Home ARTE E CULTURA Oltre la mostra, lezioni d’Arte a Roma: 10 maggio ultimo appuntamento

Oltre la mostra, lezioni d’Arte a Roma: 10 maggio ultimo appuntamento

In occasione delle grandi mostre romane in corso, con l’obiettivo di stimolare l’esperienza personale dello studio e della fruizione piacevole, torna l’appuntamento dedicato a studiosi e appassionati di storia dell’arte. “Oltre la mostra. Lezioni d’arte a Roma. Testi, immagini e filmati raccontano artisti e opere d’arte”, ultimo di quattro incontri ad ingresso gratuito, si svolgerà il 10 Maggio presso l’Auditorium del Museo dell’Ara Pacis in via di Ripetta 160 ed avrà per tema “La pittura anticonformista di Lorenzo Lotto, autore di intimi e intensi quadri psicologici”.

La lezione, tenuta dalla giornalista e storica dell’arte Fabiana Mendia, della durata di due ore circa, si basa sull’esame di testi e immagini ed è inframmezzata da brani letti e interpretati da Antonio Merone (per questa lezione testi tratti da: Vasari, Aretino, Lotto, Trismosin, Berenson, Zampetti, Bolzoni ).

Nella seconda parte sarà proiettato un montaggio di un film-documentario ( Aspetti del carattere indagatore di Lorenzo Lotto: un colloquio ancora aperto tra l’artista e noi stessi).

Lorenzo Lotto nasce a Venezia verso il 1480. Al contrario dei suoi contemporanei Giorgione, Palma il Vecchio o Tiziano che esercitano la loro arte nella città dei dogi, Lotto la lascia subito. La sua formazione resta ancorai un mistero. Passa il primo decennio della sua carriera a Treviso (1503-1506), nelle Marche (1506-1508), a Roma (1508-1510) poi Bergamo a partire dal 1513. Rientra a Venezia nel 1525, a 45 anni, e vi fonda una bottega dalla quale si assenta spesso. Nel 1549, parte per Ancona, cinque anni più tardi, entra come oblato nella comunità francescana di Loreto. Muore nel 1557.

Gli esordi di Lotto, coetaneo di Giorgione, di Tiziano e di Raffaello, avvengono a Treviso presso la corte del vescovo umanista Bernardo de’ Rossi: qui egli incontra Piero Maria Pennacchi, che lo introduce alla pittura nordica. Dopo vari soggiorni nelle Marche, il “pictor celeberrimus” è attivo anche a Roma, primo tra i veneti a essere chiamato da Giulio II della Rovere.

Lorenzo Lotto grande pittore, ma anche interessante innovatore, come nella vivace narrazione del ciclo dell’Oratorio Suardi a Trescore, per le tematiche bibliche e alchemiche, come pure nelle poetiche simbologie dei disegni che Lotto crea per le tarsie lignee del coro di Santa Maria Maggiore a Bergamo.

Le prime opere di Treviso rivelano nitida l’influenza di Bellini (“Vergine con il Bambino, san Pietro, Santa Chiara e San Francesco”, National Gallery of Scotland, Edimburgo) e di Giorgione, come mostra l’ “Allegoria della Virtù e del Vizio” (National Gallery- Washington), ma anche, in modo più inaspettato di Dürer, al quale Lotto si ispira per certi elementi iconografici, improntando una tavolozza dai toni freddi e una visone non idealizzata della realtà.

Lotto eccellerà nell’arte del ritratto per le raffigurazioni psicologiche come testimoniano il Ritratto di Lucina Brembati, del Gentiluomo con lo zampino dorato, di Andrea Odoni, di Dama con immagine di Lucrezia.

Alla sua morte, Lotto cade nell’oblio. E’ alla fine dell’800, grazie alla monografia che lo consacra di Bernard Berenson del 1895, che il pittore è riscoperto. Nel 1953, il grande pubblico scopre la sua opera nell’ambito di una serie di esposizioni consacrate, a Venezia, alla pittura veneziana. Seguono le mostre del 1998 di Bergamo, Parigi e Washington.

Il progetto è ideato e curato da Fabiana Mendia per ArteInDiretta, promosso da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovraintendenza ai Beni Culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura.

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