alte professionalità femminili nella pubblica amministrazione: Armida, costituita negli stessi giorni in cui veniva approvato al Senato a larga maggioranza il progetto di legge Golfo-Mosca, che introduce nel nostro ordinamento le quote di genere nei consigli di amministrazione delle società quotate e nelle società a partecipazione stata le. “(Agdp).
      E Strix cade in un altro equivoco il gruppo maschile con una sola donna non è di professori ma di alte cariche dello Stato o altro: Corte dei Conti, Presidenza del Consiglio dei Ministri, CNEL, MIUR, Roma Capitale, Senato della Repubblica, Ministero della funzione pubblica, Forum Terzo Settore Lega Coop Servizi.

    4. Aggiungo un interesante aggiornamento. Roma Capitale, presente con un uomo all’incontro preannunciato all’Università, continua ad emarginare le donne, in violazione dello Statuto comunale:
      Comunicato stampa congiunto
      delle consigliere Monica Cirinnà (Pd) e Maria Gemma Azuni (Sel), Presidente e Vicepresidente della Commissione delle Elette del Comune Di Roma

      GIUNTA, CIRINNA’–AZUNI: “ALEMANNO PENALIZZA DONNE ANCHE IN NOMINE DIRIGENZIALI”

      “Ci siamo nuovamente rivolte al Tar del Lazio per chiedere la sospensione, e quindi l’annullamento dell’esecutivo capitolino, perché permane una condizione di enorme squilibrio all’interno della giunta del sindaco Alemanno. Il sindaco si è già visto annullare l’esecutivo a metà luglio per un nostro ricorso presentato per il mancato rispetto dell’articolo 5 dello Statuto del Comune di Roma, che obbliga il sindaco nelle nomine della giunta a rappresentare equamente uomini e donne. Dopo quella decisione del Tar, Alemanno ha perseverato nell’errore, alzando, nel suo terzo rimpasto, a due la presenza delle donne. Quel rimpasto non bilancia l’enorme squilibrio di genere che rimane nella giunta comunale di Roma, composta da nove uomini e solo due donne.
      Come annunciato dall’avvocato Pellegrino, stiamo impugnando anche le più recenti nomine dirigenziali fatte da Alemanno, perché anche lì il divario è impressionante. E’ evidente come le nomine che spettano al sindaco siano sempre dirette a favorire gli uomini o a penalizzare le donne, e questo non può essere una coincidenza, ma una chiara volontà politica. Alemanno dovrebbe capire che il rispetto della rappresentanza di genere è un elemento fondante della democrazia, e non un suo difetto”.
      Lo dichiarano le consigliere Monica Cirinnà (Pd) e Maria Gemma Azuni (Sel), rispettivamente presidente e vicepresidente della Commissione delle Elette del Comune di Roma.

      Roma, 12 settembre 2011

    5. Alla Signora Oliva sottopongo questi due brani. Il primo è tratto da una intervista di Rossana Podestà dopo la scomparsa del suo compagno, Walter Bonatti (uno dei più grandi alpinisti di tutti i tempi): “Ho scoperto la sua testa, il suo cuore, ci siamo innamorati e ho realizzato il mio sogno: fare la piccola sherpa di Bonatti, portargli le macchine fotografiche, tenere il suo passo senza mai lamentarmi…in trent’anni non gli ho mai creato un problema, non ha mai dovuto rinunciare a nulla per colpa mia….nessuna sottomissione. Condivisione delle cose amate”.
      Il secondo è tratto da un articolo di Barbara Stefanelli: “Questo non perchè le donne siano migliori, ma perchè le società dove le donne e gli uomini lavorano accanto, in uno scambio davvero liberato da “un pensiero unico” sulla femminilità, funzionano meglio e garantiscono un futuro a chi verrà”.

    6. @Strix grazie, per le preziose citazioni.
      Donne all’ombra di uomini grandi ci sono sempre state e solo poche sono passate alla storia.
      Più raro e più difficile da attuare, ma con potenzialità ancora maggiori, la condivisione di cui parla Barbara Stefanelli, con donne e uomini che lavorano accanto, in famiglia e fuori, in uno scambio che valorizzi reciprocamente.
      E’ il sogno di una società futura , per la quale si impegnano tutte le persone che, come, me, agiscono, da sole o insieme nelle associazioni, per la democrazia paritaria.

    7. Io lavoro nella pubblica amministrazione, e conosco la situazione di cui parla la dott.ssa Oliva, i cui commenti su questo blog leggo sempre con piacere. Le potrei parlare, cara dottoressa, della mediocrità assoluta degli uomini che stanno ai vertici del Ministero presso cui lavoro.. D’altronde i direttori generali sono il braccio amministrativo del potere politico, cioè del Ministro, e visto il livello qualitativo di questo Governo, come stupirsene? Le donne di solito fanno i “peones” della pubblica amministrazione, lavorano di più e meglio, ma sono sicuramente meno invischiate nei giochetti di potere, per questo difficilmente arrivano in cima alla piramide gerarchica. Ma non si può purtroppo tacere il fatto che è sotto gli occhi di tutti, cioè la presenza di quelle che io chiamo le “miracolate” , cioè le donne che hanno fatto una rapida e brillante carriera nella pubblica amministrazione. Queste si che hanno raggiunto i livelli di carriera più alti, ma per quale tipo di merito??!!

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