Home ARTE E CULTURA Lunedì 17 Gennaio ‘Questi semo noantri’ al Teatro Cassia

Lunedì 17 Gennaio ‘Questi semo noantri’ al Teatro Cassia

Lunedì 17 Gennaio, con inizio alle ore 21, il Teatro Cassia di via Santa Giovanna Elisabetta, 69 ospiterà Questi semo noantri, lo spettacolo (ingresso 2 euro) di Marcello Teodonio che ripercorre, attraverso poesie, scritti e canzoni, quattro momenti della storia di Roma, dalla belle époque ai giorni nostri, avvalendosi dei contributi di Stefano Messina, Paola Minaccioni, Simone Cristicchi, Sara Modigliani e Felice Zaccheo.

Questi semo noantri, titolo che prende a prestito un verso di Giuseppe Gioacchino Belli, è un evento diretto e coordinato dal professor Marcello Teodonio, uno dei più importanti studiosi della letteratura in dialetto romanesco che ha curato, tra le altre cose, la pubblicazione di tutti i sonetti del Belli per Newton Compton Editore (volumi che consigliamo caldamente).

Lo spettacolo si articolerà in quattro parti che rappresentano altrettanti momenti capitali nella storia della città eterna (e non solo). Si comincerà con “Roma nel Novecento tra belle époque, guerre e fascismo”: sul palco saliranno gli attori Paola Minaccioni e Stefano Messina che interpreteranno poesie e scritti di Giggi Zanazzo, Trilussa ed Ettore Petrolini.

Si proseguirà con “La Seconda Guerra Mondiale: Li Romani in Russia”, sezione nella quale Simone Cristicchi farà rivivere le magnifiche ottave (comiche e drammatiche allo stesso tempo) del poema in romanesco scritto da Elia Marcelli e dedicato alla tragica campagna di Russia, cui l’autore partecipò guadagnandosi la croce al valor militare.

Per la terza parte dello spettacolo, “Roma fine Novecento”, torneranno in scena Paola Minaccioni e Stefano Messina, che presenteranno agli spettatori la visione di Mauro Marè, uno dei massimi interpreti della poesia romanesca nella seconda parte del XX secolo. Si concluderà in musica con “Roma Canzonata: la canzone d’autore”: protagonisti della tranche finale dello spettacolo saranno Sara Modigliani e Felice Zaccheo.

Giovanni Berti

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