Home ATTUALITÀ Crosby, Stills & Nash: notte magica all’Auditorium

Crosby, Stills & Nash: notte magica all’Auditorium

small1.jpgTravolgente successo, lunedì scorso, per il concerto di Crosby, Stills & Nash presso la cavea dell’auditorium Parco della Musica: per due ore e mezza il leggendario trio ha stregato il pubblico romano con un concerto meraviglioso durante il quale ha eseguito molte pietre miliari del proprio repertorio e regalato una manciata di cover d’autore.

Puntualissimi e scevri da qualsiasi divismo, alle 21.05 fanno il loro ingresso in scena David Crosby, 69 anni da compiere ad agosto, Stephen Stills, 65 primavere sulle spalle, e Graham Nash, classe 1942. Provenienti rispettivamente da Byrds, dai Buffalo Springfield e dai britannici Hollies, i tre straordinari musicisti, con l’innesto temporaneo di Neil Young, incrociarono le proprie strade alla fine degli anni sessanta dando vita ad un supergruppo che con il suo folk rock e il suo west coast rock ha scritto la storia e rappresenta la leggenda della musica contemporanea.

L’inizio dello show ci porta immediatamente all’agosto del 1969, alla tanto celebrata “estate dell’amore”: con Stills alle leading vocals si parte infatti con Woodstock, uno dei pezzi che meglio raccontano lo spirito dell’evento che ha segnato una generazione – ho sognato di vedere i bombardieri nel cielo che sopra la nostra nazione si trasformavano in farfalle  – scritto da Joni Mitchell, che non prese parte alla tre giorni di pace e musica, ed incluso nel disco Déjà Vu, il primo album pubblicato dal gruppo insieme a Neil Young nel 1970. Il tema dell’antimilitarismo ricorre anche nella successiva e diretta Military Madness, la canzone contro la guerra in cui Graham Nash scrive e canta della “follia dei militari che uccide il nostro paese”.

csn-002.jpg

Dopo che lo stesso Nash ha evidenziato la bellezza della cavea dell’auditorium, “un posto favoloso dove poter suonare musica“, arriva Long Time Gone, il pezzo firmato da Crosby che compare nel primo album del trio, Crosby, Stills & Nash, pubblicato nel 1969. E’ una canzone ispirata dall’omicidio di Robert Kennedy e la leggenda racconta che venne fuori di getto proprio nella notte del 6 giugno 1968, quella che spezzò ancora una volta le promesse e le speranze per un mondo migliore. Nell’esecuzione dal vivo che ascoltiamo al Parco della Musica, apprezziamo la splendida voce di Crosby e la chitarra tagliente di Stills. Cantata dallo stesso Stills, arriva la sua Bluebird, quella che molti ritengono la miglior canzone del repertorio dei Buffalo Springfield, seguita dalla suadente Marrakesh Express (ancora da Crosby, Stills & Nash), scritta e cantata da un Nash in grande spolvero.
E’ la volta di Southern Cross: firmato dai fratelli Curtis insieme a Stills, questo pezzo compare in Daylight Again, il quarto album di inediti di CS &N pubblicato nel 1982 . Torna al microfono Graham Nash, il quale sottolinea di “essere abbastanza vecchio per sapere che milioni di persone sono state uccise in nome della religione, non importa di quale religione si tratti“: è questa l’introduzione che precede la sua accorata preghiera In Your Name, ultima traccia del suo cofanetto Reflections, pubblicato all’inizio del 2009. Viene omaggiato anche il talento compositivo di Neil Young con la ballata dal sapore country Long May You Run, tratta dall’omonimo album di Neil Young e Stephen Stills. Lunghissima ed intensa, arriva Dèjà Vu, la bellissima canzone scritta da Crosby che dà il titolo al disco del 1970.
In questa esecuzione live, molto slow, oltre alla magnifica voce di Crosby e alla superba chitarra di Stills, abbiamo modo di apprezzare le capacità e il talento dei musicisti che accompagnano il trio in tour: infatti, in questa suite infinita sono ritagliati degli spazi appositi dentro i quali ogni componente della band può mettersi in grande evidenza. Al termine del pezzo, è Graham Nash che presenta la band: Todd  Caldwell (organo), James Raymond (piano e tastiere),  Robert Glaub (“l’ancora del gruppo“, al basso), e Joe Vitale (da 30 anni alla batteria con CS & N).

20171.jpg

Segue, anch’esso molto slow e avvolgente, Wooden Ships, un pezzo notevolissimo scritto verso la fine degli anni sessanta a bordo della nave di Crosby, che compose la musica, mentre a Stills e Paul Kantner dei Jefferson Airplaine si deve la maggior parte delle parole. Questo brano è incluso, oltre che in  Crosby, Stills & Nash, anche in Volunteers, l’album che i Jefferson Airplane pubblicarono nello stesso anno, ma le due versioni della canzone differiscono sia negli accordi che nella melodia. Siamo arrivati alle 22.05: dopo un’ora di un concerto che ha già conquistato la folla di appassionatissimi che gremisce la cavea in ogni settore, è il momento di un break di 15 minuti. I musicisti lasciano il palco.

Alle 22.20 comincia la seconda parte dello show, caratterizzata principalmente da pezzi arrangiati in chiave acustica. Helplessly Hoping (Crosby, Stills & Nash) è una canzone scritta da Stills, una dichiarazione di amicizia per i suoi compagni di strada: they are one person: they are too alone, they are three together: they are for each other.
E’ tempo di snocciolare, con classe, dolcezza e magica armonia tra la voci, le reinterpretazioni dei classici altrui, le canzoni che sono fortemente accreditate per essere incluse nel disco di cover che, si dice, dovrebbe uscire entro la fine dell’anno: “penso che a tutti quanti, in ogni parte del mondo, piacciano i Beatles“, dice Nash prima che venga eseguita Norwegian Wood, la canzone scritta da John Lennon e facente parte dell’album dei Beatles Rubber Soul pubblicato nel 1965. Segue una magnifica Midnight Rider, un pezzo degli Allman Brothers che utilizza i classici temi blues della disperazione, della determinazione e della fuga.
Grande rispetto per Bob Dylan“, dice Nash, e davvero con estrema considerazione viene maneggiata Girl from the North Country, gemma dello splendido Freewheelin’ Bob Dylan (1963) e di Nashville Skyline (1969), dove il cantautore di Duluth si propone in un duetto indimenticabile con Johnny Cash. Anche il pubblico è protagonista in Ruby Tuesday, la cover degli Stones eseguita alla perfezione e della quale gli spettatori cantano il ritornello. Stephen Stills lascia il palco per i brani successivi, Crosby e Nash propongono una magnifica versione acustica di Delta e, per Cathedral, suggestiva ed infinita, torna in scena la band e successivamente lo stesso Stills, giusto il tempo per dire la sua (e come!) con l’ennesima chitarra.
Nash torna a parlare con il pubblico e sottolinea che la canzone successiva è dedicata a Stefano Frollano e Francesco Lucarelli, due musicisti italiani che amano visceralmente il trio e lo seguono da tanto tempo e con grande passione. Arriva la divertentissima, scanzonata, “beatlesiana” Our House, la canzone scritta e cantata da Nash che è una delle tracce di punta di Déjà Vu. Qualcuno dal pubblico richiede Woodstock e Nash, sorridendo, ribatte prontamente “Ehi, te la sei persa, l’abbiamo già suonata!“.

csn-017.jpg

Arriva un’altra cover, la bellissima ed intensa Behind Blue Eyes, firmata da Pete Townshend ed inclusa in Who’s Next, l’album che gli Who pubblicarono nel 1971 e del quale consigliamo caldamente l’ascolto. Una travolgente Almost Cut My Hair (ancora da  Déjà Vu), con un Crosby a dir poco eccezionale alle leading vocals, chiude il set alle 23.25.

Tutti vogliono i bis e i tre non si sottraggono certo al rituale. Con le luci accese e con gli spettatori del parterre che si sono avvicinati al palco e quelli della tribuna tutti in piedi, arrivano i superclassici Love the One You’re With (firmata da Stills) e Teach Your Children, scritta da Nash quando era ancora un membro degli Hollies, ma mai realizzata da quel gruppo, una delle canzoni più note di CSN & Y, inclusa nel disco Déjà Vu.
Alle 23.35, Crosby, Stills e Nash ci mandano a casa.
Certo, gli anni si fanno si sentire e gli acciacchi pure (in particolare, Stills ci è apparso claudicante e l’amplificazione, spesso, restituiva impietosamente il suono della sua voce “filtrata” dalla dentiera), ma il cantato di Crosby è rimasto intatto e splendido, le chitarre di Stills suonano che è una meraviglia, Nash è sempre un gran maestro di cerimonie e di armonia. Nell’anno di grazia 2010, CS & N sono ancora capaci di regalare magie e di incantare il pubblico. Grazie!

Giovanni Berti

© riproduzione riservata

[youtube:http://www.youtube.com/watch?v=az9Az6S1nus&autoplay=0 480 385]

Visita la nostra pagina di Facebook

1 commento

  1. che emozione!!!!!!!!!!!
    un bellissimo concerto che è andato oltre le mie aspettative.
    è vero i tre, soprattutto stills, risentono dell’avanzare degli anni ma bastava chiudere gli occhi per capire che la chitarra di stills è sempre la stessa che nash è sempre un grande cantante e che la voce di crosby è ancora bellissima.
    che dire di più come dici tu Giovanni la scorsa sera ci hanno regalato una serata magica e forse irripetibile.

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome