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Ara Pacis, ecco il progetto del Campidoglio: via il muretto, poi un sottopasso ed un’area pedonale

Riqualificazione di piazza Augusto Imperatore e pedonalizzazione dell’area che va dalla stessa piazza al Tevere con un parco. In più traffico decongestionato con un sottopasso che conduce a due parcheggi. Tutto questo sarà ottenuto abbattendo il muretto che separa l’Ara Pacis dal Lungotevere. Ad annunciare questo nuovo progetto il sindaco Gianni Alemanno nell’Auditorium dell’Ara Pacis alla presenza del sovrintendente ai Beni culturali, Umberto Broccoli, del sottosegretario Francesco Giro e dell’architetto Richard Meier.

“Mettiamo insieme la riqualificazione di piazza Augusto Imperatore, la modifica della Teca di Meier e il sottopasso che permetterà di pedonalizzare un ampio tratto di Lungotevere. Così creiamo una grande zona verde che ci permette di avere un grande contesto in cui insistono opere d’arte diverse, risolviamo in maniera positiva una parte importante della città e contribuiamo alla pedonalizzazione di Roma” ha spiegato Alemanno.

Nel corso della conferenza stampa è stato spiegato che la tecnica di costruzione del sottopasso non prevede lo scavo a cielo aperto ma la realizzazione prima della copertura in cemento armato e solo successivamente dello scavo della galleria. Il progetto costerà circa 20 milioni di euro da sommare ai 17 per i lavori di piazza Augusto. Da quantificare ancora quelli necessari per la risistemazione dell’Ara Pacis.
Per quanto riguarda i tempi, il sindaco Alemanno ha dichiarato che si può puntare “a fare tutto in diciotto mesi o al massimo entro la consiliatura. Abbiamo la possibilità di lavorare rapidamente per il sottopasso e sulla riqualificazione di piazza Augusto Imperatore, dove il progetto è già partito se ci muoviamo velocemente dal punto di vista burocratico, nel corso della consiliatura possiamo completare l’opera e, tra l’altro, con la realizzazione del parcheggio possiamo fare in larga parte tutta l’opera in project financing”. Accennando poi alle forti critiche mosse al progetto originale della Teca, psoprattutto nel corso della campagna elettorale (leggi qui) che nel 2008 lo ha portato al seggio di primo cittadino,  Alemanno ci ha tenuto a precisare che  più volte ha dichiarato che “la scelta di collocare l’opera di Meier in quel contesto era per me una scelta sbagliata e non la avrei fatta. Ora creiamo un contesto più armonico, più equilibrato e quindi anche l’aspetto più duro di contrasto di stili si risolve”.

 foto tratta dal blog ufficiale di Gianni Alemanno

Il progetto, nel suo insieme – compreso cioè quanto riguarda in particolare la Teca –  ha ottenuto il consenso di Richard Meier che ha definito “superba” l’idea di eliminare il muro per creare uno spazio pedonale. “Penso si tratta di un progetto meraviglioso. Sarei stato felice di presentarlo anch’io se solo avessi potuto e pensato che un giorno la viabilità del lungotevere si fosse potuta spostare sotto terra” ha dichiarato. L’idea originaria di Meier era infatti basata sul presupposto che il traffico del Lungotevere dovesse passare in superficie e da ciò aveva preso lo spunto la costruzione del muro divisorio tra l’Ara Pacis e le due chiese di fronte al Mausoleo.

Subito a valle dell’annuncio non sono mancate le voci critiche. Fra tutte, si è levata forte quella di Ileana Argentin, già consigliere comunale a Roma nell’ultima amministrazione Veltroni ed ora deputata PD. “Con l’abbattimento del muretto esterno della teca progettata da Meier a protezione dell’Ara Pacis il sindaco Alemanno mette a segno la soluzione di un problema per lui tutto ideologico che, dopo due anni di febbrile lavoro dei suoi uffici, gli consentira’ probabilmente di fare sogni piu’ tranquilli – ha dichiarato Agentin affermando poi di non sapere a cosa si riferisca il sindaco “quando parla di una scelta che ‘supera contraddizioni e polemiche’ perche’ l’ossessione della destra sull’Ara Pacis non riguarda certamente, ne siamo sicuri, i romani che si aspettano invece un impegno concreto per abbattere altri significativi muri che riguardano l’esclusione ed il disagio sociale, le politiche per la casa, l’integrazione ed un progetto per la Capitale che stenta ancora a venire fuori”. (red/cc)

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