Home ATTUALITÀ Olgiata – Dopo 20 anni svolta nell’omicidio della contessa Della Torre

Olgiata – Dopo 20 anni svolta nell’omicidio della contessa Della Torre

E’ in stato di fermo da questa sera Winston Manuel Reves, il domestico filippino che prestava servizio nella villa dell’Olgiata all’epoca in cui fu uccisa la contessa Alberica Filo Della Torre. Un delitto irrisolto da quasi 20 anni, il fatto accadde il 10 luglio 1991, torna oggi alla ribalta grazie al DNA. Sarebbe stata infatti l’identificazione di tracce biologiche ritenute compatibili con il suo DNA ad incastrarlo.

Riferisce Adnkronos che al fermo di Winston Reves, che era stato indagato già subito dopo il delitto, gli investigatori del RIS e del reparto operativo dei Carabinieri sono arrivati grazie alle più sofisticate tecniche di analisi del Dna.

La procura di Roma – sempre secondo Adnkronos – si accinge ora a chiedere al GIP la conferma del fermo, disposto per evitare che Winston Reves lasci  l’italia. Al momento sugli sviluppi della vicenda non si hanno altri particolari. Per avere qualche elemento in più bisognerà attendere la conferenza stampa che si svolgerà domani, mercoledì 30 marzo, in Procura.

Le nuove indagini – riepiloga questa sera RaiNews24 – erano state sollecitate da Pietro Mattei, vedovo della contessa, con un’istanza nella quale si chiedeva, attraverso l’uso delle nuove e più sofisticate tecnologie, specie quelle relative all’identificazione delle tracce biologiche, il riesame degli oggetti repertati nella stanza in cui avvenne il delitto. Tra questi, un fazzoletto di carta con del muco, i pantaloni di Winston e di Roberto Iacono, figlio della governante della contessa, il lenzuolo del letto della contessa, lo zoccolo con il quale fu colpita alla testa ed alcuni suoi indumenti intimi.

Tre anni fa il GIP del Tribunale di Roma aveva infatti respinto la richiesta di archiviazione per i due storici indagati della vicenda, l’ex domestico filippino Winston Manuel e il figlio della governante della contessa. Il giudice ordinò alla procura di riesaminare completamente il caso analizzando alla luce delle nuove tecniche di indagine, sia biologiche, sia strumentali, tutti i reperti acquisiti: primo tra tutti lo zoccolo usato come arma del delitto per colpire la contessa a morte.

Ad opporsi all’ archiviazione della posizione di Winston e Iacono fu il legale di Mattei, l’avvocato Giuseppe Marazzita che nel tempo aveva raccolto nuove prove. A chi, questa sera, gli ha chiesto un commento a caldo, l’avvocato ha risposto “è una notizia che vorrei commentare quando si saprà qualcosa di più. Tuttavia posso dire di provare una grande soddisfazione. Avevamo fatto bene ad opporci alla richiesta di archiviazione formulata negli anni scorsi sulla base di un accertamento tecnico da noi considerato fallace”.

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