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Roma – Ancora superamenti dei livelli PM10: stop ai veicoli più inquinanti martedì 8 febbraio

Secondo giorno consecutivo di smog, anche oggi i dati rilevati dalle centraline di monitoraggio ARPA denunciano il superamento del limite di 50 mg/m3 di polvere sottili nelle stazioni di Corso Francia, Preneste, Cinecittà, Villa Ada, Fermi, Bufalotta, Cipro, Tiburtina e Arenula. Di conseguenza anche domani, martedì 8 febbraio, i veicoli più inquinanti non potranno circolare dalle 7.30 alle 20.30 all’interno della fascia verde cittadina.

Ad essere bloccati saranno gli autoveicoli (compresi mezzi commerciali) a benzina “euro 0”; autoveicoli (compresi mezzi commerciali) diesel “euro 0”, “euro 1” e “euro 2”; motoveicoli e ciclomotori a due tempi “euro 0”; minicar a benzina “euro 0”; minicar diesel “euro 0” e “euro 1.

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1 commento

  1. L’ARPA continua a segnalare nella nostra città l’inquinamento da PM10 che provoca effetti dannosi per la salute umana, sia a breve (effetti acuti) sia a lungo termine (effetti cronici).
    Il PM10 se riesce a penetrare nel tratto superiore dell’apparato respiratorio (zona naso- faringea) può portare all’insorgenza di vari sintomi irritativi come secchezza del naso, della gola ma anche patologie infiammatorie. A causa della loro particolare struttura superficiale, le particelle di PM10 possono assorbire dall’aria sostanze acide (SO2 ed NO2) nonché sostanze chimiche cancerogene che, una volta entrate nei tratti respiratori, prolungando i tempi di residenza, ne accentuano gli effetti.
    Le particelle più piccole avendo la possibilità di penetrare più a fondo nell’apparato respiratorio, possono avere dei tempi di residenza molto più lunghi e per questo motivo sono considerate le più pericolose potendo raggiungere gli alveoli.
    Queste particelle possono essere assorbite dal sangue causando effetti tossici ma possono anche portare ad aggravamento di patologie preesistenti come l’asma, la bronchite e l’enfisema polmonare. Tra i principali effetti acuti documentati vi sono: aumento della mortalità giornaliera per tutte le cause, ed in particolare per cause cardiovascolari; aumento dei ricoveri per patologie asmatiche; aumento dei ricoveri per malattia polmonare ostruttiva cronica (COPD); diminuzione della funzionalità polmonare ed aumento dei sintomi respiratori acuti in bambini ed adulti.
    Tra gli effetti a lungo termine (effetti cronici), secondo alcuni studi, vi è una riduzione dell’aspettativa di vita stimata di 1-2 anni. Le persone più vulnerabili sono gli anziani, gli asmatici e i bambini.

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