Home AMBIENTE Sale un grido dalla Cassia: basta con il degrado delle affissioni selvagge

Sale un grido dalla Cassia: basta con il degrado delle affissioni selvagge

Sabato 11 giugno, sulla Cassia, è stato il giorno di Retake e dei retakers. Via i manifesti, i volantini, e gli adesivi abusivi, la Cassia, ma chissà per quanto, è tornata a respirare. Da un po’ di giorni girava sul web il loro invito a partecipare alla “Cordata del decoro” che si sarebbe svolta a partire da due distinti appuntamenti simultanei: il primo da Corso Francia verso nord, il secondo da Grottarossa verso sud. I due cortei “pulisci-tutto” si sono poi incontrati a metà strada in Piazza Azzarita.

VignaClaraBlog.it ha intervistato l’ispiratrice di Retake Roma Nord, Paola Carra, che ci ha illustrato lo spirito di questi eventi che organizza da più di un anno cooperando con l’ufficio del decoro urbano del Comune di Roma. Ma non solo, Retake – come ci spiega – collabora anche con molte scuole educando i ragazzi al rispetto dell’arredo e del decoro urbano.

Paola, determinata ma sempre sorridente, ci tiene a puntualizzare però una palese contraddizione: “Il lavoro che facciamo riceve sempre il plauso delle istituzioni, ma poi troviamo ovunque una quantità abominevole di manifesti politici di tutti i partiti, anche di quelli al governo delle istituzioni locali, e dei movimenti, specialmente dei centri sociali, che vengono affissi abusivamente senza passare per il controllo dell’Ufficio Affissioni del Comune”.

Ed infatti basta girare lo sguardo per rendersene conto, ce n’è per tutti i gusti e per tutte le bandiere. Mettiamo al lavoro la nostra macchina fotografica.

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L’animatrice dell’associazione ha poi continuato parlandoci di un’altra grave piaga dell’abusivismo urbano: gli impianti pubblicitari privi di autorizzazione. “Sono obsoleti e mastodontici, stanno devastando la città, vogliamo che vengano eliminati prima che passi il PRIP (Piano Regolatore per gli Impianti Pubblicitari) che dovrebbe condonare queste strutture che, spesso, vanno anche contro il codice della strada e alle regole della sovrintendenza.”

Pulire le strade eliminando ogni forma di abusivismo sfrenato e sensibilizzare i cittadini sull’importanza del decoro urbano, questi sono i principali punti fermi dell’associazione.
Ma le battaglie di Retake Roma Nord non finiscono qui: c’è infatti la proposta di far dichiarare via Cassia “strada vincolata” così da vietare ogni impianto pubblicitario e salvaguardare il suo valore storico e paesaggistico.

Un altro obiettivo dell’associazione è quello di creare degli spazi adibiti per i murales artistici da non confondere con i “tags”, vere e proprio firme inutili e senza senso che invadono i muri di tutta la Capitale.

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Nella mattinata dal cielo incerto di sabato 11 giugno, la “marcia” inizialmente vede pochi partecipanti, una decina in tutto, ma col passare del tempo attira l’attenzione dei cittadini ed il cordone si fa via via più massiccio.

Al punto di arrivo (incrocio tra via Cassia e via Due Ponti, vicino l’ospedale S. Pietro) tra foto e video, i volontari, che nel frattempo sono diventati un bel po’, strappano ancora altri manifesti, tagliano ed abbattono un cartellone abusivo e si fanno notare dai cittadini con fratini, cartelli, t-shirt e berretti anche satirici e spiritosi.

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All’evento, oltre al Decoro AMA e alla Polizia per il pronto intervento del centro storico (PICS) sono molte le sigle che hanno partecipato: il Comitato cittadini Villaggio dei Cronisti, LABSUS – Laboratorio per la sussidiarietà, il Circolo PD di S.Godenzo, la Facoltà di Architettura della Sapienza, il Comitato Cittadino XX Municipio, le associazioni Vivere Collina Fleming, Hermes2000, Vivi Vejo, ImagoXX ed i rappresentanti di alcuni blog romani che si battono contro il degrado nella Capitale.

Tra i rappresentanti delle istituzioni abbiamo notato il Consigliere del XX Municipio Marco Tolli, il consigliere capitolino Athos De Luca ed il presidente della commissione Ambiente di Roma Capitale Andrea De Priamo.

Quest’ultimo spiega a VignaClaraBlog.it che “la partecipazione del Comune di Roma a questa bella iniziativa, frutto del civismo e del volontariato di queste associazioni territoriali e non, vuole essere un modo per sensibilizzare sia l’amministrazione stessa che i cittadini. Auspico un loro coinvolgimento sempre crescente, in modo da rendere ancora piu’ efficaci le azioni già messe in campo dall’Amministrazione capitolina sul fronte del decoro urbano”.

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I manifesti abusivi sulla Cassia, anche dopo l’intervento di Retake Roma Nord e di tutti i volontari, continuano però ad essere molti ed è probabile che altri ne arriveranno, finchè continuerà a perpetrarsi questa pessima abitudine di soggetti sia privati che politici a considerare l’affissione abusiva come il metodo migliore per raggiungere i cittadini senza rendersi invece conto di quanto ottengano, così facendo, una reazione contraria.

“E’ per questo che non bisogna abbassare la guardia – conclude Paola Carra – ed è per questo che abbiamo continuamente bisogno di aiuto e di volontari.”

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Marco Visconti, assessore all’Ambiente di Roma Capitale, sul suo blog così ha commentato l’iniziativa: “Apprezziamo molto l’impegno dei tanti cittadini e comitati che si impegnano, a fianco delle Istituzioni, per ripristinare le condizioni di decoro nei quartieri cittadini e rendere la nostra città più bella. E’ necessario che questo movimento per il decoro cresca e faccia sentire la propria presenza, fino a coinvolgere in un circolo virtuoso tutti i cittadini, invogliandoli ad avere maggiore senso civico e ad adottare comportamenti di tutela del nostro ambiente e della nostra città.”

Claudio Colica

© riproduzione testo e foto riservata – proprietà EdiWebRoma

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11 COMMENTI

  1. Bravi ragazzi! è veramente uno schifo quello che si vede in giro…lo schifo più grande è alemanno che si è fatto portavoce dell’antiabusivismo cartellonario e poi tramite il suo “movimento personale” tale gruppo denominato popolo di roma ordina affissioni su affissioni abusive che ricoprono l’intera città ogni settimana insozzando ogni muro possibile.
    Complimenti ancora ai cittadini che hanno organizzato la cosa

  2. Per quanto riguarda la pur meritevole proposta di far dichiarare via Cassia “strada vincolata” faccio presente che é già sottoposta ad un doppio vincolo paesaggistico, ma che ciò non significa purtroppo il divieto assoluto di installarvi impianti pubblicitari. La concreta tutela dei 2 suddetti vincoi é assicurata in particolare dal Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) che in modo cogente vieta l’installazione di impianti pubblicitari solo sull’intero tratto di via Cassia Nuova (anche perché ricadente dentro il Parco di Veio) e sul tratto che va grosso modo dalla Giustiniana a La Storta, mentre consente di collocare impianti pubblicitari nell’intero tratto di attraversamento dei quartieri “Tomba di Nerone” e “La Storta”, ma previo Studio di Inserimento Paesistico” (SIP).
    Il Piano Regolatore degli Impianti e dei Mezzi Pubblicitari (PRIP), così come adottato dalla Giunta Capitolina lo scorso 2 febbraio, destina il tratto di via Cassia che attraversa il quartiere “Tomba di Nerone” a strada tipo ST12, dove consente l’installazione soltanto di 12 mq. ogni 100 metri lineari, vale a dire – come esempi – di 1 solo impianto monofacciale di mt. 4 x 3 ogni 100 metri o di 1 solo impianto bifacciale di mt. 2 x 3 ogni 100 metri oppure di 2 soli impianti monofacciali di mt. 2 x 3.
    Va messo in risalto che il PRIP dispone che i cartelloni di qualunque dimensione debbono essere collocati ad una distanza minima di 25 metri l’uno dall’altro, per cui ogni 100 metri linerari del tratto di Via Cassia che attraversa la Tomba di Nerone non possono essere comunqnue installati più di 4 cartelloni pubblicitari.

  3. Immancabili tra i manifesti abusivi quelli del XX Municipio.
    Sia in veste istituzionale con i manifesti della giornata dell’unità d’Italia a Ponte Milvio che in veste politica con i vari annunci di esponenti politici.

  4. Fa bene l’egregio assessore Visconti ad apprezzare l’impegno dei cittadini ma il maggiore senso civico non deve chiederlo a loro, lo chieda invece ai partiti politici ed al suo in primis. Sbaglio o quella parete che si vede in una foto è tappezzata di manifesti del Municipio XX ? Sbaglio nel dire che si tratta di un’affissione abusiva fatta pure con dei manifesti per festeggiare l’unità d’Italia ? Ora gli esponenti del Municipio verranno a dirci come al solito che non sono in grado di controllare il lavoro degli attacchini. Bene, questa foto lo documenta: che provvedimenti verranno presi nei loro riguardi ? Come minimo non dovranno essere pagati perchè è denaro nostro e non è assolutamente possibile che con denaro pubblico venga retribuito chi infrange la legge.

  5. Educare i commercianti e supermercati con circolari chiedendo di evitare pubblicità sui cartelloni e cosa peggiore con i volantini visto che il loro smaltimento influisce notevolmente nelle nostre “tasse della nettezza urbana” e prendere seri provvedimenti che porteranno a multe salatissime che già esistono ma non vengono messe in pratica per questo tipo di pubblicità….solo così si vedranno i primi risultati!!!

  6. Cara Valentina,
    effettivamente Corso di Francia é nella medesima condizione oscena di come era
    via Cassia prima. Ma credo che a poco serva invocare aiuti esterni se prima non
    c’é una presa di coscienza dei residenti.
    Risulta evidente che un intervento, anche se radicale e ripetuto “una tantum”,non sarà mai risolutivo.Occorre il controllo quotidiano del territorio.
    Scendete in strada e………buon lavoro !

  7. Grazie Rodolfo, prendo appunti! le tue indicazioni sono preziosissime.

    Per quanto riguarda l’SOS di Valentina, mi associo alla risposta di Lucio. Il punto è questo: non serve protestare e basta, né serve chiedere aiuto e basta. Bisogna organizzarsi, un gruppo, anche piccolo, e cominciare ad attivarsi, così come abbiamo fatto in Tomba di Nerone che ha cominciato a cambiare volto! Valentina cerca di raccogliere un po’ di persone (dieci?) e ti verremo ad aiutare. Ma Retake Roma è prima di tutto un’idea, un nuovo modo di rapportarsi alla città, più attivo, più responsabile e partecipe. E oltre tutto, vi garantisco che è un immenso piacere ritrovarsi per strada e vedere come possono cambiare le cose se ci si “dà una mossa”!

    Un saluto e in bocca al lupo a voi di Corso Francia!!
    Paola (Retake Roma)

  8. La “Indagine sul settore affissioni e pubblicità a Roma”, presentata lo scorso 27 gennaio dalla Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma, ha svolto nelle prime 2 settimane di luglio del 2010 un monitoraggio a campione di una serie di strade, tra cui c’é anche Corso di Francia (dall’incrocio con Viale di Tor di Quinto al numero civico 257, altezza distributore AGIP), di 1.100 metri (con uno sviluppo totale quindi su ambo i lati di 2.200 metri). Nel tratto suddetto l’Agenzia ha censito 68 impianti pubblicitari (uno ogni 32 metri), per una superficie espositivia complessiva di mq. 541,32, mentre nella nuova Banca Dati di cui si é dotato il Servizio Affissioni e Pubblicità del Comune di Roma risultanto registrati, ma per l’intero Corso di Francia, ben 147 impianti, per una superficie espositiva complessiva di mq. 786,76.

  9. ricordo che almeno sulla Cassia i principali sporcazzioni sono i partiti e le associazioni che vanno dal centro-destra alla destra estrema. Spesso anche gli stessi consiglieri fanno fare attacchinaggio abusivo. L’ultimo è quello in cui si legge che, cacciati i nomadi, il “XX Municipio risorge”. Strano, chi ha scritto lo slogan dimentica che per risorgere bisogna prima essere morti…

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