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‘In Hoc Vinces, la notte che cambiò la storia dell’Occidente’ al Museo Crocetti

Un avvincente viaggio nel tempo, alla ricerca di indizi archeologici, esoterici e astronomici nascosti dalla polvere dei secoli. Questo è In Hoc Vinces – La notte che cambiò la storia dell’Occidente, il libro scritto da Fabrizio Falconi e Bruno Carboniero, pubblicato da Edizioni Mediterranee, che verrà presentato il 14 giugno alle 19.30 al Museo Crocetti di via Cassia, 492. Un lavoro che, analizzando l’imperatore romano Costantino il Grande, si snoda attraverso un’attenta indagine storica, archeologica e astronomica.

I due autori hanno preso in esame la battaglia di Ponte Milvio dopo la quale ebbe inizio un grande cambiamento che riguardò l’intero Occidente. E il libro va alla scoperta delle radici di quel grande cambiamento indagando con accuratezza quel che accadde la notte del 27 ottobre dell’anno 312 d.C. prima della battaglia contro il nemico Massenzio. Quella notte, infatti, l’imperatore Costantino fece un sogno premonitore.

Accampato alle porte di Roma, l’imperatore ebbe una visione, la manifestazione del segno della croce, presagio certo di vittoria. Secondo quanto è stato tramandato da due fonti certe, entrambe cristiane, Lattanzio (250-327) ed Eusebio di Cesarea (265-340), durante il sonno Costantino ricevette la visione di Cristo che gli suggerì di iscrivere sugli scudi il monogramma greco del Salvatore “XP”, con la leggendaria promessa “In Hoc Vinces”, ossia “con questo vincerai”.

Da questo sogno premonitore parte un avvincente viaggio alla ricerca di indizi sia storici che archeologici, ma anche esoterici ed astronomici, volti a far comprendere meglio quanto quella visione, quella notte e ciò che accadde il giorno seguente con la battaglia di Ponte Milvio, cambiarono la storia dell’Impero romano e dell’Occidente stesso. In attesa della presentazione di martedì 14 giugno alla quale prenderanno parte anche l’archeologa Maresita Nota ed il giornalista Roberto Rosseti, Vignaclarablog.it ha avuto modo di scoprire qualcosa di più parlando con i due autori del libro, Bruno Carboniero e Fabrizio Falconi.

L’intervista di VignaClaraBlog.it agli autori

Come è nata l’idea che ha portato alla realizzazione di questo libro, “In Hoc Vinces”?

Falconi: “L’idea del libro è stata in realtà la fine di un lungo percorso di studi e approfondimenti. Siamo partiti dalla scoperta, cinque anni fa, di un luogo, il Casale di Malborghetto, al 19mo chilometro della Via Flaminia, subito fuori Roma. Un luogo che, specialmente all’epoca, era molto poco conosciuto dai romani di oggi. Attraverso un blog – Mysterium – e i contributi dei lettori e delle persone che scrivevano, il nostro originario interesse per l’Arco si è esteso alla celebre Visione di Costantino, quella del celebre segno nel cielo, che quel luogo ha quasi certamente ospitato e di cui è stato teatro. Il libro uscito oggi è il frutto di questi anni di lavoro, di studi, intorno ad una data ‘capitale’ della storia dell’Occidente, quella in cui trionfa il primo imperatore ‘cristiano’ a Roma”.
Il libro, ruotando attorno alla figura dell’imperatore Costantino e al suo sogno premonitore prima della storica battaglia contro Massenzio, svolge un’attenta indagine storica, archeologica e astronomica.

Gli aspetti più salienti che mette in risalto?

Carboniero: “Il nostro lavoro cerca di evidenziare, fornendo riferimenti puntuali, come l’enigmatico evento della visione possa essere spiegato su presupposti più razionali che meglio si sposano con la figura storica di un uomo, un guerriero, un politico determinato, pragmatico, lungimirante e per certi versi spietato che mal si adatta ad essere considerato un tramite mistico, un ingenuo, un allucinato.

Una grossa sorpresa per noi e speriamo per i futuri lettori è stato scoprire che la nostra teoria non è assolutamente una novità ma sembra sia stata, in modi e tempi diversi, condivisa anche da altri illustri predecessori nell’arco di millesettecento anni. Noi non abbiamo fatto altro che recuperare e mettere insieme i tasselli di un intrigante puzzle”.

La battaglia di Ponte Milvio, un evento forse poco approfondito fino ad oggi. Come mai?

Falconi: “In realtà intorno a questa battaglia cruciale, molto si è scritto nel passato, molto si è studiato. Diciamo che negli ultimi tempi, invece, gli eventi del 312 dopo Cristo, e con essi anche più in generale la figura di Costantino Imperatore, hanno conosciuto in Italia un ridimensionamento di interesse. Hanno avuto più ‘successo’ figure di imperatori come Nerone, Augusto o Giulio Cesare. Non così all’estero, dove invece la figura del primo imperatore cristiano continua ad essere centrale negli studi storici di Roma Antica. Ma ora anche in Italia torna l’interesse per Costantino, anche in vista delle celebrazioni per i 1700 anni della battaglia”.

Di grande valenza simbolica la visione dell’imperatore Costantino nella quale si racconta abbia avuto la manifestazione del segno della croce, presagio di vittoria. E dobbiamo ricordare che con l’avvento di Costantino la croce diventa il simbolo identificativo della comunità cristiana. Ma, oltre che in campo teologico, grande è stata la sua influenza in campo militare e politico. Quali possono essere ritenuti i cambiamenti più rilevanti per la storia dell’Occidente?

Carboniero “La nascita di una cultura che pur affrancandosi dalle tentazioni teocratiche del potere spirituale ha conservato un’anima cristiana che pone, almeno formalmente, al centro dei propri obiettivi la tutela dei diritti degli esseri viventi.
Un esempio può aiutarmi a sintetizzare.

Nel film Sliding Doors, che tutti conoscono bene, viene mostrato il radicale cambiamento della vita della protagonista (la splendida Gwyneth Paltrow) a seconda della sua possibilità di entrare o meno in un metrò in partenza.

Così la scelta del Cristianesimo, come religione di stato dell’Impero Romano, da parte di Costantino, ha di fatto posto le radici per la nascita di una società che pur attraverso dinamiche di volta in volta contingenti si presenta radicalmente differente da tutte quelle che non hanno potuto avvalersi di questa opzione esitando in forme di totalitarismi culturali che ne hanno profondamente limitato la crescita, sia in campo scientifico che economico che sociale.
Mi sembra intrigante interrogarsi sulla ipotesi che, se non fossimo diventati cristiani, anche grazie alla visione di Costantino,oggi potremmo far tutti parte, per esempio, di un immenso Islam. Escludendo da ciò un giudizio di merito!”

Quali nuovi ed interessanti aspetti vengono svelati al lettore sulla notte del 27 ottobre del 312 d.C.?

Carboniero: “Nel nostro libro viene data una completa rilettura in chiave scientifica e anche ‘psicologica’ della “visione” tenendo conto della cultura di quel momento storico.
Di fatto l’ipotesi che noi proponiamo è che Costantino si sia trovato ad assistere ad un disegno astronomico estremamente raro e suggestivo che, con la cultura del tempo e il comprensibile vissuto emozionale di un condottiero “Romano” che si accinge ad attaccare Roma, non è difficile comprendere possa essere stato interpretato come di ispirazione divina. A maggior ragione a posteriori, dopo l’incredibile vittoria su Massenzio e la travolgente ascesa al potere assoluto.
Questa nuova interpretazione risulterebbe anche più coerente con la figura di Costantino che la storia ci ha tramandato contribuendo forse a renderlo meno enigmatico, nel suo insieme”.

“In Hoc Vinces” a che tipo di pubblico è rivolto e a chi è consigliato?

Falconi: “E’ un libro che si rivolge agli appassionati, ma non solo. In realtà vi si trovano elementi di storia antica romana, di archeologia, di astronomia, di esoterismo, di storia dell’arte. E’ un testo per così dire ‘multidisciplinare’, ma fondamentalmente divulgativo che abbiamo pensato potesse interessare anche il lettore comune, a digiuno di conoscenze specifiche, disposto però a lasciarsi portare in un viaggio nel corso dei secoli che comincia proprio là dove ha avuto origine quel mondo moderno che oggi chiamiamo ‘Occidente’, di cui noi siamo i pronipoti, spesso del tutto inconsapevoli”.

Gli autori

Bruno Carboniero è un medico, libero professionista a Roma, e un grande appassionato di astronomia, storia, archeologia, e web.

Fabrizio Falconi, nato a Roma, è un giornalista. Attualmente è Caporedattore dell’agenzia News Mediaset, precedentemente è stato giornalista freelance del Paese Sera, Panorama, Leggere; poi è passato a Radiodue Rai, dove ha lavorato a “3131” con Corrado Guerzoni, a Raidue e a Telemontecarlo. Come scrittore ha esordito nel 1983, con un volume di racconti, e successivamente ha pubblicato due romanzi, due volumi di poesia e vari testi saggistici. Recentemente è stato anche intervistato da VignaClaraBlog.it: clicca qui

Stefania Giudice

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