Home ATTUALITÀ Auditorium: grande successo per le dediche di Ennio Morricone

Auditorium: grande successo per le dediche di Ennio Morricone

Sala Santa Cecilia gremita quasi in ogni ordine di posto per il “concerto con dedica” che venerdì 8 luglio ha visto protagonista Ennio Morricone. In una serata nella quale l’Orchestra e il Coro dell’Accademia di Santa Cecilia hanno eseguito in prima assoluta ben tre composizioni del maestro nato ottantatrè anni fa a Roma (Varianti su un segnale di polizia, Tra cielo e terra e Rock?), il grande direttore d’orchestra ha ricevuto fragorosi applausi anche per le bellissime musiche tratte dai film La Tenda Rossa e Mission, regalando agli spettatori un bis memorabile: Il Buono, il Brutto e il Cattivo.

Le 21 sono passate da cinque minuti quando i professori d’orchestra, seguiti dai componenti del coro, fanno la loro comparsa e trovano il loro posto sul palco della splendida Sala Santa Cecilia.

Dopo l’ingresso in scena del primo violino e dopo che i musicisti hanno accordato i rispettivi strumenti, entra, applauditissimo, Ennio Morricone. E’ una serata particolare, questa che stiamo per vivere: la musica che ascolteremo nelle prossime due ore sarà dedicata a persone e a personalità che hanno segnato l’esistenza del maestro e le vite di ciascuno di noi.

Si comincia alle 21.15 con Varianti su un segnale di polizia, che il maestro dedica alla memoria di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino. Il materiale di questo brano, che viene eseguito in prima assoluta, è tratto e rielaborato dalle musiche che Morricone scrisse per il film-tv del 2005 Giovanni Falcone, l’uomo che sfidò cosa nostra.

Sono proprio le sirene della polizia, rievocate dai fiati, ad essere le protagoniste di questa composizione che, con movimenti ora frenetici e vorticosi ora quasi immobili e luttuosi, grazie anche all’apporto dei violini, ci restituisce l’atmosfera della lotta spasmodica contro la mafia, ci fa rivivere le sensazioni di tristezza e di sconforto legate all’uccisione dei due giudici, ci consente di sperare, ci dice che la partita contro la criminalità è ancora aperta.

Successivamente è il turno di Ostinato ricercare per un’immagine, l’intensa composizione che Morricone dedica alla moglie Maria Travia, con la quale è sposato dal 1956 e dalla quale ha avuto quattro figli. Questo brano è tratto dalle musiche de L’Ultimo Gattopardo, il film biografico del 2010 che ricorda la vita e il lavoro di Goffredo Lombardo, illustre produttore cinematografico e presidente della Titanus. “L’ostinato ricercare” del titolo è presente in gran parte di questa composizione e si manifesta attraverso le infinite variazioni che scavano in profondità dentro l’anima alla ricerca dell’ispirazione che, quando arriva, muta completamente il carattere del brano stesso che, da struggente, si fa sciolto ed allegro, fino a quando un improvviso stop riporta all’ “ostinato ricercare” dell’inizio, a sottolineare il fatto che è necessaria una continua ed insistente indagine per poter penetrare la realtà, per comprendere se stessi, per rappresentare i propri sogni, per entrare in connessione profonda con il proprio spirito.

La Tenda Rossa è un film del 1969 davvero da non perdere o assolutamente da riscoprire: avvalendosi di un cast di attori superbi – Sean Connery, Claudia Cardinale e Massimo Girotti – il regista Michail K. Kalatozov vi racconta i tormenti di Umberto Nobile successivi all’epica e tragica vicenda al Polo Nord del dirigibile “Italia”.

Non c’è dubbio che le musiche scritte da Morricone aggiungano molto valore a quest’ottima pellicola, sottolineandone con intensità i momenti salienti. In questa serata così particolare, il maestro, con l’ausilio anche del Coro, dedica i brani tratti dal film agli esploratori di tutte le epoche, alla loro esigenza d’avventura e al loro incedere verso l’ignoto (Partenza), al pericolo che fatalmente incontrano e sono costretti a fronteggiare (S.O.S.), al loro Ritorno, spesso mesto e tormentato.

La prima parte del programma, che termina alle 22.05, si chiude con Elegia per l’Italia, che Morricone dedica al Presidente Napolitano per i 150 anni dell’unità del nostro paese.
Si tratta di una composizione complessa ed articolata che (il giudizio è strettamente personale) non ci ha convinto, nonostante gli encomiabili intenti unitari e celebrativi.

Nel coro si fondono i versi dell’Inno di Mameli, Va Pensiero e Addio mia bella addio, mentre la voce narrante di Giovanni Fontana recita: “centocinquanta, pochi e sofferti. Provate a raccontarli gli anni, sul filo esile dei giorni, per sentieri di memorie acerbe o condivise…

Dopo venti minuti di intervallo, Orchestra e Coro ritornano in scena, precedendo l’ingresso di Morricone. La seconda parte si apre con un’altra prima esecuzione assoluta: Tra Cielo e Terra, ossia quattro meditazioni musicali dedicate a Karol Wojtyla, tratte e rielaborate dal film-tv del 2005 Karol, un uomo diventato Papa (regia di Giacomo Battiato). E’ un momento molto intenso ed evocativo, con i fiati e gli archi a pennellare la figura del Papa che “ha cambiato la storia”, del Papa che “rimase uomo”. Gli applausi sono scroscianti.

La terza ed ultima esecuzione assoluta è Rock?, una composizione arditamente moderna che Morricone dedica ai giovani, un brano coraggioso ed interessante attraverso il quale il maestro  significativamente getta un ponte fra le generazioni, utilizzando linee melodiche che richiamano lo stile dei giovani senza però perdere di vista il proprio.
Ambientato nell’America del Sud al tempo della colonizzazione portoghese e spagnola ed interpetato magistralmente da Bob De Niro e Jeremy Irons, Mission uscì nel 1986 per la regia di Roland Joffè, ottenendo sette nominations agli Oscar e vincendo la Palma d’Oro a Cannes.
Stasera Morricone dedica le bellissime musiche di questa pellicola – Gabriel’s OboeFalls e Come in cielo e così in terra – agli uomini di religione che si sono sacrificati nella loro missione. E’ un momento meraviglioso, straordinariamente intenso, di grande partecipazione emotiva. La musica è celestiale, a tratti incalzante ed incontenibile. Al termine, gli applausi scrosciano a lungo, Morricone si inchina al pubblico e presenta agli spettatori Ciro Visco, il maestro del Coro.

Sono le 23.10 e il programma ufficiale è terminato. Tuttavia, il maestro concede un bis che tutti apprezzano spellandosi le mani avendolo riconosciuto fin dall’inizio.

Così, gli applausi travolgono le prime, inconfondibili e leggendarie, note tratte da Il Buono, il Brutto e il Cattivo, che alle 23.20 chiude, ancora tra applausi fragorosissimi, un concerto intenso e sentito, toccante ed incantevole, che ha visto protagonista un gigante della musica.

Giovanni Berti

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