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Flaminia – Luci ed ombre dello sport professionistico viste da Doxa e LGS SportLab

Si è tenuta ieri, lunedì 28 febbraio, presso l’Arena Altero Felici – Stella Azzurra, in via Flaminia a Roma Nord, la presentazione dell’indagine DOXA intitolata “Giocare: una professione, una vita” rivolta a tutto il mondo sportivo con dati scientifici che mostrano luci ed ombre dell’esperienza di vita di chi pratica sport a livello agonistico. LGS SportLab, società di servizi di consulenza, formazione e coaching rivolti ad atleti, società, manager e federazioni, ha voluto indagare in maniera approfondita quale sia la percezione del proprio presente e del proprio futuro da parte di chi vive costantemente proiettato al successo sportivo in un futuro a breve termine.

In rappresentanza dei diversi sport sono intervenuti: per il Calcio Sergio Floccari, attaccante della S.S. Lazio, Moris Carrozzieri, difensore dell’Unione Sportiva Città di Palermo; per il Volley Massimo Barbolini, allenatore della nazionale di pallavolo femminile; per il Rugby Andrea Lo Cicero, pilone sinistro nella nazionale italiana e allenatore; per i tuffi Nicola Marconi, campione europeo di sincro con il fratello Tommaso; per il canottaggio Raffaello Leonardo, atleta olimpionico e campione mondiale; per il Tennis Nicola Pietrangeli, indiscusso campione italiano; e per il pentathlon Daniele Masala, ex atleta e campione olimpico.

La ricerca di Doxa

La ricerca è stata condotta seguendo un duplice metodo di indagine: uno qualitativo, basato su interviste approfondite con 35 atleti professionisti di diverse discipline, ed uno quantitativo, strutturato in questionari mirati sottoposti a un numero significativo di sportivi. I dati emersi da questa doppia ricerca offrono una panoramica sullo sport in Italia praticato a diversi livelli, con approfondimenti sulle singole discipline.

Caratteristica comune ai vari sport è il percorso di crescita che ogni atleta si trova a seguire, un andamento lineare scandito da fasi progressive che scandiscono la carriera sportiva: una prima fase di gioco, caratterizzata da forte entusiasmo e focalizzazione sul presente; una fase intermedia detta della maturità, ovvero quando il gioco si trasforma in una professione con alternanza di successi e delusioni; ed un’ultima fase che precede il passaggio al post-carriera, quando l’atleta comincia a lasciare l’agonismo per dedicarsi alla famiglia e cercare una nuova posizione all’interno del mondo lavorativo.

Ciascuna di queste fasi è vissuta in maniera diversa da chi pratica discipline diverse, e ciascuna esperienza può essere collocata su una mappa emotiva che traccia sensazioni, bisogni e aspettative di atleti di ben 15 discipline sportive nei vari momenti della loro carriera.

Alcuni sport minori e individuali, come ad esempio la Boxe, il Tennis e la Pallanuoto, alternano ad una prima fase di forte competitività e pathos, una fase conclusiva di ossessione e preoccupazione che inizia con l’avvicinarsi del passaggio al fine carriera che viene visto come un grande punto interrogativo non potendo contare sull’appoggio di realtà strutturate tali da garantire un valido supporto.

Lo stesso Eugenio De Paoli, Direttore di Rai Sport, sottolinea quanto sia importante sostenere e dare assistenza alle discipline cosiddette “minori” perché “proprio questi sport sono una importante scuole di vita, che insegna la cultura della vittoria e della sconfitta. Grande esempio in questo senso – continua il Direttore – è dato dal Rugby, disciplina di grande fair play che codifica in maniera precisa l’impiego della violenza e lo circoscrive al campo di gioco, insegnando il valore della competizione sportiva”.

Non è questo il caso di discipline più blasonate, come il Basket ed il Calcio, dove il post-carriera è vissuto in maniera più rilassata e propositiva, dal momento che il successo economico oltre che sportivo ottenuto durante la carriera rappresenta una buona garanzia per un futuro sereno.

Ma una buona gestione degli introiti raccolti durante la carriera non sempre basta a dare sicurezza, come spiega Sergio Floccari: “non dobbiamo dimenticare che lo stipendio di un calciatore finisce d’essere una certezza nel medesimo istante in cui ha fine la carriera professionistica e per questo è importante prepararsi imparando a gestire le proprie risorse fin dall’inizio”.

Altre discipline che possono, invece, contare su un’assistenza continua offerta dai Gruppi Sportivi Militari, come la Scherma, il Nuoto e lo Sci, seguono un percorso piuttosto equilibrato dove i momenti di maggiore criticità sono determinati da infortuni o in concomitanza con gare importanti.

La testimonianza di Nicola Marconi, tesserato per il Gruppo Sportivo della Marina Militare, conferma quanto emerso dalla ricerca: “l’infortunio alla schiena che ho avuto durante gli ultimi Europei a Budapest mi ha costretto ad uno stop di tre mesi, durante il quale mi sono ritrovato a pensare alla mia carriera, di quanto io sia stato fortunato ed allo stesso tempo di quanto poco basti per finire nel dimenticatoio”.

Dall’indagine DOXA emerge chiaramente come quello sportivo sia un mondo che corre su un binario parallelo rispetto a quello della quotidianità che noi tutti siamo abituato a vivere. “La dedizione, l’impegno e la passione che un atleta mette in allenamento rappresentano un importante scuola di vita – spiega Raffaello Leonardo – ma allo stesso tempo rende l’atleta un disadattato rispetto al resto della società, dalla quale si trova ad essere escluso”.

La mission di LGS SportLab

Lorenza Guerra Seràgnoli, Presidente e Socio Fondatore di LGS SportLab, si propone di mettere a disposizione del mondo sportivo un’unica struttura in grado di offrire assistenza a 360°, avvalendosi di un team di personale specializzato capace di mantenere quella neutralità necessaria ad assicurare la migliore gestione della carriera di chi pratica e gestisce lo sport ad altissimo livello.

In quest’ottica il supporto ed il sostegno più importante che LGS SportLab intende dare ad un atleta è proprio quello di accompagnarlo nel suo percorso di crescita allenando la sua forma mentis anche ad altre attività, diverse da quelle sportive, per aiutarlo a non perdere il contatto con la realtà che lo circonda.

Questa consulenza interviene in risposta ad un’esigenza che è stata individuata in maniera molto precisa dalla ricerca DOXA, come spiega la Dr.ssa Sandra Bruno, responsabile della sede di Roma: “qualsiasi pensiero al post carriera arriva per un atleta sempre molto tardi al punto da costituire un grande punto interrogativo”.

È lo stesso Andrea Lo Cicero a confermare questi risultati quando afferma che “non è facile per un atleta immaginare il proprio futuro, la paura di dover un giorno porre fine della propria carriera o di dover affrontare gravi infortuni è una costante che mi accompagna ogni giorno”.

LGS SportLab è la nuova realtà che, alla luce dell’esperienza maturata in questo primo anno di attività e dei risultati scientifici elaborati dall’indagine DOXA, ha costruito servizi specifici per offrire a quanti operano all’interno del mondo sportivo professionistico gli strumenti giusti le diverse fasi che accompagnano un atleta lungo la sua carriera.

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