Home AMBIENTE Tor di Quinto: anche Carlo Azeglio Ciampi “sensibile” alle sorti dell’Ippodromo Militare

Tor di Quinto: anche Carlo Azeglio Ciampi “sensibile” alle sorti dell’Ippodromo Militare

Salviamo l’Ippodromo dei Lancieri di Montebello. Sono in tanti a lanciare questo appello. Non solo i  residenti del rione Tor di Quinto, anche Italia Nostra è scesa in campo, e non da oggi, raccogliendo subito l’attenzione dell’ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi che “valuta il problema con sensibilità non dissimile da quella di Italia Nostra”. Lo ha dichiarato in una lettera inviata a Carlo Ripa di Meana.

E’ una preziosa testimonianza quella che il Vice presidente di Italia Nostra Roma, Vanna Mannucci, ha fornito a VignaClaraBlog.it perché fosse portata all’attenzione dei lettori interessati alle sorti di un sito di 32 ettari assolutamente incontaminato e dall’inestimabile valore paesaggistico e sociale.
Se anche una persona proba ed attenta come l’ex Presidente Ciampi “valuta il problema con sensibilità non dissimile da quella di Italia Nostra” un motivo concreto ci dovrà pur essere. Ed il motivo è che la natura e l’ambiente non possono soccombere agli interessi cementizi.

Nel marzo 2010, a Carlo Ripa di Meana, Presidente di Italia Nostra, che portava all’attenzione del Presidente Emerito della Repubblica il forte rischio che corre l’Ippodromo Militare di Tor di Quinto di soccombere sotto una colata di cemento nel caso in cui vada in porto il mega progetto relativo alle eventuali Olimpiadi a Roma nel 2020, il capo della segreteria del senatore Ciampi così rispondeva:

“Gentile Presidente, il Presidente Ciampi è a conoscenza del problema, da Lei cortesemente segnalatogli riguardante l’ipotizzata destinazione dell’area dell’Ippodromo di Tor di Quinto in Roma, sede del Centro Ippico Militare del Reggimento Lancieri di Montebello, alla costruzione di un ‘villaggio olimpico’ nell’ambito del progetto che accompagna la richiesta di Roma a sede delle Olimpiadi del 2020.
Ha preso buona nota delle preoccupazioni da Lei manifestate a nome dell’Associazione Italia Nostra, che teme la perdita di un luogo simbolo della città e di un riferimento significativo della vicenda storica che ha portato all’Unità del Paese.
Il presidente Ciampi valuta il problema con sensibilità non dissimile da quella di Italia Nostra e continuerà a seguire la questione con la dovuta attenzione. Le invia, mio tramite, i più cordiali saluti, insieme con gli auguri per il migliore successo dell’attività svolta dalla sua benemerita Associazione.” (clicca qui)

Una grande sensibilità d’animo ed uno smodato amore per l’ambiente hanno portato qualche anno fa il senatore Ciampi, quando era ancora Presidente della Repubblica, a dire queste parole:
“A voi giovani ancora un pensiero. Solo quanto amate l’Ambiente, quanto vi adoperate per salvaguardarlo. Cercate di vivere in armonia con i ritmi della Natura. Fa bene. Ci si sente più forti, si può dare il meglio di noi stessi. Provate qualche volta – già molti di voi lo fanno – ad alzarvi all’alba, a vivere il miracolo quotidiano del risveglio della Natura.”

Sono in tanti a volere che a Tor di Quinto il miracolo quotidiano del risveglio della natura possa continuare ad essere vissuto dalle prossime generazioni. (red.)

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1 commento

  1. Oltre alla difesa sacrosanta dell’Ippodromo, c’è da tenere presente il disastroso impatto che il progetto Olimpiadi avrebbe sui quartieri di Roma Nord. Nella Piana di Tor di Quinto è infatti prevista la costruzione di alloggi per 16.000 atleti e di 5000 alloggi per i giornalisti per un totale di oltre 1.000.000 di metri cubi, in una zona già congestionata dal traffico e che presenta uno dei più alti tassi di inquinamento di Roma.
    La collocazione degli alloggi a Tor di Quinto, è giustificata dal Sindaco Alemanno con pretese indicazioni del CIO – Comitato Internazionale Giochi Olimpici di posizionare tali alloggi il più vicino possibile al maggior nucleo degli impianti sportivi, nel caso in esame il Foro Italico.
    Che tale motivazione sia del tutto pretestuosa e infondata è dimostrato dal fatto che il precedente progetto di Rutelli per la candidatura alle Olimpiadi del 2004, prevedeva più correttamente e ragionevolmente di realizzare gli alloggi nell’area di Tor Vergata, ipotesi questa non contestata da nessuno.
    Spero proprio che le Olimpiadi non si svolgano a Roma: abbiamo già dato.

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