Home AMBIENTE Da Ponte Milvio a Castel Giubileo la ciclabile torna agli antichi splendori

Da Ponte Milvio a Castel Giubileo la ciclabile torna agli antichi splendori

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Appena appresa la notizia che il ponte sul Fosso dell’Acqua Traversa era nuovamente percorribile (leggi qui),  noi, pattinatori della prima ora, non abbiamo resistito e siamo subito andati a vedere. La pista ciclabile finalmente torna ad essere percorribile da Ponte Milvio sino a Labaro-Castel Giubileo: sistemate le assi, riverniciata la struttura metallica, tolte le erbacce. Perfino il manto della pista è stato rinnovato per alcune centinaia di metri ed ora si presenta con un bellissimo e brillante color ocra.

Finalmente i tanti ciclisti non dovranno più, come i fanti del Carso, caricare la bicicletta sulle spalle e scavalcare transenne, tubi e fili spinati. Il ponte tornato al suo iniziale splendore collega nuovamente la sponda Nord con quella Sud.

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Il Fosso dell’Acqua Traversa come il Rubicone, l’Assessore De Lillo come Cesare!
Perfino i tanti murales realizzati dai writers si presentano con colori brillanti: che li abbiano rinnovati per festeggiare la riapertura?

Certo che di tempo ce n’è voluto ma quello che conta, ora, è che i romani possano tornare a divertirsi e a svolgere i loro sport preferiti sulle sponde del Tevere.

Magari qualcosa rimane ancora da fare: dalla sistemazione degli accessi per impedire indebite intrusioni, alla ripulitura dei cartelli e della segnaletica. Anche le auto, che qualcuno si ostina a parcheggiare sulla pista, andrebbero forzatamente rimosse.

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Ma finalmente davanti ad una tanto sospirata opera che riporta serenità negli animi di ciclisti e pattinatori non possiamo che essere felici e così ci attardiamo sul ponticello che sovrasta le acque fangose del povero Fosso dell’Acqua Traversa: tra qualche centinaio di metri finirà la sua corsa nel fiume ingrossato dalle piogge.

Sull’aeroporto dell’Urbe, gli storni, raggruppati in nuvole scure si apprestano a raggiungere la città dove trascorreranno la notte. Non resta che sperare che il ciclone dell’Islanda ci conceda una tregua per inforcare i roller e collaudare ‘sto benedetto ponte.

Francesco Gargaglia

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