Home ARTE E CULTURA Auditorium: Assante e Castaldo ricordano John Lennon

Auditorium: Assante e Castaldo ricordano John Lennon

Pochi giorni fa, per l’esattezza lo scorso mercoledì 8 dicembre, il mondo intero ha celebrato il trentennale della scomparsa di John Lennon; il Parco della Musica di Roma non poteva certo esimersi e così  nella serata di oggi, domenica 12, la Sala Sinopoli si riempirà di fan e curiosi di tutte le età per ricordare quello che, senza timore di essere smentiti, è stato il personaggio più importante della musica della seconda metà del 900.

Se la domanda era a chi affidare quest’importante incombenza, la risposta non poteva che essere Ernesto Assante e Gino Castaldo, che da circa un mese hanno dato il via alla nuova stagione delle ormai famosissime e seguitissime “Lezioni di Rock”.

VignaClaraBlog.it ha rivolto poche e veloci domande a Gino Castaldo su cosa ci si  possa aspettare questa sera.

E’ da poco partita la quinta edizione delle lezioni di rock; come sta andando? La nuova serie sta andando benissimo, al di là delle aspettative. Al punto che abbiamo deciso di abolire le altre iniziative (tipo Incontri d’autore) per concentraci solo ed esclusivamente sulle lezioni. E la cosa più impegnativa, ma anche quella che ci offre maggiori soddisfazioni. Quest’anno oltretutto siamo stati invitati a effettuare un ciclo di lezioni anche a Bari (una al mese circa). Quindi, meglio di così…

Quando hai iniziato questa avventura, immaginavi che saresti arrivato alla quinta edizione? No, all’inizio non l’avrei mai immaginato.

Questa sera ci sarà un appuntamento speciale con le vostre lezioni di rock: una puntata serale dedicata a John Lennon di cui è ricorso il trentennale della morte solo pochi giorni fa; che senso ha ricordare un artista come John Lennon dopo tutto questo tempo? Non si rischia di cadere in una sorta di aurea nostalgia che magari ci impedisce di apprezzare il presente? Odio il concetto di nostalgia. Non mi appartiene. Il senso generale di queste lezioni è il piacere di trasmettere a chi ne ha voglia delle storie importanti, per tenerle vive, per gettare qualche piccolo seme, per riportarle al confronto con la modernità. Siamo convinti, e la risposta del pubblico ce lo conferma, che non dobbiamo dimenticare il passato della musica.
Anzi, ricordarlo e aprrofondirlo serve a ricordarci quale può essere il potere della musica, e quanto ne avremmo bisogno oggi. Il caso Lennon è ancora più significativo. La riposta la daremo proprio attraverso la lezione di questa sera (che ovviamente vista l’occasione speciale, sarà anche un tributo), ma posso anticipare che ripercorrere la storia di Lennon è un modo per prendere coscienza di quello che non siamo e che potremmo essere.

John Lennon ha inciso nella storia del XX secolo, non solo per la sua produzione musicale, ma anche per il suo attivismo per il pacifismo e la nonviolenza; un connubio, quello tra musica ed impegno politico, tutt’altro che raro tra gli artisti rock, ma anche in questo campo il nome di Lennon spicca ancora su tutti gli altri; secondo te qual’è il motivo? Il caso di Lennon è abbastanza unico. Nessuno come lui ha saputo fondere in modo totale, onnicomprensivo, emozionante, tutte le possibili componenti che si legano alla figura di un musicista.
Non c’era alcuna distinzione tra la sua creatività musicale e un sostanziale atteggiamento militante nei confronti della pace e delle ingiustizie che governano il mondo. Per non parlare della totale sovrapposizione tra arte e vita. Alla fine la sua stessa vita era un’opera d’arte in continua evoluzione.
E poi ci sono alcuni episodi fondamentali. Imagine è una canzone anch’essa unica, irripetibile, un mantra pacifista e laico che ancora oggi sprigiona un potere assoluto. Ma per essere più completi c’è la lezione di domenica, ovviamente…

Grazie a Gino per la sua consueta disponibilità; da parte nostra faremo di tutto per essere questa sera sotto il palco della Sala Sinopoli.

↓seppe Guernica Reitano

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