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Collina Fleming all’avanguardia nella lotta ai tumori al seno

111jpg.jpgUno strumento di ultima generazione specializzato nella diagnosi del tumore al seno a Roma nord, nel quartiere Collina Fleming. Si tratta di un macchinario in grado di effettuare la “mammografia tridimensionale”, tecnologia che promette migliori risultati rispetto alle tecnologie già in uso. Grazie a questo tipo di strumento,infatti, sarebbe possibile individuare anche in fase precocissima tumori difficilmente visibili con le altre tecniche mammografiche.

Il recente acquisto di questo macchinario da parte della clinica Paideia ubicata a Collina Fleming, pone la Capitale come città all’avanguardia nel settore oncologico e come punto di riferimento nella lotta al cancro alla mammella in tutto il centro-sud. Roma va così a raggiungere Torino e Genova come unici luoghi in Italia dove è presente questa innovativa tecnologia, proponendoci come città in continuo aggiornamento scientifico e al passo nella competizione con le altre capitali europee nel settore diagnostico.

Ma cos’ha di così diverso rispetto alle precedenti tecniche questa mammografia tridimensionale? Lo spiega la dottoressa Barbara Pesce, responsabile del Centro di diagnostica Senologica della Clinica Paideia: “La tomosintesi è uno strumento diagnostico che permette di studiare la mammella a strati, scomponendola in tante immagini che poi, sovrapposte, ricostruiscono la figura nella sua completezza. Tutto questo si traduce in un grande vantaggio per i seni difficili da leggere, ad esempio quelli densi, che possono così essere analizzati più specificamente e in dettaglio, svelando lesioni che nell’immagine d’insieme sarebbero altrimenti mascherate. Il risultato è che aumenta l’accuratezza diagnostica, in quanto possono essere individuate lesioni che risulterebbero invisibili con l’esame tradizionale”.

Fino ad ora la mammografia analogica convenzionale e la mammografia digitale a pieno campo erano in grado di mostrare solo la struttura anatomica tridimensionale del seno proiettata su una superficie bidimensionale,ciò rende assai difficile al medico riuscire a diagnosticare correttamente certi tipi di tumori in quanto l’immagine derivante da questi screening può essere poco chiara. Gli inventori dela tomosintesi  promettono di accrescere l’accuratezza e specificità della mammografia e di permettere una migliore differenziazione e classificazione delle diverse tipologie di tumori. Uno dei primi paesi in Europa dove si è sperimentata questa tecnologia è la Germania e la dottoressa Renate Tewaag della Radprax (un gruppo di cliniche private specializzate in radiologia, medicina nucleare e radioterapia ) è stata il primo radiologo in Germania a utilizzare questa nuova tecnologia, che ha dichiarato: “Grazie alla tomosintesi stiamo assistendo a un importante passo in avanti nel campo della mammografia digitale. Questa tecnologia 3D offre notevoli migliorie nell’acquisizione dei dettagli, dando un significativo beneficio sia ai radiologi sia alle pazienti. Noi abbiamo la possibilità di effettuare diagnosi ancora più precise e allo stesso tempo le pazienti si sentono più rassicurate”, ha inoltre aggiunto la dottoressa Tewaag. “La tomosintesi rende la mammografia meno stressante sia per il medico sia per la paziente. Basandosi su una prima analisi, è possibile non dover ricorre a ulteriori esami e interventi con la sicurezza di avere già a disposizione tutte le informazioni. È infatti possibile identificare sin dai primi stadi lesioni nascoste nel denso tessuto ghiandolare”.

Quando si parla di tecniche innovative nell’ambito diagnostico non bisogna mai farsi prendere da facili entusiasmi onde evitare di illudere chi già soffre,ma se questi brillanti risultati dati da questa tecnologia nelle fasi sperimentali verranno confermati anche nell’uso ospedaliero,questa non potrà che essere una buona notizia per tutti. Sapere che a Roma, e per giunta a Collina Fleming, sia presente uno strumento di ultima generazione per la lotta del cancro al seno è una notizia che meritava di essere data è approfondita, in particolar modo alla luce dei dati registrati dalle ultime statistiche che evidenziano come sia un male che colpisce in Italia oltre 40 mila donne all’anno ma che oggi può e deve essere sconfitto grazie alle nuove tecnologie ma soprattutto – come non mancano di ripetere i massimi esperti del settore – con l’arma più efficace in nostro possesso, la prevenzione.

Giorgio Ciocca

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1 commento

  1. ben venga che alla Collina Fleming arrivasse uno strumento del genere ma vorrei che fosse in una struttura pubblica e non in una clinica PRIVATA ed anche molto costosa.

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