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Cassia – Al via il Festival di Teatro Sociale: dal 7 al 15 maggio al Teatro Patologico

Arte, impegno, passione e coinvolgimento. E’ quanto trasmesso dai protagonisti del Festival di Teatro Sociale che sta per partire proprio nel cuore di Roma Nord. Dal 7 al 15 maggio il Teatro Patologico di Roma, sito in via Cassia 472, ospiterà la prima edizione di questa kermesse il cui titolo, ‘Anticorpi’, spiega il suo intento. Portare in scena i “corpi al margine”, dare voce ed espressione a tutte quelle realtà teatrali che operano nell’ambito del sociale.

Il Festival, organizzato dalla neonata associazione culturale che porta proprio il nome dell’evento, in collaborazione con l’associazione culturale Teatro Patologico, vedrà in scena attori professionisti, disabili fisici e mentali, pazienti psichiatrici, anziani.

Tutti uniti da un ben saldo e chiaro filo conduttore, l’arte. Perché in questo caso l’arte rappresenta lo strumento attraverso il quale tutte le persone che vivono, per così dire, ai margini della società possono immergersi in pieno nella comunità di cui tutti facciamo parte. L’arte, il teatro, diventa una strada grazie alla quale si può riabilitarsi, comunicare, integrarsi, riflettere e far riflettere.

Nessuna giuria, saranno gli spettatori a premiare

Questo Festival rappresenta una delle poche occasioni in cui il pubblico è chiamato a partecipare non solo in quanto pubblico, magari spinto da un dovere sociale, ma perché in scena c’è davvero qualcosa da vedere, da toccare e da capire.

Una grande opportunità per il nostro territorio, un’iniziativa interessante che lega indissolubilmente arte e sociale. Ma non solo. Il Teatro Sociale, infatti, vuole parlare di arte in primis e di tutte le sue possibili declinazioni. Senza esclusione alcuna.

Il Festival si sviluppa in dieci spettacoli e quattro momenti di incontro. Al termine, attraverso il gradimento del pubblico, verrà decretata la compagnia vincitrice. Nessuna giuria dunque. Saranno gli spettatori a decidere quale compagnia premiare. Un elemento innovativo questo, che sottolinea uno degli aspetti più importanti di questo Festival, l’integrazione.

Sabato 7 maggio

Si parte sabato 7 maggio, alle ore 20.30, con “Editing Edipo” di Gianluca Taddei portato in scena dalla compagnia Atmos Teatro. Si tratta di un lavoro teatrale che nasce in ambito laboratoriale, dove nessuno è attore professionista. Uno spettacolo in evoluzione in cui è grande il lavoro psicologico.

Domenica 8 maggio

Domenica 8 maggio, alle ore 18.30, sarà la volta dello spettacolo “Habeas Corpus” di Pino Calabrese scritto da Angela Prudenzi. Una riflessione su quello che è un principio di diritto, ossia la possibilità di difendersi davanti al giudice dall’arresto illegittimo, completamente rivoluzionato, o sarebbe meglio dire accantonato, dopo l’attentato terroristico dell’11 settembre 2001.

Per dare vita a questo spettacolo si è immaginato il percorso di un uomo qualsiasi imprigionato nonostante la sua innocenza. Più che dare una connotazione geografica, si è cercato di dare un luogo nell’anima. La scena qui è molto scarna, proprio per rendere il pubblico il più possibile partecipe delle emozioni vissute dal prigioniero.

Sempre domenica 8 maggio, alle ore 20.30 però, andrà in scena lo spettacolo “I giganti della montagna” di Luigi Pirandello con la regia di Raffaele Castria. Uno spettacolo realizzato dal centro diurno sperimentale integrato “La voce della luna” Asl Rm/E. L’esperienza del centro va avanti da tempo e si basa sull’idea che la disabilità possa essere trattata in modo “alternativo”, attraverso il teatro terapeutico. Ecco dunque nascere il laboratorio teatrale.

La scelta di portare in scena “I giganti della montagna” di Luigi Pirandello è scaturita da un’analogia trovata con il centro e che ha il suo culmine nello smaterializzarsi dei corpi. Uno dei protagonisti, Luca, ha testimoniato quanto sia stato arricchente entrare in contatto con questa realtà e poter cimentarsi su un palcoscenico accanto ad attori professionisti; dando vita, nel tempo, a spettacoli in cui l’arte è sempre stata al primo posto e, oltre a rappresentare un mezzo di intrattenimento, ha permesso di oltrepassare i confini nei quali si è stati a lungo rinchiusi.

Lunedì 9 maggio

Si prosegue lunedì 9 maggio, alle ore 20.30, con lo spettacolo “La mia famiglia”, scritto e diretto da Corrado Sorbara e realizzato dal Teatro InStabile di Porchiano (Umbria).

Giovedì 12 maggio

La kermesse va avanti giovedì 12 maggio quando, alle ore 20.30, andrà in scena lo spettacolo “La chiave dell’ascensore”, con la regia di Alessandra Panelli, realizzato dall’Associazione Diverse Abilità e centro di salute mentale municipio XII – Asl Rm/C.

Lo spettacolo è nato dall’esigenza del gruppo di lavorare su qualcosa di “tosto”, che permettesse ai protagonisti di guardarsi dentro ancor di più. Al centro dello spettacolo il tema della segregazione, intesa anche come segregazione degli affetti. Anche in questo caso la testimonianza di una delle protagoniste, Francesca, ha ben fatto risaltare i benefici ottenuti nel tempo lavorando a stretto contatto con l’arte.

Venerdì 13 maggio

Venerdì 13 maggio, alle ore 18.30 e alle ore 20.30, sarà la volta dello spettacolo “Agave”, scritto e diretto da Marco Florio e messo in scena dalla compagnia teatrale Fitzcarraldoteatro. Un percorso sensoriale completamente da vivere, che mette al primo posto l’integrazione.

Diversi i momenti che caratterizzano lo spettacolo. In un primo momento lo spettatore viene bendato e guidato in un labirinto da chi non è vedente. In un secondo momento, poi, c’è il piacere di scoprire che la disabilità provata poco prima, ossia l’attraversare un labirinto senza nulla scorgere, era solo temporanea. Dal momento che si tratta di un percorso sensoriale sono previsti due turni.

Sabato 14 maggio

Sabato 14 maggio, alle ore 18.30, andrà in scena “La fame dell’arlecchino e altri lazzi”, con la regia di Davide Marzattinocci, realizzato da Metamorfosi teatro. Uno spettacolo di commedia dell’arte in cui si lavora con le maschere e in cui la massima concentrazione è indirizzata al corpo. L’obiettivo è comunicare energia, scuotere attraverso l’energia espressa dal corpo dell’attore.

L’ultimo spettacolo del Festival andrà in scena sempre sabato 14 maggio, ma alle ore 20.30, e si tratta di “Lo zingaro in ricerca di lavoro”, con la regia di Antun Blazevic, realizzato dall’Associazione Culturale Theatre Rom. Si tratta di un monologo autoironico che, però, trasmette un bel messaggio sociale.
Nel monologo viene raccontata la vita vera, un’esperienza personale realmente vissuta. Ad intrecciarsi momenti di riflessione e divertimento.

Fuori concorso

In programma altri due spettacoli, però fuori concorso. Si tratta di “La Festa”, con la regia di Davide Marzattinocci, spettacolo che verrà messo in scena dal Teatro Buffo compagnia teatrale della cooperativa Spes contra spem sabato 7 maggio alle ore 19.00 e di “Fukushima”, scritto e diretto da Dario D’Ambrosi, realizzato dall’Associazione culturale Teatro Patologico. La kermesse verrà arricchita anche da momenti di incontro.

Info

I biglietti potranno essere acquistati presso la biglietteria del Teatro Patologico o in prevendita scrivendo a teatropatologico@yahoo.it. Il costo è di 10 euro per l’ingresso normale, di 15 euro per il biglietto valido per tutti e due gli spettacoli del sabato e della domenica, di 20 euro per tre spettacoli. Chi volesse acquistare l’abbonamento può farlo al costo di 50 euro.

Inizia dunque il conto alla rovescia, il primo Festival di Teatro Sociale sta per partire.

Stefania Giudice

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