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Saldi estivi, un luglio sottotono a Roma Nord

Primo bilancio sui saldi a Roma Nord – “Saldi” a caratteri cubitali e poi ancora “Fino al 50%”. Sono queste alcune delle scritte che vediamo campeggiare sulle vetrine dei negozi dallo scorso 3 luglio, quando a Roma sono iniziati i saldi estivi. Le previsioni sulla stagione dei grandi sconti fin da subito non sono state particolarmente ottimistiche. Secondo il Codacons, l’associazione per la difesa dei consumatori, solo un cittadino su due avrebbe potuto usufruire dei saldi estivi ed effettuare acquisti nel settore dell’abbigliamento e delle calzature. La ragione? Il peso che la crisi economica continua a gravare sui consumatori.

E, una volta partite le vendite promozionali, le previsioni si sono dimostrate piuttosto realistiche. Il Codacons, infatti, ha parlato di un avvio in sordina. L’associazione ha poi previsto un miglioramento delle vendite nelle settimane successive all’avvio, ma ha escluso impennate degli acquisti, stimando a fine periodo un andamento stabile o in lieve flessione rispetto al 2009.

Ora che siamo a fine luglio ed è possibile fare un piccolo bilancio, cosa è accaduto realmente? VignaClaraBlog.it ha deciso di fare un’indagine fra i negozi di Roma Nord, dare un’occhiata a vetrine e quantità di merce presente e raccogliere le impressioni dei commercianti. Se qualche esercizio mostra vetrine semivuote, la maggior parte dei negozi ha ancora diversa merce a disposizione, segno evidente che i saldi non hanno scatenato l’assalto da parte del cliente desideroso di tornare a casa con buste e bustine colme di vestiti e scarpe da sfoggiare nelle calde sere estive.

Qualche commerciante si dice soddisfatto, ma non manca chi manifesta il proprio scontento. “Si guardi in giro”, “male”, “la metà”, sono le parole più di frequente pronunciate. La crisi economica si fa sentire anche in quartieri, per così dire, benestanti.

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Ma quest’anno ad incidere negativamente sulla stagione degli sconti, per molti tra l’altro iniziata troppo presto, ci sarebbe stato anche il clima. Il cattivo tempo registrato fino a non molto tempo fa, infatti, sembra aver scoraggiato all’acquisto e il caldo scoppiato successivamente ha spinto la gente verso i luoghi di villeggiatura, non certo per le vie della città alla ricerca dell’occasione da non farsi scappare. Per molti esercenti il trend dell’anno in corso è stato negativo rispetto a quello dell’anno passato. Anche chi afferma di aver registrato buoni risultati, tali da soddisfare le aspettative, non nasconde tuttavia che il momento non è dei migliori. Se, infatti, i saldi sono stati buoni, il resto dell’anno non è stato caratterizzato da grandi vendite. C’è poi chi si lamenta dell’eccessivo anticipo con cui è stato deciso di dare il via alla stagione degli sconti. Insomma, pochi sono stati i sorrisi seguiti alla domanda: “Come sono andati i saldi estivi?”.

Poco prima del via ai grandi sconti, l’80 per cento dei commercianti interpellati dalla Fismo (Federazione Italiana Settore Moda) si è detto quest’anno sfiduciato, scettico ed incerto circa il risultato delle vendite promozionali. I fattori negativi riscontrati dalle associazione di categoria sono principalmente due: la crisi economica e il caldo. Proprio come affermato dagli esercenti da noi interpellati ora che i saldi sono agli sgoccioli.
Secondo quanto sostenuto dalla Confesercenti per le prime due settimane di vendite promozionali la maggior parte dei negozi di abbigliamento e calzature, in tutte le principali città italiane, ha registrato una flessione delle vendite compreso tra il 15 ed il 20 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A quanto pare è servito a poco ricorrere a sconti più alti rispetto agli anni passati, decisi proprio in vista della perdurante crisi economica e del conseguente calo dei consumi.
Ci si è messo il clima a creare ulteriori difficoltà. Come spiegato dal Presidente della Fismo-Confesercenti Roberto Manzoni: “Le temperature oscillanti tra i 30 ed i 40 gradi hanno smorzato la voglia di andare in giro per negozi in cerca dell’occasione vantaggiosa”.

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Nessun entusiasmo, dunque, tra gli esercenti. A fronte dei pochi che festeggiano per essere riusciti a svuotare il magazzino, molti sono coloro che hanno ancora una buona quantità di merce e, oramai, poche sono le speranze di vedere il proprio negozio svuotato. Tra qualche giorno si chiude per riaprire poi con la nuova merce in vista dell’autunno e dell’inverno. Ma se nelle tasche degli italiani non cambierà presto qualcosa, articoli come questo rischiano di rimanere a lungo di grande attualità.

Stefania Giudice

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