Home ATTUALITÀ Comitato per via Gradoli: L’intervista di Piero Marrazzo merita precisazioni

Comitato per via Gradoli: L’intervista di Piero Marrazzo merita precisazioni

“Sul quotidiano La Repubblica e sul relativo sito web, il 15 agosto è stata pubblicata una intervista all’ex presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo,  relativa ai noti fatti avvenuti in Via Gradoli. Alcune dichiarazioni meritano di essere precisate.” Lo dichiara il Comitato per via Gradoli dal quale riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato.

“1) Richiesta la propria opinione circa la presenza dei servizi segreti in Via Gradoli, l’intervistato risponde “che la dietrologia non aiuta mai a capire (…) i giornali non sempre hanno aiutato la ricerca e la comprensione dei fatti, in questa vicenda”.
In proposito, vogliamo ricordare fatti documentati in quanto documentali.

a. Il civico 96 consta di due edifici; la palazzina SOCOAP e quella detta IMICO, acronimi delle relative ditte di costruzione. Come già accertato dal senatore Sergio Flamigni, membro, tra l’altro, della Commissione parlamentare sulla strage di Via Fani, nella primavera 1978 ben 24 appartamenti nella palazzina IMICO risultavano intestati alle società Monte Valle Verde s.r.l., Caseroma s.r.l. e Gradoli s.p.a., direttamente o indirettamente coinvolte nello scandalo dei fondi neri del SISDE del 1994; altri 6 erano intestati a prestanome, tra cui quello dell’ing. Ferrero, locato all’ing. Borghi alias Mario Moretti.

b. Le indagini svolte dal Comitato per Via Gradoli hanno evidenziato che anche le palazzine site nei civici 35, 65/69 e 75 (ove numerose unità immobiliari presentano estese irregolarità edilizie) sono state edificate da imprese edili domiciliate in Roma, in Via Crescenzio 19, tutte amministrate dall’ing. Ermanno Staffieri, e i cui atti sono stati rogitati dal notaio Fenoaltea, fiduciario del SISDE.

c. Nella stessa palazzina IMICO, in un appartamento contiguo a quello locato dalle BR, abitava nel 1978 la sig.na Lucia Mockbel, sorella del più noto Gennaro Mockbel, la quale aveva ricevuto in comodato l’abitazione dalla società Monte Valle Verde s.r.l. All’epoca detta persona conviveva con un collaboratore dello studio del commercialista Galileo Bianchi, il quale, tre giorni dopo la scoperta del covo delle BR venne nominato amministratore unico della Monte Valle Verde srl.

d. Negli anni ’70 in Via Gradoli avevano sedi operative diverse formazioni eversive: Potere operaio, presso il civico 35; una formazione di estrema destra presso il civico 91 (ove il travestito coinvolto nei noti fatti ha dichiarato di avere acquistato un immobile) in cui trovarono rifugio anche boss mafiosi (d’Ortenzi) e alcuni clandestini sudamericani falsari e ricettatori (Cortez Roe Miguel, messicano, falsa identità dell’argentino José Rodriguez Buenaventura).

e. Nella via, nel civico 89, antistante il 96, abitava, prima e durante il sequestro Moro, il sottufficiale dei Carabinieri Arcangelo Montani, agente del SISMI, nato nello stesso paese di Mario Moretti, Porto San Giorgio (AP).

f. Vincenzo Parisi, direttore del SISDE e poi capo della Polizia, divenne proprietario di cinque appartamenti ai civici 96 e 75, tramite rogito notar Fenoaltea. Più Precisamente, Parisi acquistò un primo appartamento in Via Gradoli il 10 settembre 1979 al civico 75 e successivamente altri due appartamenti e un box sempre al civico 75. Nel 1986 acquistò, intestandolo alla figlia Maria Rosaria, un quarto appartamento al civico 96 e, nel 1987, sempre al civico 96, il quinto appartamento intestato all’altra figlia Daniela.

g. Stupisce piuttosto il silenzio seguito alla pubblicazione da parte di un noto quotidiano e, successivamente, di un mensile specializzato, della circostanza, accertata dal Comitato, per cui il sopra menzionato travestito nel 2006 ha locato l’appartamento ove ha dimorato dalla Todini & Cuomo Consulting s.r.l., le cui quote, a quell’epoca e fino al dicembre 2009, sono state detenute, tra gli altri, dai seguenti professionisti:
­ dott. comm. Alberto Todini, sindaco effettivo di Roma Entrate s.p.a. dal 5 agosto 2008;
­ dott. comm. Giannantonio Cuomo, sindaco supplente in Zetema Progetto Cultura srl dal 3 luglio 2008;
­ avv. Bruno Agresti, candidato per la lista “Il popolo della Vita per Alemanno” alle elezioni comunali di Roma 2008.
La Todini & Cuomo Consulting s.r.l. ha mutato ragione sociale il 22 dicembre 2009, assumendo la denominazione di T.L.F. s.r.l.

h. Stupisce piuttosto il silenzio seguito alla pubblicazione da parte di un noto quotidiano e, successivamente, di un mensile specializzato, della circostanza, accertata dal Comitato, per cui, con riguardo ad altro appartamento occupato da diverso travestito, di proprietà di una s.r.l. in liquidazione, tramite una serie di partecipazioni a catena di ulteriori società, si giunge alla Esquiline s.a., società anonima di diritto lussemburghese, il cui revisore dei conti è stato il comm. dott. Achille Severgnini (già consigliere della Magiste International, creatura dell’omonimo studio commercialista) e il cui amministratore è il dott. Marco Sterzi, già fiduciario della Magiste International.
Il capitale sociale, costituito da 16.000 azioni, è suddiviso tra la SER-FID s.p.a., società fiduciaria e di revisione di Milano (15.999 azioni), e Marco Sterzi (una azione).

i. Peraltro, con missiva del 29 luglio 2010, n. prot. 2010LEG.2143, il generale Giorgio Piccirillo, direttore dell’Agenzia informazioni e sicurezza interna (AISI), ha ritenuto opportuno dichiarare, in una sede non istituzionale, che la suddetta struttura non ha alcun interesse in Via Gradoli.

2) Non necessita alcuna replica, in quanto valutazione strettamente personale, la dichiarazione circa la funzione “molto rassicurante” dei rapporti di meretricio la cui controparte risulta essere una “presenza accogliente che non giudica” ove i “transessuali” devono essere considerati “donne all’ennesima potenza [che] esercitano una capacità di accudimento straordinaria” sicché, “tra i rapporti mercenari, [essa è] la relazione più riposante”.
Constatando la perdurante e diffusa imprecisione terminologica, ci limitiamo a osservare, da un lato, che il termine “transessuali” indica tutti e solo coloro che vivono un acuto disagio connesso alla scissione tra la percezione psicologica della propria identità sessuale e i propri caratteri sessuali primari; la sofferenza psichica è di intensità tale da far sorgere il desiderio di modificare chirurgicamente i propri caratteri sessuali primari.
I “travestiti”, invece, non patendo affatto di tale disturbo di identità e non avendo quindi alcuna intenzione di modificare i propri tratti sessuali primari, intendono piuttosto sfruttare economicamente l’omosessualità repressa dei propri frequentatori-clienti.
Dall’altro, circa la sottrazione a ogni giudizio, talora è alquanto opportuno che le condotte umane siano valutate da terzi, come nel caso, anche a non voler confondere l’indagato con l’incolpato, del sig. Jose Alexandre Vidal Silva, travestito, rinviato a giudizio in relazione a due episodi di detenzione e cessione di stupefacenti risalenti al 2009..

3) Con riguardo alle somme versate in occasione degli incontri, l’intervistato risponde di essere “stato per molti anni un professionista affermato” e di aver “speso solo soldi miei”.
Poiché il sig. Piero Marrazzo ha manifestato l’intenzione di riproporsi politicamente, il Comitato ritiene legittimo invitare il medesimo a illustrare specificamente le entrate di cui disponeva precedentemente e successivamente all’assunzione della carica politica.

4) Alla domanda se pensa di tornare in politica, l’intervistato risponde che “molti lo temono, anche fra gli amici”, in quanto “ho conservato un rapporto straordinario con le persone, con la gente per strada”.
Il Comitato ritiene che le condotte tenute nel passato dal sig. Marrazzo, sebbene formalmente non comportino alcuna esclusione dall’elettorato passivo, di fatto sul piano etico siano incompatibili con la sua ricandidatura. Siamo certi che nessuna formazione politica possa e voglia seriamente valutare tale ipotesi.

Riguardo alle affermazioni circa l’asserita conservazione del rapporto con gli elettori, invitiamo il sig. Marrazzo a tornare in Via Gradoli per chiedere scusa ai residenti, danneggiati dalle sue condotte sotto diversi profili, e a verificare il loro gradimento circa il suddetto proposito.
Il Comitato per via Gradoli

NdR: l’intervista pubblicata da La Repubblica: clicca qui 

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