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L’altra faccia di Ponte Milvio

Ovvero la lingua batte dove il dente duole – Dell’antico ponte romano non sono rimaste che le tre arcate; il resto è stato aggiunto o tolto nel tempo, un pezzo alla volta. Via le parti in legno e i ponti levatoi, abbattuta la fortificazione medioevale, aggiunta la Torretta Valadier in stile neoclassico, piazzate alle estremità le statue dell’Immacolata e di San Giovanni. L’ultimo intervento sullo storico ponte sono le catene destinate a raccogliere i lucchetti dell’amore; grumi di metallo dall’aspetto inquietante.

Così oggi si presenta ponte Milvio chiuso definitivamente al traffico alla fine degli anni settanta e attorno a cui si raccoglie la “movida” romana.

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La grande piazza su cui veglia la chiesa intitolata alla Gran Madre di Dio da anni è diventata il luogo di ritrovo di tantissimi romani (con tutto quello che, nel bene o nel male, ne consegue): soddisfatti gli operatori commerciali, un po’ meno i residenti costretti a subire la confusione e a volte l’intemperanza dei giovani.

Ma i guai di Ponte Milvio non sono solo nella vivacità giovanile che si manifesta soprattutto con le tracce postume dei bagordi (leggi qui): altri problemi sono legati ad un permanente stato di degrado e trascuratezza che interessa non solo le immediate vicinanze del ponte ma anche le banchine e le sponde.

Proprio fra ieri ed oggi, nella grande kermesse degli Stati Generali di Roma Capitale, è stato rilanciato uno dei tanti progetti per rendere navigabile il Tevere, da Ponte Milvio fino ad Ostia, progetto più volte accantonato per le obiettive difficoltà tecniche e per la cronica indisponibilità di fondi.

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In realtà molte cose sono state fatte per rendere più gradevole l’aspetto del fiume: dalla pulizia degli argini alla bonifica delle sponde con lo sgombero di numerosi insediamenti abusivi.

Proprio a Ponte Milvio si stanno concludendo i lavori di sistemazione dei marciapiedi e dei muretti di sostegno della pista ciclabile e sono stati sostituiti gli orribili parapedonali bianchi e rossi con delle strutture in ferro battuto più consone allo stile della piazza mentre, incredibile ma vero, si sta procedendo, in questi giorni, alla pulizia delle griglie per lo scolo delle acque piovane.

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Ma molto rimane da fare: spostati in basso i famigerati lucchetti e scongiurato il pericolo, per i lampioni, di ulteriori danneggiamenti rimangono però le migliaia di scritte che deturpano i muri e i marmi del ponte.
Il desiderio di suggellare il proprio amore con uno “Yale” o con un pennarello “permanent” a quanto pare è più forte delle recenti norme anti-degrado emanate dal Sindaco di Roma.

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Imbrattato sopra e sporco sotto perché dove finisce lo storico ponte inizia la spazzatura che in molti casi, evidentemente, viene gettata direttamente dall’alto: sotto le arcate e sulle sponde ricoperte da una disordinata vegetazione si può trovare di tutto. Dagli scooters ai divani, dai materassi alle cassette di birra o frutta.

Qualche disperato è tornato ad abitare il ponte sfruttando la copertura delle volte o creandosi un giaciglio con cartoni e nylon a poche decine di metri dalla confusione del traffico.

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Sporcizia, rifiuti e bottiglie sono dappertutto mentre qualche alberello si è faticosamente aperto la strada tra i marmi delle sponde con un pessimo effetto scenico.

Questo permanente stato di sporcizia contrasta fortemente con la bella piazza e l’artistico ponte con la signorile torretta; anche se appare molto difficile porre un freno alla esuberanza giovanile, in fondo un ulteriore sforzo da parte del Comune e del XX Municipio potrebbe essere risolutivo.

Tra qualche mese, con l’arrivo della bella stagione, riaprirà il “Bau-Village” mentre i soliti stands andranno ad occupare la banchina destra: una ragione di più per procedere ad una radicale e definitiva pulizia del “ponte dei romani”.

Francesco Gargaglia

© riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

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3 COMMENTI

  1. ringraziate moccia e tutti i benpensanti che difendono queste porcherie sentimental-commerciali giusto per apparire buoni e trovare un pò di consenso populista e demagogico.

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