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Teatro della Memoria protagonista a Labaro con lo spettacolo “La banda del gobbo”

La prossima domenica 11 settembre, il Teatro della Memoria, che negli ultimi quindici anni è ripetutamente e meritatamente salito alle luci della ribalta grazie soprattutto a Marco Paolini e Ascanio Celestini, sarà protagonista al Parco Marta Russo (Via Gemona del Friuli) di Labaro; infatti in tale serata alle ore 20.30, all’interno della Festa dell’Unità Comunista, la Sezione dell’ANPI “Martiri de La Storta” presenterà lo spettacolo di e con Emiliano Valente “La banda del gobbo”.

“La banda del gobbo” ci porta la voce di Riccetto, ragazzetto del quartiere Quarticciolo nei mesi che seguono l’8 settembre 1943 fino all’arrivo degli americani a giugno 1944.

Riccetto viene arruolato nelle fila della banda del gobbo del Quarticciolo, ovvero il leggendario partigiano Giuseppe Albano (per arrestare il quale, il comando tedesco a suo tempo diramò l’ordine di arrestare tutti i gobbi della capitale); attraverso il suo linguaggio di dodicenne di borgata riviviamo quei mesi di terrore sotto la dominazione nazista in un alternarsi di fatti sospesi tra la verità storica e l’invenzione verosimile e facciamo la conoscenza degli eroi involontari protagonisti di questa storia: sora Cettina, Giggetto, zio Franchino, Er Pigna, Neganè, Er Carota… uomini e bambini di borgata, trasformati in combattenti dagli eventi tragici che li colpiscono.

Come è la voce del bambino Riccetto a narrarci di quei tempi e di quei fatti, allo stesso modo ad invogliarci ulteriormente ad andare a vedere “La banda del gobbo” sono le parole, stavolta scritte, di Sofia, quasi coetanea di Riccetto e allieva della Scuola Elementare Iqbal Masih di Roma (quartiere Casilino), il cui tema vi invitiamo a leggere.

↓seppe guernica Reitano

P.S.: a volte la scienza (o l’arte) della toponomastica segue logiche oscure o poco condivisibili; ma, per rimanere nell’ambito dei bambini, le cui storie troppo spesso non sono felici come dovrebbero essere, di certo ciò non è avvenuto quando si è scelto di dedicare una scuola romana alla memoria di Iqbal Masih

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