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Roma – Cabine telefoniche, il momento dell’addio

cabine-telefoniche.jpgSono poche e molte di esse in totale abbandono, ma presto scompariranno per sempre. Parliamo delle cabine telefoniche che solo fino a dieci anni fa, quando la telefonia mobile non era così diffusa, erano utilizzatissime. Ma ora i vecchi gettoni e le carte telefoniche sono solo ricordi lontani. E forse le nuove generazioni non sapranno neppure mai dell’esistenza delle storiche cabine telefoniche.

Telecom Italia S.p.A. ha infatti deciso di lanciare nel 2010 una vera e propria campagna di rottamazione in seguito alla quale l’Agcom, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ha condotto un’indagine conoscitiva finalizzata all’acquisizione di informazioni dettagliate riguardo alla regolamentazione del servizio di Telefonia Pubblica. L’indagine ha confermato la forte riduzione del numero di chiamate e dei volumi di traffico da postazioni telefoniche pubbliche; dato che non riguarda solo l’Italia, ma anche gli altri Paesi comunitari.

Con la delibera n. 31/10/Cons, l’Autorità ha così dato il via libera alla Telecom che ha chiesto la revisione dei criteri relativi alla distribuzione sul territorio nazionale delle postazioni telefoniche pubbliche. Secondo quanto evidenziato dal maggiore operatore di telefonia nazionale, le cabine telefoniche funzionanti sul territorio italiano sono caratterizzate da livelli di utilizzo giornalieri estremamente bassi. I dati inviati all’Agcom parlano di appena due chiamate al giorno per il 27 per cento di esse e di circa meno di tre chiamate per il 54 per cento.

Per ogni anno potranno essere rimosse un numero massimo di 30mila postazioni telefoniche pubbliche. Il Garante ha però anche chiesto alla Telecom di attivarsi affinché un eventuale malfunzionamento delle postazioni telefoniche, segnalato dai cittadini, venga rilevato e risolto tempestivamente. Telecom, inoltre, dovrà rimuovere tutte quelle cabine ormai inattive, ossia senza linea telefonica. Non spariranno le cabine telefoniche poste nelle scuole, nei luoghi di lavoro, negli uffici della pubblica amministrazione e dove è proibito l’uso del telefono mobile.

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Ma se i cittadini e gli enti interessati vorranno “salvare” le cabine telefoniche a cui sono più affezionati o che ritengono ancora di particolare utilità, potranno farlo. Telecom, infatti, dovrà apporre due mesi prima di procedere alla demolizione, un cartello con su scritto “Questa cabina sarà rimossa il giorno…,” con la data della rimozione, un numero di telefono gratuito e un indirizzo e-mail (cabinatelefonica@agcom.it) da contattare, entro 30 giorni, per chiedere che la cabina telefonica in questione venga lasciata in attività.

Sebbene forse non più così numerose, anche il quadrante Nord di Roma ha le sue cabine telefoniche, alcune di esse, a dire il vero, in totale abbandono. Ci sono delle postazioni telefoniche pubbliche che noi cittadini vorremmo “salvare” o di cui vorremmo il ripristino della piena funzionalità o, ancora, di cui vorremmo chiedere la rimozione? Possiamo avere un ruolo attivo, perché perdere l’occasione.

Stefania Giudice

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1 commento

  1. quella di piazza jacini l’hanno tolta senza nessun avviso e tra l’altro hanno lasciato l’asfalto in uno stato pietoso per coprire il buco.

    sinceramente la cabina era comoda mica hanno tutti il cellulare.

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