Home ARTE E CULTURA Cassia – C’è il commissario Maigret sul palco dello Stabile del Giallo

Cassia – C’è il commissario Maigret sul palco dello Stabile del Giallo

stabile.jpgE’ in scena fino al 4 aprile al Teatro Stabile del Giallo di Via al Sesto Miglio, 78 lo spettacolo Maigret al Liberty Bar, adattamento del romanzo di Georges Simenon con protagonista il celeberrimo commissario della polizia giudiziaria di Parigi in trasferta sulla Costa Azzurra per un caso di omicidio che, nelle intenzioni dei suoi superiori, non deve suscitare scandali. La regia è curata da Raffaele Castria, direttore artistico del teatro da 10 anni.

Entriamo nell’edificio del teatro e subito veniamo colpiti dall’atmosfera intima e rilassata che regna nel foyer, alle cui pareti sono affisse le foto di scena e le locandine degli spettacoli. Al botteghino ci viene consegnato il “questionario giallo”, cinque domande che mettono alla prova la nostra conoscenza di film, telefilm e romanzi gialli e che consentiranno alla persona che risponde esattamente di vincere un “simpatico premio”. Facciamo il nostro ingresso in sala, 100 posti, e ci accomodiamo. Si spengono le luci, si apre il sipario.

Il commissario Maigret viene spedito dai suoi superiori in trasferta sulla Costa Azzurra per indagare su un caso di omicidio che sta sollevando un polverone e una ridda di ipotesi inverosimili sui giornali (gli viene ordinato, e lui lo ripete spesso: “soprattutto niente scandali!”). Così, il celebre poliziotto si trova catapultato, non nella Cannes sfolgorante dei panfili, delle ville lussuose e dei casinò, ma in un sordido bar, la cui atmosfera equivoca e lasciva simenon.jpglo assorbe totalmente (d’altronde, immergersi nella realtà del luogo in cui la vittima viveva ed operava costituisce il “metodo Maigret”, una caratterizzazione che ricorre in tutti i romanzi e i racconti che lo vedono protagonista ). Maigret non sa che pesci prendere, il caldo dell’estate e soprattutto il “microclima” del bar lo stordiscono, il suo intuito non funziona. La proprietaria è una alcoolizzata malata, indifesa e ciarliera, che ha accolto una giovane e conturbante ragazza che fa la vita negli alberghi ad ore della zona del porto. Non ci sono clienti, ma soltanto pochissimi “amici”, che frequentano il bar per isolarsi dal mondo, dimenticare se stessi e sbronzarsi. Uno straniero, seduto ad un tavolo, non parla mai limitandosi a suonare la chitarra. La polizia locale è goffa e brancola nel buio. Riuscirà Maigret a risolvere il caso? A far tacere lo scandalo?

Bella ed evocativa la scenografia, bravi gli attori e le attrici. Una particolare menzione per Antonio Palumbo (un Maigret ironico ed irruento) e per il chitarrista Paolo Rainaldi che arricchisce la messa in scena con un commento musicale molto suggestivo. L’adattamento teatrale è efficace e fedele al testo del romanzo.

Alla fine dello spettacolo, il regista e direttore artistico Raffaele Castria premia il vincitore (anzi, la coppia di vincitori) che ha risposto esattamente a tutte e cinque le domande del “questionario giallo”, che (debitamente o indebitamente compilato) era stato consegnato al personale nell’intervallo tra il primo e il secondo tempo. Viene così attribuito, com’è consuetudine, Il “simpatico premio”, ossia una bottiglia di vino bianco dal “sapore vagamente arsenicato” e da servire “a temperatura glaciale”, come recita ironicamente l’etichetta appositamente stampata per il Teatro. Dopo aver esortato il pubblico a parlare dello spettacolo agli amici (“senza rivelare il finale, naturalmente!”), Castria ha invitato gli spettatori a mangiare e bere qualcosa insieme al cast nel foyer del teatro: un’altra tradizione di questo peculiare teatro, che con costanza e impegno mette in scena  i maestri di questo genere così appassionante e amato dal pubblico di tutte le età.

Maigret al Liberty Bar sarà in scena, come dicevamo all’inizio, fino al 4 aprile, mentre dal 17 aprile al 16 Maggio il programma prevede Nella mia fine è il mio principio, l’adattamento teatrale dell’omonimo romanzo di Agatha Christie.
Benvenuti allo Stabile del Giallo, dove l’ospitalità e il delitto sono di casa.

Giovanni Berti

*** riproduzione riservata ***

 

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