Home ATTUALITÀ Auditorium – Helikonia presenta cinque concerti per raccontare un grande viaggio musicale

Auditorium – Helikonia presenta cinque concerti per raccontare un grande viaggio musicale

Prende l’avvio il 18 gennaio prossimo all’Auditorium Parco della Musica (Teatro Studio, ore 21.00) una rassegna delle migliori proposte di Helikonia per un viaggio musicale fra progetti tutti accomunati da un’identica passione: fare musica e perdersi tra le note ed i ritmi del mondo. Si salpa con gli Unavantaluna, un gruppo da anni impegnato fra musica e teatro a riscoprire le grandi tradizioni della propria terra., la Sicilia.

Dai canti del Natale della tradizione siciliana, ai ritmi di strumenti antichi sempre capaci di straordinaria empatia, la Compagnia Unavantaluna approda all’Auditorium Parco della Musica, ma anche sui palcoscenici europei con una serie di importanti appuntamenti.

Due spettacoli, un disco e un tour: una grande scommessa con la musica e il teatro, comprovata dalla passione di un pubblico fedele, che si fa forte dell’energia di anni di impasti fra tradizione e innovazione per compiere una nuova tappa artistica.
A cominciare dall’uscita di Novi Jorna Novi Misi (edito e prodotto da Helikonia, distribuito da Egea) un disco che nasce da un fortunatissimo spettacolo e che mette in scena la tradizione musicale del Natale in Sicilia attraverso la memoria della Novena.

Un’onda di energia musicale e di vitalità umana che entra nelle ossa e penetra nell’anima e nella memoria.
Unavantaluna, compagnia di musica siciliana, è un ensemble di musicisti uniti dalle comuni origini siciliane e dalla passione per le arti e le tradizioni popolari della loro terra.

Sin dalla nascita del gruppo, sono forti la necessità di unire il passato con il presente e il desiderio di ricercare un possibile equilibrio fra tradizione ed innovazione musicale.

Le altre date della rassegna

Nour Eddine, “Desert Contemporain”, 12 febbraio, ore 21.00

Musicista, cantante e coreografo dalle antiche origini berbere nonchè Autore di diverse opere musicali del deserto e del mediterraneo. Nour Eddine presenta il suo ultimo lavoro discografico “Desert Contemporain” prodotto da Helikonia. Etno-jazz, world, sperimentazione, un crocevia di suoni e sapori che disegnano un immaginario quadrante medioccidentale.

Il risultato è un’estetica dal fascino ipnotico, che veicola il senso pieno di una musica senza confini, autenticamente visionaria, al tempo stesso antica e contemporanea. Le tensioni avant del gruppo vengono accolte e “contaminate” dal caldo abbraccio dell’energia RITUAL GNAWA, nella componente estremamente lirica della musica nord africana: un segno importante di interplay e di fertile dialettica multiculturale e multietnica.

Nour Eddine ha fondato vari gruppi musicali di musica etnica del deserto e Gnawa, fra cui il gruppo Azahara, Desert Sound, Jajouka, con i quali ha realizzato numerosi concerti.

Ha collaborato con Tony Esposito alla realizzazione della colonna sonora del film “Storie d’amore con i crampi” e con il gruppo Trancendental (premio Globo d’oro per la colonna sonora de “Il Bagno Turco”).

Ha partecipato con il suo gruppo musicale e di danza all’ultimo film del regista algerino “L’albero dei Destini Sospesi” (54° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia) e come cantante al film “L’appartamento” di Marco Bellocchio.

Ha inoltre collaborato, sempre con i Trancendental, per la realizzazione della colonna sonora del film “Elvjs & Merilijn” di Armando Manni.

Nour Eddine Fatty è il compositore dell’opera musicale “Advocata Nostra”, nel cd “Alma Mater – Music from the Vatican”. Nel 2010 è protagonista e compositore delle musiche originali del film “Sound of Morocco”, presentato con successo al Festival del Cinema di Roma nell’edizione del 2009.

Lucilla Galeazzi, “Ancora BELLA CIAO”, 18 febbraio, ore 21.00

Appena tornata dal tour australiano con più di 10 date tra Sydney, Melbourne e Brisbane, e da una lunga serie di concerti in Europa, soprattutto in Francia, Lucilla Galeazzi, “la voce della musica popolare italiana”, presenta all’Auditorium Parco della Musica il suo ultimo disco prodotto da Helikonia.

“Ancora BELLA CIAO”, come a dire riportare la musica popolare (dopo la stagione degli arrangiamenti, dei gruppi, delle orchestre, delle letture da musica contemporanea e jazz, ska e chi più ne ha più ne metta) all’estetica del folk revival.

Voce sapiente e chitarre sapienti per ridare forza alle melodie, troppo manipolate da strumentazioni, per tornare all’eleganza del minimalismo, alla forza degli interpreti, all’emozione del contatto tra interprete e pubblico.

Una voce intrigante, ricca di armonici e di passione per raccontare i percorsi dell’anima di un’Italia che impasta le nostre coscienze ancora oggi, malgrado la cultura dilagante dei mass- media e delle veline. Una teatralità ed una capacità di racconto che ammalia ancora oggi per simpatia e giocosità.

Lucilla Galeazzi vanta una lunga e fruttuosa collaborazione con due grandissimi maestri: Giovanna Marini e Roberto de Simone.
Con loro e con i loro spettacoli conosce prestigiose scene nazionali ed internazionali (Les Bouffes du Nord di Peter Brook a Parigi, L’Opera di Berlino ed Hamburg, L’Opera di Napoli, Lyon, New York, ecc.ecc) in più di 20 anni di lavoro comune.

Numerosissimi gli spettacoli di musica popolare italiana realizzati con i maggiori cantanti e musicisti presenti sulla scena nazionale e internazionale: Ched Kaleb, Elena Ledda, Fausta Vetere, Aria Del Mar Bonet, Pino De Vittorio, Mercedes Sosa, Nando Citarella , Ambrogio Sparagna, Carlo Rizzo, Alfio Antico, Riccardo Tesi, Mauro Pagani, Raiz, Teresa Salgueiro (Madredeus) e Aicha Redouane.

Yar Ensemble, “Iran Italia India”,  8 febbraio, ore 21.00

La raffinata estetica di tre grandi culture millenarie si fonde lungo le linee e gli impasti sonori di tre grandi interpreti con i loro strumenti; dal potente battito dei tamburi a cornice del mediterraneo di Andrea Piccioni, considerato uno dei massimi esponenti al mondo dei tamburi a cornice; al sinuoso svolgersi delle trame melodiche prodotte dal tar, dall’oud e dal setar e robab di Pejman Tadayon; fino alle complesse geometrie ritmiche delle tabla di Sanjay Kansa Banik, tipiche della musica indiana.

Un incontro che diventa gioia e condivisione: i complessi ritmi ed i virtuosismi si snodano come un dialogo in cui nessuno prevarica, ma dove tutti contribuiscono, in cui il pubblico vive e partecipa al dialogo ed alla gioia dell’incontro.

Un viaggio che parte dall’India e passando per l’Iran arriva in Italia. Gli strumenti, la musica e i ritmi usati derivano non solo da queste tre culture musicali, ma prendono il sapore e la cultura di ognuno dei paesi incontrati durante il cammino.

Kay McCarthy, “Quintessence”, 3 marzo, ore 21.00

Un viaggio tra le note di una voce e le corde di un’arpa, un viaggio tra tradizione orale e misticismo, tra natura e protesta: un viaggio nella terra d’Irlanda. Il sunto di una carriera trentennale, lo stesso che è anima e corpo di Quintessence, l’ultima fatica discografica di Kay: un distillato dello straordinario repertorio cantato e raccontato fino ad oggi, con alcuni brani nuovi ed inediti.

Una scelta nata, non dall’artista o dall’etichetta, ma da un vero e proprio sondaggio condotto presso amici e fan, perché le canzoni che piacciono ad un’artista non sono necessariamente le stesse che piacciono al pubblico.

Kay McCarthy da oltre 30 anni è la portavoce della musica Celtica nel mondo. Una carriera segnata da suoni ed album che hanno raccontato con passione e freschezza l’Irlanda, i suoi usi, i suoi costumi e le sue leggende. Il repertorio di Kay Mc Carthy, considerato tra i più interessanti nell’attuale panorama della musica irlandese, si compone di melodie tradizionali alle quali si aggiungono brani di sua composizione, spesso ispirati a tematiche di denuncia sociale.
Una musicalità gioiosa capace di ammaliarci con toni melanconici e appassionati, che da anni cattura il suo pubblico.

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