Home AMBIENTE Comitato per Via Gradoli: “i residenti esasperati minacciano azioni eclatanti”

Comitato per Via Gradoli: “i residenti esasperati minacciano azioni eclatanti”

“Il 7 giugno quattro volanti sono intervenute in Via Gradoli per sedare una lite causata dalle minacce rivolte da alcuni stranieri a cittadini infastiditi dagli schiamazzi. Permane il degrado: non sono state rimosse le bombole GPL dai seminterrati, sono ripresi barbecue e discoteche estive, continua la locazione dei cubicoli oggetto dell’ordinanza di sgombero del 65; infine sono comparsi nuovi trans. Gli abitanti della via, insofferenti ed esasperati, minacciano azioni eclatanti.”

A dichiararlo è il Comitato per l’Ordine e la Tutela di via Gradoli  dal quale abbiamo ricevuto e pubblichiamo un comunicato stampa  nel cui prosieguo si spiega che “le indagini svolte nel tempo dal Comitato stesso non hanno alcun secondo fine se non quello di sollecitare l’amministrazione a intervenire per risanare la strada”.
La nota continua quindi elencando “I misteri della via: vecchi e nuovi misteri avvolgono edifici già coinvolti nei casi Moro, fondi neri del Sisde e Marrazzo. Tra i primi, sono stati evidenziati i legami tra Vincenzo Parisi (ex capo del Sisde e della Polizia, proprietario di 5 immobili ai civici 96 e 75) e il suo fiduciario, Domenico Catracchia, a oggi ancora proprietario di numerose unità immobiliari nella via; questi, nel 1994, fu oggetto di un procedimento, poi archiviato, volto ad accertare la responsabilità penale quale organizzatore di una agenzia per il favoreggiamento di immigrazione clandestina. Nelle perquisizioni fu rinvenuta un’agenda contenente nomi di proprietari occulti di appartamenti, società immobiliari, rendiconti, nominativi di funzionari di polizia e di magistrati.”

“Con riferimento a oggi – incalza la nota – svelato quello relativo alla proprietà della casa di Natalì, si è accertato che la proprietà di un altro appartamento del 96, già occupato da trans, è riconducibile, mediante una concatenazione di srl, alla società lussemburghese Esquiline s.a.; il revisore dei conti è stato Achille Severgnini (già consigliere della Magiste International), l’amministratore è Marco Sterzi; il capitale sociale è costituito da 16.000 azioni, tutte della fiduciaria milanese SER-FID spa, salvo una di Sterzi. Infine è comparso nelle cronache Gennaro Mockbel; la sorella Lucia nel 1978 abitò in Via Gradoli 96 in un appartamento contiguo a quello delle BR e datole in comodato da una società del Sisde. La ragazza era informatrice del commissario Elio Cioppa, iscritto alla P2.”

Il Comitato per via Gradoli chiude infine il suo comunicato ponendo queste domande: “Guido Severgnini, fondatore dello studio commercialista, aveva quale collega Michele Sindona? Quale rapporto intercorre tra Achille ed Ernesto Severgnini? Per conto di chi la SER-FID spa controlla l’Esquiline s.a.? E’  vero che Catracchia fu difeso da Antonio Juvara, massone iscritto alla Loggia “Trionfo Ligure” aderente al Grande Oriente d’Italia, e che questi ottenne la restituzione dei documenti sequestrati e la repentina archiviazione del procedimento giudiziario?  E’ vero che Lucia Mockbel è sposata con Giancarlo Scarozza, figlio di Maria Antonietta Finocchi, e che è parente di Michele Finocchi, ex capo di gabinetto del Sisde, indagato per l’omicidio Alberica Filo Della Torre? L”Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna ha ancora interessi nella via?”

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5 COMMENTI

  1. Giacomini ha già da tempo smesso anche di rispondere alle e-mail sull’argomento. Forse se tutti mandassero almeno un messaggio chiedendo spiegazioni e risultati, si renderebbe conto che il problema non è stato risolto dall’installazione delle telecamere.

  2. Non attendiamoci risposte dal presidente Giacomini: non é un interlocutore credibile. Bisogna sperare che esistano anche altri giornalisti liberi che possano
    diffondere tali informazioni, affinché fischino le orecchie a qualcuno molto più in alto.

    Lucio Maria Frizzoni

  3. Segnalo al Sig.Lucio Maria Frizzoni: Domenico Catracchia è proprietario di numerose unità immobiliari in Via Raffaele Stasi(Condominio 38); i “cubicoli” sono affittati in nero per periodi anche minimi di 2 notti del genere “bed” senza “breakfast”, tale illecità attività è “gestita” in loco attraverso interposte persone e con la connivenza del servizio di portineria e dell’amministrazione condominiale.L’ultima assemblea condominiale del 9 Giugno non ha raggiunto la maggioranza prevista e quindi nulla:all’ordine del giorno lavori straordinari improrogabili per mettere in sicurezza diversi balconi che si stanno letteralmente sbiciolando; invito a leggere il mio commento relativo a Via Oriolo Romano.
    Il Sig.Giacomini in risposta ad una mia mail testualmente riferisce che sul tavolo del Prefetto giace una richiesta di azione congiunta delle forze dell’ordine per intervenire in Via Pirzio Biroli e in Via Stasi e che detta è ferma. I motivi? imperscrutabili!!!!!! L’illegalità ormai regna sovrana ed il rischio è l’assuefazione, per ora, ma ricordo che l’omissione di atti d’ufficio è reato e che la sua conoscenza ne impone la denuncia.
    Un suggerimento all’Agenzia delle Entrate competente per territorio:monitorare i consumi di luce acqua e gas; il dato metterebbe in evidenza che circa il 50% dei consumi sono eccedenti rispetto alle esigenze e che quindi l’eccedenza è da attribuire agli irregolari domiciliati a vario titolo; che si facciano un giretto dopo le 21 in Via Biroli e in Via Stasi per “contare” le auto e moto in sosta il numero delle quali è decisamente sproporzionato rispetto al numero dei residenti e domiciliati regolari.
    Una proposta: non disperdiamoci in vari comitati di strada, il problema è comune e deve essere risolto, allertiamo i media tutti, tassiamoci per realizzare un servizio filmato e documentato da portare a conoscenza di tutto il quartiere, ma per cortesia non facciamoci ancora prendere in giro dalle istituzioni del XX Municipio.

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