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La vipera: conoscerla per evitarla

Con l’arrivo della bella stagione il timore di incontrare una vipera, nel corso di un pic-nic o una passeggiata in montagna, è sempre presente e a volte tanto angosciante da mandare all’aria una bella giornata di festa. La paura di un incontro ravvicinato è amplificata inoltre dai tanti luoghi comuni che vogliono questo rettile aggressivo e in grado, per mordere, di spiccare lunghi salti.

Nella realtà la vipera è un animale timido e timoroso, difficile da vedere e che in caso di incontro con l’uomo preferisce allontanarsi anziché mordere: considerando l’elevato numero di “shock anafilattici” a seguito della punture di insetti bisogna concludere che vespe e api sono assai più pericolose delle vipere! E allora cerchiamo di saperne qualcosa di più.

Nel centro Italia sono diffuse soltanto due specie: la Vipera di Orsini (non si conoscono casi di morte ad opera del suo veleno che è poco attivo) e la Vipera Comune, la più diffusa nel nostro paese (con la esclusione della Sardegna).

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Le dimensioni vanno dai 40 ai 100 cm e la colorazione del corpo è molto variabile con toni che vanno dal grigio al giallo, all’arancio e al nerastro con barre trasversali bruno scuro.

Poiché spesso serpenti del tutto innocui come la natrice o la biscia dal collare vengono scambiati per vipere, l’elemento più sicuro per procedere al suo riconoscimento è la forma del corpo: compatto, massiccio con coda breve e ben distinta dal corpo. Altro elemento è la forma triangolare della testa con l’apice del muso rivolto all’insù.

L’habitat della vipera sono i terreni ben esposti: boschi, bordi incolti di aree coltivate, pascoli, muri a secco, cumuli di pietre, siepi.
Le vipere si cibano prevalentemente di micromammiferi (topi e arvicole), di rane, lucertole e di insetti e sono predati, oltre che dall’uomo, da un gran numero di specie: cinghiali, faine, corvi, gazze, cornacchie, rapaci e perfino da maiali, polli e gatti.

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La vipera comune, mite e poco irascibile, è lenta nei movimenti e se minacciata preferisce nascondersi: morde solo se importunata o minacciata. Messa alle strette assume la posizione difensiva con la testa eretta e il corpo raccolto ma riesce a colpire a non più di 20-30 cm dal punto in cui si trova e ad una altezza di appena pochi centimetri.

Nel caso di incontro con questo rettile sarà sufficiente fermarsi ed attendere che l’animale batti in ritirata evitando di inseguirlo e prenderlo a randellate perché la Convenzione di Berna e la direttiva CEE 92/43 ne fanno una specie protetta.

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Altra cautela sarà quella di indossare, quando si va in montagna o si pratica l’escursionismo, un paio di jeans e di pedule e di prestare attenzione nel luogo dove si mettono le mani (specie nella raccolta dei funghi o della legna sarà bene smuovere prima il terreno con un bastone).

Quando ci si ferma per il pic-nic sarà invece sufficiente dare una rapida occhiata al luogo prescelto controllando che non vi siano ospiti poco graditi.
Tutti gli erpetologi sono concordi nell’affermare che le vipere sono animali miti e tranquilli e che mordono solo se disturbati molto da vicino.

Seguite il consiglio di VignaClaraBlog.it: se nelle vostre passeggiate vi dovesse capitare di incontrare una vipera non lasciatevi prendere dal panico e non cercate di ucciderla; attendete semplicemente che batta in ritirata e poi proseguite il vostro percorso in armonia con la natura.

Francesco Gargaglia

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2 COMMENTI

  1. Presentare la vipera come un innoquo animaletto non è corretto. Sebbene il suo veleno non procuri drammatiche conseguenze su un adulto, se ad essere moso è invece un soggetto di piccole dimensioni, come un bambino o molto più facilmente un cane, il decorso può essere fatale. La differenza la fanno il peso, la quantità di veleno inoculato, il punto colpito. Fondamentale anche il primo soccorso. Tenere immobile il soggetto per rallentare la circolazione del sangue, praticare un bendaggio che comprima l’arto colpito, applicare del ghiaccio sulla zona ferita. Il morso della vipera è doloroso e inconfondibile, con i due fori che distano circa un centimetro l’uno dall’altro.Fate dunque molta attenzione quando decidete di portare i vostri cani a fare una bella gita in campagna!

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