Home ATTUALITÀ Auditorium: Gino, Stefano e le donne…

Auditorium: Gino, Stefano e le donne…

E’ passato un anno da quando andammo a sentirli a Villa Celimontana, e, come un buon vino, in questo periodo il loro progetto è maturato arrotondando gli aromi e affinando il retrogusto, offrendo in questo modo al pubblico un concerto jazz non solo composto di pezzi originali, cosa di suo già molto rara, ma soprattutto dal fascino sottile e di rara bellezza. Stiamo parlando di Stefano Di Battista e Gino Castaldo e del loro omaggio musicale all’universo femminile “Woman’s land”, le cui note e parole sabato 9 luglio hanno riempito la sala Petrassi dell’Auditorium di Roma.

Pochi minuti dopo le 21.00, quando Castaldo si affaccia sul palco per aprire le danze, la sala è piena e nella prima fila sono sedute quelle che, per stessa ammissione del talentuoso sassofonista romano, sono state le muse che hanno spinto Stefano Di Battista a inerpicarsi per i tortuosi sentieri del mistero femminile: la madre, la moglie Nicky Nicolai, cantante dalla voce sopraffina, e soprattutto la figlioletta Flora, che più di una volta, disobbedendo agli affettuosi rimbrotti della mamma, si è alzata dalla sua poltroncina per gridare “Bravo papà!”.

Ad accompagnarci in questo viaggio, oltre alla voce narrante di Gino Castaldo e ai di Stefano Di Battista, sul palco salgono il contrabbasso di Francesco Puglisi, il pianoforte di Roberto Tarenzi, la chitarra di Fabio Zeppetella e la strepitosa batteria di quel grandissimo incantatore di ritmi che risponde al nome di Jeff Ballard.

Tra il pubblico, abbiamo notato seduto in terza fila Roberto Pistolesi, ovvero il batterista che l’anno scorso a Villa Celimontana, ed in altre serate della tourné di “Woman’s land”, era sul palco seduto dietro grancassa, piatti e rullante; alla fine della serata i suoi commenti sul concerto e sul collega che lo sostituiva erano assolumente positivi.

Il primo brano proposto è lo stesso che apre anche il disco: quello dedicato a Molly Bloom, la Penelope dell’Ulisse di Joyce; si finirà con l’omaggio ad Ella Fitzgerald che chiuderà una serata densa di emozioni sia per il pubblico che per gli artisti; tappe intermedie di questo viaggio Rita Levi Montalcini, la cosmonauta Valentina Tereskova, Anna Magnani, Lara Croft, Coco Chanel, nonché le due ultime entrate nel progetto, ovvero Madame Lily Devalier, protagonista del romanzo “Profumo di Jitterburg” di Tom Robbins, e Maria Lani, che sicuramente è il personaggio, stavolta assolutamente reale, con la storia più accattivante e particolare: giovane attrice, forse polacca o ceca, nella Parigi degli anni 20 riuscì a convincere oltre 50 artisti, tra i quali Matisse, Chagall, Cocteau, De Chirico e Braque, a farle dei ritratti dicendo che sarebbero serviti per un film horror; la storia invece ci racconta che scappo in America con i ritratti i lì li vendette.

Le note si sperdono nell’aria e giunge il momento per gli artisti di scendere dal palco e ricevere l’abbraccio ed i complimenti di tutto il pubblico presente.

Ci avviamo verso l’uscita in compagnia di Gino Castaldo e appena fuori veniamo investiti dalle schitarrate distorte dei Chicago che suonano nella cavea; un bel trauma per quelli come noi che venivano dalle dolci sonorità jazz di “Woman’s land”, ma dobbiamo ammettere che, nonostanti gli annetti sul groppone, il gruppo americano dice ancora la sua.

↓seppe Guernica Reitano

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