Home ATTUALITÀ Vasco Rossi all’Olimpico, doppio appuntamento con il rock italiano

Vasco Rossi all’Olimpico, doppio appuntamento con il rock italiano

Lo Stadio Olimpico ospiterà venerdì 1 e sabato 2 luglio i due attesissimi concerti romani del Live Kom 011 tour di Vasco Rossi. In uno show dalla durata di oltre due ore, il  quasi sessantenne rocker di Zocca presenterà per due serate, insieme ai classici e alle hit del proprio repertorio più che trentennale, i brani del suo ultimo lavoro “Vivere o Niente”, il suo sedicesimo album di inediti che, pubblicato alla fine di marzo, è ancora saldamente in cima alle classifiche di vendita.

Registrato tra Bologna e Los Angeles, “Vivere o Niente”, che nel corso degli spettacoli verrà eseguito quasi integralmente, è un disco maturo e riflessivo, nel quale le tematiche care a Vasco sono affrontate e sviscerate con il suo linguaggio semplice, riconoscibile e diretto, prese di petto con passione ed energia, declinate con dolcezza, sarcasmo e sensibilità.

Così, in dodici tracce – attraverso ballate struggenti e pezzi assai rock nei quali, oltre alla voce, dominano le chitarre e la batteria – ecco snocciolato il Vasco – pensiero sugli argomenti di riflessione di tutta un’esistenza: la vita, la sua ineluttabilità e il mal di vivere, l’inadeguatezza e la ricerca della propria strada, la necessità di superare il vuoto sconfortante derivato dalla consapevolezza dell’assenza di Dio, il fatalismo, l’amore e il destino.

Proprio non bastano, le mie scuse ormai mi annoiano: io sono qui e vivo come pare a me / il fatto più strano e illogico è che, nonostante che lo so, continuo a fare debiti con me…vivere non è facile….sarebbe molto semplice se almeno avessi un complice col quale condividere quest’avventura inutile“: sono alcuni dei versi più significativi di “Vivere non è facile“, la ballata malinconica sul mal di vivere che apre l’ultimo album del rocker di Zocca e alla quale segue “Manifesto futurista della nuova umanità“, una tirata rock il cui inizio scalpitante ci fa pensare ai Green Day, che presenta chitarre “arrotatissime” e che Vasco quasi “rappa”, pronunciando le parole in modo cadenzato e con tono sarcastico.

Si tratta di un pezzo caustico e provocatorio che evidenzia una presa di posizione ben precisa: Dio non esiste e la consapevolezza della sua assenza (“…ti prego perdonami se non ho più la fede in te, ti faccio presente che è stato difficile abituarsi ad una vita sola e senza di te“) è un passo doloroso e necessario per stabilire un nuovo patto con se stessi e per recuperare la propria dimensione umana (“la vita semplice che mi garantivi adesso è mia, però è lastricata di problemi…sarà difficile non fare degli errori senza l’aiuto di potenze superiori, ho fatto un patto sai con le mie emozioni, le lascio vivere e loro non mi fanno fuori“).

Ancora una mancanza è il tema prevalente della terza traccia, “Starò meglio di così“, che esprime lo stato d’animo ferito ed addolorato che consegue alla perdita della persona amata (o di Dio): “ora vivo senza te e non sai quanto è triste per me, ho capito sì, adesso so quanto eri importante tu però…ora sono uguale a me, ora posso anche perdermi“.

Con la quarta traccia la malinconia dei pezzi che precedono cede il passo al brano più “luminoso” e positivo del disco: “Prendi la strada” è uno spumeggiante invito a seguire le proprie inclinazioni, a percorrere il proprio sentiero esistenziale (“prendi la strada che porta fortuna, prendi la via che fa più paura, prendi la cosa così: la vita è dura. Non ti fermare davanti a niente, non ascoltare nemmeno la gente, non ti distrarre perchè la vita è tua…non aspettare Godot“).

Confusione ed equivoci da innamoramento, drammatizzazione da eccesso di romanticismo, pericolo di annullarsi per rincorrere una storia: in “Dici che“, una ballata morbida, avvolgente e teneramente incalzante, Vasco smonta queste situazioni e ridimensiona questi stati d’animo “estremi” attraverso un sano fatalismo e la semplice filosofia di prendere le cose come vengono: “l’amore così non è un progetto, non è mai come vuoi tu, l’amore così è maledetto, non sai mai se durerà, perchè è giusto così, non fa un difetto, tutto poi si aggiusterà, e funziona così a questo mondo, si vedrà“.

In “Eh…già“, il primo singolo estratto da “Vivere o Niente”, un brano nel quale il sax di Andrea Innesto è meravigliosamente incisivo, c’è tutto Vasco che, ironico e divertito, ci ricorda che, nonostante tutto (“sembrava la fine del mondo“), è ancora sulla breccia ed è rimasto fedele a se stesso, un sopravvissuto e un vagabondo che si tiene sulla propria strada con autoironia, tenacia e sensibilità.

Sei pazza di me” è, secondo noi, il pezzo più debole del disco: le chitarre suonano troppo “ruffiane” e Vasco ci propina ancora una volta l’ingenua illusione di chi viene mollato, ossia la fallace convinzione che le donne che ci lasciano poi rimpiangano di averlo fatto (“è vero che tu vivi soltanto per me?”).

La title- track “Vivere o niente” è probabilmente la migliore canzone dell’album, sicuramente la più diretta e sofferta: “rivelerò cose che nessuno sa di me e lo farò solo perchè tu non sai com’è. Brividi sento quando guardo i lividi, che han lasciato segni dentro: io non ho voglia più di fare finta che vada tutto bene solo perchè è, guardami, io sono qui e te lo voglio urlare: io sto male“. Mal di vivere, ancora una volta, e la necessità impellente di confessarlo, l’esigenza di tirarlo fuori. Una splendida canzone, drammatica e liberatoria, con gli archi che, insieme alla chitarra elettrica e alla batteria, pennellano lo stato d’animo di chi si trova nell’oscurità e cerca una via d’uscita.

Liberiamoci dal quotidiano e torniamo ad assaporare i nostri sogni, il bombardamento di informazioni e l’allungamento della vita non necessariamente rendono migliore la nostra esistenza. Ne “L’Aquilone“, che offre anche una citazione di Vado al Massimo, ecco altre pillole della filosofia di vita di Vasco: “non sono per le cose che finiscono, non compatisco quelle che non durano, non sono per le cose che ti lasciano all’improvviso solo, non amo questo mondo che si muove e che ogni giorno sembra anche migliore, non amo tutta questa frenesia di cambiare“.

La successiva “Non sei quella che eri” (ritornello e testo facili facili) non ci convince, mentre “Stammi vicino” ci ricorda, con gentilezza e sensibilità, che l’amore, nonostante tutto, è a portata di mano: “aspettavo te da tanto tempo ormai che quasi non ci credevo, però non mi ero arreso…non lo so dove andrò, ancora no, vado dove vai tu“.

Chiude l’album la divertente e scanzonata “Maledetta ragione”   Nei concerti romani, oltre ai brani del nuovo album, il pubblico avrà la possibilità di riascoltare classici e successi come “Giocala“, “Gli Spari Sopra“, “Siamo Soli”,Vivere“, “Non l’hai mica capito“, “Alibi“, e “Non mi Va“; un medley comprendente “Rewind”, “Ti prendo e ti porto via”, “Gioca con me” e “Delusa” porterà sul palco gli allievi ballerini selezionati nelle scuole di danza dagli stage della VR Dancing Project, l’associazione voluta da Vasco per supportare le scuole di danza.

In scaletta anche “Canzone” e “Un senso” e, come “liturgia” vuole, dopo la parentesi acustica che vedrà il rocker italiano da solo sul palco, gran finale con “Vita spericolata” ed “Albachiara“.   Nei concerti dal vivo, come nelle sessions in studio, Vasco è supportato da una band composta da musicisti strepitosi: Maurizio Solieri (chitarra), Stef Burns (chitarra), Claudio “Gallo” Golinelli (basso), Andrea “Cucchia” Innesto (sax e cori), Alberto Rocchetti (pianoforte, tastiere e cori), Matt Laug (batteria), Frank Nemola (tromba, tastiere e cori)e Clara Moroni (cori).

Ricordando che Emma (l’uno) e Noemi (il due) apriranno gli show romani del Blasco, VignaClaraBlog.it fornisce qualche numero e qualche indicazione su quello che troveremo dentro lo stadio: il palco sarà alto più di 52 metri, ci sarà un vero e proprio trionfo di luci e colori, oltre a 24 fiamme libere alte nove metri che sottolineranno i momenti clou dello spettacolo; la potenza dell’impianto audio sarà di duecentomila watt, mentre due schermi a led ad alta definizione di 50 metri quadri ciascuno avvicineranno i protagonisti dello show anche agli spettatori più distanti. Infine, sono 213 le persone coinvolte, a vario titolo, nello show.

Giovanni Berti

© la riproduzione del testo è riservata – proprietà EdiWebRoma

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