Home AMBIENTE Ponte Milvio sopra e sotto: in alto l’happy hour, in basso il...

Ponte Milvio sopra e sotto: in alto l’happy hour, in basso il degrado

scala.jpgOgni sera a Ponte Milvio centinaia di giovani trascorrono qualche “ora felice” tra drinks e salatini; si tratta di una moda molto diffusa anche se non molto apprezzata dai residenti per le conseguenze sul traffico e l’inquinamento acustico. Questo è quello che accade “sopra”, sulla Piazza. VignaClaraBlog.it è andato invece a vedere cosa succede “sotto” la superficie di Ponte Milvio.

L’ happy-hour è una usanza importata dai paesi anglosassoni dove chi esce dal lavoro si ferma brevemente in locali dove vengono servite bevande analcoliche e stuzzichini a prezzi leggermente scontati. In Italia questa usanza si è rapidamente diffusa anche se con diverse modalità: ci si ferma nei locali molto di più e fra pizzette e bevande si trascorre il fine pomeriggio fino a sera inoltrata. Piazza di Ponte Milvio è diventata un sito cult del mondo giovanile romano, dipinto e rappresentato anche in tanti film da cassetta non necessita di ulteriori descrizioni. Noi siamo andati invece a dare una occhiata sotto la superficie della piazza, sempre in orario “happy” e per farlo ci è stato sufficiente scendere la scala in marmo che porta sulla sponda del Tevere. La situazione appare subito decisamente drammatica: rifiuti, sporcizia e degrado.

[GALLERY=787]

Qualcuno potrà obiettare che a portare i rifiuti sia stata la recente piena del fiume: potrebbe darsi ma in genere le piene i rifiuti se li portano via lasciando sabbia e detriti. E poi non si è mai sentito dire che le acque tumultuose imbrattino i muri: dei bei marmi bianchi che proteggono gli argini non si è salvato neppure un centimetro quadrato. Writers e graffittari hanno compiuto un vero e proprio scempio lordando di nomi e segni incomprensibili il travertino.
Muovendosi in direzione della Torretta Valadier si cammina su di un tappeto di rifiuti costituito prevalentemente da bottiglie di birra, cocci e frammenti di bicchieri di plastica. Evidentemente i giovani, in preda all’ebbrezza dell’ora felice, dimenticano che esistono cestini e cassonetti preferendo abbandonare, alla sponda del fiume, l’origine di tanta serenità. Tra la sabbia del fiume e i detriti portati dalle correnti c’è di tutto: vetro, ferro, plastica e calcinacci.

[GALLERY=788]

Proseguendo verso ponte Flaminio si cammina su sabbia molliccia e una vegetazione degna di una foresta amazzonica; prima del ponte ci sono le strutture del contestatissimo “Villa Bau Village” (la sua realizzazione provocò l’indignata reazione degli ambientalisti che lamentavano la sparizione del Parco Fluviale esistente in quel tratto di fiume). Le strutture dismesse sono forse in attesa di una nuova stagione estiva: certo che la piscina per i cani poteva forse essere svuotata se non altro per non favorire ulteriormente la diffusione di aedes alpopictus (la famigerata zanzara tigre).
Se si cammina in direzione di Ponte Duca d’Aosta la situazione migliora di poco e solo perché ci si allontana dal centro della “movida”; sotto le arcate alcuni clochards si tagliano i capelli e fanno abluzioni come se si trattasse della riva del Gange. Anche qui i marmi dell’ardito ponte sono stati imbrattati di scritte con una prevalenza sul tema sportivo: e pensare che solo qualche anno fa il bianco travertino fu pulito con una lunga opera realizzata con i soldi del contribuente (in altre parole con i soldi nostri).

[GALLERY=789]

Lasciamo le rive del fiume dopo un’ora di vera tristezza (altro che happy): sulle sponde sostano tristemente alcuni germani reali. Forse anche loro rimpiangono il parco fluviale.

Francesco Gargaglia

*** riproduzione riservata ***
Visita la nostra pagina di Facebook

1 commento

  1. grazie signor Gargaglia per l’articolo. a me fa tristezza vedere quotidianamente questa porcheria ma sembra che non interessi nessuno.

    chissà dove sono tutti i furboni che un anno fa dicevano: meglio villa bau che il degrado. o il degrado va bene da ottobre a maggio?

    ma vedrà la pulizia sarà fatta…. giusto prima di transennare tutto ad uso dei concessionari privati.

    mentre tutto cade a pezzi nell’ex parco fluviale, solo la transenna che impedisce la discesa alle sponde è stata resa invalicabile. fissata, cementata, a protezione del nulla. è miio è tutto miio voi nun passate. e intanto cade a pezzi.

    speriamo si possa rifare il parco fluviale ma ci credo poco

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome