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Smog a Roma – Tutti a piedi domenica 13 febbraio, lo chiede Legambiente

“L’inerzia del Campidoglio mette a rischio i romani” – Sette giorni di allarme smog,  a Roma non si respira più, le centraline ARPA ogni giorno restituiscono valori inquietanti e Legambiente chiede al sindaco Alemanno il blocco del traffico per la prossima domenica 13 febbraio. E’ Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, a farlo dichiarando: “Da una settimana l’aria è irrespirabile a Roma e pericolosa per la salute dei cittadini. La città soffoca per lo smog ma  il Campidoglio non sta rispettando la legge regionale che ha definito il piano di risanamento dell’aria”.

“Il Sindaco deve emanare una immediata ordinanza che stabilisca intanto il blocco totale del traffico per la prossima domenica 13 febbraio” aggiunge perentorio.

“Le polveri sottili non danno tregua gli abitanti della capitale: ieri – sottolinea Legambiente – si sono infatti registrati nuovi valori record di concentrazione di PM10 nelle zone tenute sotto controllo dalle centraline della rete Arpa Lazio. Largo Preneste ancora una volta si aggiudica la maglia nera, arrivando a 103 microgrammi di Pm10 per metro cubo, seguito da Magna Grecia con 96, Tiburtina con 95,  Corso Francia e Cinecittà con 92, Bufalotta con 84, Arenula con 83, Fermi con 82, 79 a Cipro, 76 a Malagrotta.”

E non basta, perchè anche nei parchi della città tira una brutta aria. “Nei parchi non si respira un’aria migliore – incalza Parlati – le centraline Arpa hanno rilevato 67 microgrammi di Pm10 per metro cubo a Villa Ada, 78 a Cavaliere, 55 a Guido”.

Gli fa eco Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio: “La questione smog è una vera e propria emergenza e il sindaco, garante della salute pubblica e non può far finta di niente, deve bloccare le auto e adottare tutte le misure necessarie per far rientrare la situazione a livelli di normalità. Il piano regionale di risanamento dell’aria impone l’obbligo di domeniche a piedi e di targhe alterne nella fascia verde, l’inerzia del Campidoglio espone quotidianamente i cittadini romani a fattori di rischio molto seri per la salute pubblica”.

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