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Stadio Flaminio: sconfitta di misura e grande festa per l’Italia del rugby contro gli Inglesi

Spalti gremiti e spettatori entusiasti per l’esordio allo Stadio Flaminio della nazionale italiana di rugby, impegnata nella seconda giornata del prestigioso torneo internazionale del 6 Nazioni contro la temibile Inghilterra. Alla fine, gli azzurri, pur rimanendo in partita per tutti gli ottanta minuti, sono usciti dal campo sconfitti di misura (12 – 17) da avversari apparsi opachi rispetto al primo incontro contro il Galles.

Prima di entrare nello stadio, respiriamo già un’aria di festa nella zona del Flaminio. I pullman scaricano decine di piccoli e grandi rugbysti venuti da tutta Italia per assistere alla partita, molti si sono dipinti il tricolore sulle guance, altri si sono comprati una cresta con i colori  nazionali o improbabili copricapi e li sfoggiano sulla testa con il sorriso sulle labbra. I tifosi inglesi, compassati e pacifici, indossano con disinvoltura le magliette della loro nazionale, tese allo spasimo su ventri prominenti data l’affezione tipicamente british per le pinte. Qualcuno è vestito come Sherlock Holmes. C’è una confusione bella e rilassante tra viale Tiziano e via De Coubertin, l’aria della domenica è condita, è vivificata, è purificata da un sano agonismo, dalla voglia viscerale di supportare la propria squadra, dal desiderio di sentirsi in sintonia con il lato migliore della vita.

Varchiamo il cancello 14 della curva sud e, un’ora prima dell’inizio del match, facciamo il nostro ingresso nello stadio, la cui capienza per l’occasione è stata aumentata e portata a 32.984 posti a sedere grazie all’allestimento di strutture provvisorie nelle due curve e (da quest’anno) nella tribuna scoperta. Prendiamo posto, siamo molto vicini alla tribuna coperta, con una buona prospettiva sul campo. Sotto di noi, in un angolo del campo, notiamo Sergio Parisse, il nostro capitano infortunato, che parla con Cristina Fantoni ai microfoni de LA7. Ai due, quasi subito, si unisce Nick Mallett, allenatore della nazionale azzurra dalla fine del 2007.

Gli spalti si riempiono, traboccano di folla festante, la lingua di Dante e quella di Shakespeare (quella di Alvaro Amici e di Benny Hill) si fondono in un brusio armonico e piacevole. Gli spettatori sono pacificamente mischiati sugli spalti. Gli inglesi vincono la singolare gara della “corsa alla toilette” per la ragione precedentemente indicata. Il tempo passa serenamente mentre le due squadre ultimano il riscaldamento sul terreno di gioco.

Lo speaker dello stadio riscalda l’ambiente invitando gli spettatori del Flaminio a far sentire la propria voce. Sullo schermo passa uno spot divertentissimo nel quale i giocatori della nazionale azzurra sono alle prese con salumi ed insaccati. Mancano ormai venti minuti e sul campo entra la Banda del Corpo di Polizia Penitenziaria con i suoi sessanta elementi. Le giovanissime leve delle società laziali di rugby formano sul terreno di gioco una palla ovale tricolore. Gli altoparlanti diffondono Six Together,  l’inno ufficiale del Sei Nazioni, che ci sembra una brutta copia di un brano malriuscito di Morricone.

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Bandiere sul campo, i giocatori entrano e si dispongono su due file ordinate. E’ il momento degli inni nazionali. Tutti si alzano in piedi. God save the queen è accorato. Applausi per gli avversari. La tribuna scoperta diventa un gigantesco tricolore: è il momento dell’inno di Mameli, cantato da tutti, emozionante, vibrante. Una signora inglese con una rosa rossa in mano guarda rapita tre piccoli rugbysti di Ascoli che cantano l’inno in modo impeccabile sotto il nostro posto.

Inizia l’incontro. Entrambe le squadre nei primi minuti mostrano un bel gioco veloce. L’Inghilterra sfiora la meta, evitata per un pelo dalla difesa azzurra, e passa in vantaggio al 9′ con un calcio piazzato di Wilkinson (0-3) al quale replica immediatamente l’Itala con una punizione di Mirco Bergamasco (3-3). Gli inglesi si addormentano, l’Italia si fa sotto con coraggio. Il fenomeno Armitage crea lo scompiglio tra la difesa azzurra ma i difensori sono ben organizzati ed i placcaggi puliti. Anche la fiammata azzurra sembra perdere di intensità, il gioco diventa frammentato e meno bello a vedersi. Tuttavia, con un altra punizione di Mirco, l’Italia passa in vantaggio (6-3) quando sono passati 36′. Prima che il tempo finisca, Wilkinson si ricorda di essere Wilkinson (alla fine sbaglierà ben tre piazzati su sei tentativi, cosa inusuale per un “cecchino” della sua levatura) e riporta le squadre in parità (6-6). Si va al riposo. E’ un incontro che si può vincere, l’Inghilterra (mai battuta dagli azzurri) oggi sembra alla nostra portata. Comincia il secondo tempo e gli inglesi ci gelano dopo 5′ con una bella meta frutto di un’azione veloce (6-11) ma sbagliano la successiva trasformazione.

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In difesa gli azzurri continuano a giocar bene, in avanti non sembrano avere idee e non trovano sbocchi. Al 22′ Wilkinson trasforma un altro piazzato e gli inglesi si portano avanti di 8 lunghezze (6-14). Due piazzati di Mirco Bergamasco rimettono in discussione il risultato: quando mancano due minuti alla fine l’Italia è sotto di due punti (12-14). Gli inglesi narcotizzano il gioco, lo spezzettano, all’Italia servirebbe una meta che alla fine non arriva. Arriva invece il drop vincente di Wilkinson che fissa il risultato sul 12 a 17. L’ Italia è sconfitta ma esce a testa alta. La festa continua. Applausi per gli avversari e per la nostra nazionale. Grandi applausi per Alessandro Zanni, eletto man of  the match.

Si torna a casa: il rugby ha dimostrato ancora una volta che un verace agonismo può andare a braccetto con la sportività e il fair play.

Negli altri due incontri, il Galles ha superato un’ottima Scozia (31 – 24) in una partita rocambolesca e una Francia strepitosa ha stravinto contro i campioni in carica dell’Irlanda (33 – 10). L’Italia tornerà al Flaminio sabato 27 febbraio contro la Scozia (inizio ore 14.30).

Giovanni Berti 

RBS Six Nations 2010: classifica dopo la seconda giornata
1) FRANCIA                     4 punti  2  0  0  51 19
2) INGHILTERRA           4 punti  2  0  0  47 29
3) IRLANDA                     2 punti  1  0  1  39 44
4) GALLES                      2 punti  1  0  1  48 54
5) SCOZIA                       0 punti   0  0  2  33 49
6) ITALIA                          0 punti   0  0  2  23 46

 Calendario della terza giornata:
Venerdì 26/2 ore 21.00 GALLES – FRANCIA Millennium Stadium
Sabato 27/2 ore 14.30 ITALIA – SCOZIA Stadio Flaminio
Sabato 27/2 ore 17.00 INGHILTERRA – IRLANDA Twickenham

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