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Via Mastrigli – Il Sindaco Alemanno ha firmato l’ordinanza di sgombero

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha firmato l’ordinanza di sgombero del residence di via Mastrigli, 15/C . A riportare la notizia è il Corriere della Sera nell’edizione romana di oggi. Ora alla proprietà restano 60 giorni per fare ricorso contro il provvedimento. Un provvedimento che era stato perentoriamente chiesto dall’ASL Roma-E lo scorso 28 settembre 2009 con una relazione tecnica super partes che qualcuno ebbe pure l’ardire di definire calunniosa.  Ma tant’è, il tempo è galantuomo. Come lo sono tutti coloro che il tempo ha visto coinvolti nel tentativo di risolvere questa triste vicenda.

Per leggere l’articolo del Corriere della Sera a firma Ilaria Sacchettoni è sufficiente cliccare qui.
Dopo l’ordinanza, ora non resta che attendere l’intervento dell’Assessore capitolino all’Ambiente, Fabio De Lillo, per la bonifica e la messa in sicurezza della discarica abusiva interrata, sorta sul terreno circostante il residence nel cuore del Parco dell’Insugherata.

Nel corso della giornata, mentre la notizia rimbalzava sulle Agenzie, Alessandro Sterpa, capogruppo PD del XX Municipio, da noi raggiunto telefonicamente ci ha detto: “Sono contento per la firma di Alemanno sotto l’ordinanza di sgombero, è frutto della battaglia di legalità del PD del Municipio Roma XX. Un grazie particolare al Comitato di Via Mastrigli, persone libere da pregiudizi politici e pronte a mettersi in gioco in prima persona per il proprio quartiere; un grazie al quotidiano VignaClarablog.it che ha sempre tenuto alta l’attenzione sul tema; grazie ad Athos De Luca che ha lottato in Comune come un leone; grazie al XX Gruppo di Polizia Municipale, in particolare ai Funzionari DiVetta e Caroni, esempio di passione e competenza al servizio dei romani; grazie alla Dott.ssa Bordi della Asl Roma E che ha con serena fermezza portato avanti il suo prezioso lavoro; grazie ai colleghi del centrodestra Ariola e Todini per il leale sostegno; grazie ai consiglieri regionali D’Amato e Carapella e grazie al Sindaco Alemanno che comincia a trasformare le parole in atti concreti contro il degrado del Municipio XX. Quando nel 2007 – prosegue Sterpa – come Presidente della Commissione Trasparenza iniziai la nostra battaglia speravo di arrivare alla giornata di oggi, ma non deve finire qui. Sia questo il primo dei tanti residence del territorio sui quali intervenire. Inoltre, occorre adesso operare per riqualificare l’intera area a partire dal residence”
“Ieri – continua Sterpa – ho avuto la notizia di essere all’interno di un gruppo di cittadini ed eletti oggetto di querela da parte della proprietà del residence che chiede 4 milioni di euro di danni. Mi aspetto che a tutti noi il Comune di Roma fornisca la propria difesa legale, senza esitazioni. Non esistono minacce che ci possano fermare: andiamo avanti, a testa alta, nell’interesse esclusivo dei cittadini”.

Soddisfatto anche Andrea Antonini, consigliere del XX Municipio e coordinatore regionale di Casapound Italia. “Era tempo che il Sindaco prendesse le redini di una situazione esplosiva che si protrae nella quasi assoluta indifferenza istituzionale dal 1983, anno della prima interrogazione parlamentare. Dopo 16 anni di amministrazioni Rutelli-Veltroni, il XX Municipio può contare sull’apporto di un Sindaco che ha dimostrato, nel caso di specie, reale attenzione verso fenomeni di degrado ambientale spesso sfociati in forme di vera e propria schiavitù”.
Continua Antonini “Sono felice per la svolta impressa alla vicenda e non posso che esprimere il mio personale apprezzamento per la dedizione, la caparbietà ed il coraggio dimostrato dal Comitato Civico Villaggio dei Cronisti e dal quotidiano VignaclaraBlog.it  con i quali sono orgoglioso di aver collaborato. Ben lungi da atteggiamenti di piaggeria che certamente non appartengono a chi, grazie all’ausilio di Casapound Italia, ha scaricato davanti all’assessorato all’ambiente tonnellate di rifiuti provenienti dalla discarica abusiva di via Mastrigli ed a chi ha nel recente passato attaccato assessori e sindaco, devo oggi ringraziare l’istituzione comunale la quale ha se non altro dimostrato di dare ascolto alle esigenze del territorio trasversalmente rappresentate”.
Ma al dunque Antonini conclude la sua dichiarazione con una sfida: “Come dissi in aula da presidente della commissione trasparenza, non vedo l’ora di affrontare in giudizio il proprietario del residence alveare di via Mastrigli il quale, mi auguro come ultimo colpo di coda, ha deciso di avanzare a chi si è attivamente occupato della vicenda, una richiesta di risarcimento danni di 4 milioni di euro”

Per conoscere tutta la storia di Via Mastrigli è sufficiente invece cliccare qui 

8 COMMENTI

  1. Apprendiamo con soddisfazione la decisione del nostro Sindaco di intervenire con il suo peso nella questione di Via Mastrigli.

    La ASL RME, a seguito di diverse ispezioni effettuate nelle case-alveari nel luglio e nel settembre del 2009, aveva richiesto al Comune di intervenire e di fare sgomberare per inabitabilità i locali della palazzina B di Via Mastrigli molti dei quali non più ampi di 20/30 mq. senza finestre, “con impianti elettrici in pessimo stato di manutenzione con scatole di derivazione aperte, fili volanti, e quindi assolutamente fatiscente”, bagni senza finestre e in cattivo stato di manutenzione e con cattivo odore di liquame, nelle maggior parte dei locali sono visibili estese macchie di umidità causate, presumibilmente, da fenomeni di condensa e/o infiltrazione di acqua.

    Per ottenere l’impegno vincolante del Municipio XX e del Comune i cittadini del villaggio dei cronisti si sono mobilitati in una lunga battaglia iniziata più di 1000 giorni orsono coinvolgendo tutte le forze politiche e i rappresentanti dei cittadini.

    Nel corso della nostra battaglia abbiamo anche ricevuto promesse di morte, subito denunciate ai carabinieri, e che riteniamo legate al nostro impegno civico.

    Insieme alla situazione abitativa abbiamo denunciato l’esistenza di un parcheggio realizzato su un multistrato di rifiuti e di carcasse di elettrodomestici e di batterie di auto.

    Per la rimozione di questa discarica abusiva realizzata nel perimetro della Riserva Naturale dell’Insugherata, siamo in attesa che il Comune, insieme all’AMA e alla Marina Militare operino al più presto le azioni tecnicamente più idonee.

    Ci rendiamo conto della complessità e delle difficoltà incontrate dalle Istituzioni nell’ affrontare una situazione simile, ed è per questo che intendiamo ringraziare tutti coloro che fino ad ora si sono esposti in prima persona per contrastare una delle più emblematiche situazioni di degrado e di illegalità, per migliorare la qualità della vita di Roma e per dare ai cittadini un forte messaggio che sui diritti alla salute, alla sicurezza, all’ambiente, alla decenza, alla democrazia non si negozia.

    Ringraziamo i cittadini Athos De Luca, Claudio Cafasso, Lina Bordi, Andrea Antonini, Alessandro Sterpa, Ludovico Todini, i ragazzi di CasaPound, Simone Ariola, Rita Bernardini, Demetrio Bacaro, Gianni Alemanno, Luigi Camilloni, Alessio D’Amato, Claudio Marinali, Giovanni Carapella, Federico Targa, Walter Veltroni, Gianni Giacomini, Emma Bonino, Fabrizio Santori, Dino Gasperini che nelle proprie competenze hanno dimostrato che Roma ha la capacità e la forza di reagire alle sfide del degrado e delle illegalità.

    Comitato Cittadini Villaggio dei Cronisti
    ccvcronisti@live.it

  2. Mi accodo al comunicato del comitato per esprimere la personale soddisfazione per l’ordinanza di sgombero firmata da Gianni Alemanno.
    Dopo una lunga battaglia durata 4 anni si comincia a vedere qualche risultato anche se temo che i ‘signori’ in questione utilizzeranno ogni mezzo per scongiurare questa possibilità.

    Della lista pubblicata molto diplomaticamente dal ccvc toglierei qualche nome, persone che sono sparite dopo esser state elette o che hanno fatto orecchie da mercante negandosi.

    Ma va bene cosi’.

    Quest’ atto, seppur ancora formale, è un primo passo importante per dimostrare che in Italia ancora esiste un barlume di legalità e che persone totalmente spregiudicate non possono piu’ speculare sulla pelle dei piu’ deboli.

  3. Io francamente non sarei tanto ottimista su tempi e modalità e non perchè pervaso da pessimismo cosmico.
    Ma.
    Ma, intanto ci sono 60gg di tempo per presentare ricorso e non dubito che verrà presentato.
    Ci saranno poi i tempi di verifica attendibilità del ricorso.
    Poi ci sarà un nuovo procedimento esecutivo con altri 60gg , non lo vedo come immediato.
    Siamo a circa 150gg, ossia luglio , quindi settembre.
    E poi , e poi si aprirà il vero problema : dove li mettono – una volta effettuato l’improbabile sgombero – le centinaia di persone che attualmente abitano nei residences ?
    I clandestini teoricamente espulsi , teoricamente.
    Quelli invece regolari seppur pochi , quanto tempo ci vorrà per trovargli una nuova abitazione ?
    Sarebbe necessario fin d’ora una sinergia di tutte le forze ed autorità (?) in campo per preparare la soluzione.
    Non vedo sinergie , specie ora in periodo pre-elettorale.
    Seppoi interverrà la Caritas, la Cei insieme alle solite organizzazioni, siamo bellieimpantanati.
    Dell’arresto immediato per Callarà per favoreggiamento all’immigrazione clandestina, per sfruttamento di stato indigenza, per evasione fiscale sugli affitti in nero , per concessione in fitto di locali contrari ad ogni norma igienico sanitaria ed abitativa , per costruzione di manufatti ( parcheggi ) in area protetta e vincolata e costruita inoltre con e su materiali di risulta e rottami vari , perchè non se ne parla ?
    Questo mi renderebbe assai più felice dello sgombero.
    Io , quindi , attenderei prima di ringraziare tutti.
    Però la speranza è l’ultima a morire.
    Saluti.

  4. Il Comitato per la tutela e l’Ordine in via Gradoli plaude a questa tappa ottenuta dal Comitato Cittadini Villaggio dei Cronisti e dall’amico Alvise Di Giulio.
    Auspichiamo tuttavia che non sia destinata a restare sulla carta come l’ordinanza sindacale di sgombero ottenuta da alcuni proprietari del civico 65 di via Gradoli, i quali, in silenziosa solitudine, hanno affrontato un impervio percorso senza il sostegno mediatico o di politici.
    Ad Alvise e a loro va il nostro plauso e il nostro ringraziamento per l’impegno civico dimostrato il quale merita assoluto encomio e ammirazione.

  5. Abito in via Panattoni e quasi ogni giorno per tornare a casa passo per via dell’acqua traversa dove, all’altezza degli edifici della marina militare, l’anno scorso è morto un povero ragazzo per un incidente. Ebbene da allora parenti ed amici hanno coperto il ciglio della strada antistante il luogo dell’incidente di cartelli, oggetti appartenuti al ragazzo, scritte sul muro della caserma e quant’altro. Trovo che tale attività continuata sino ai giorni nostri, sebbene fatta con le migliori intenzioni, sia veramente disdicevole e quasi offensiva per ogni cittadino che si trovi a passare di là. Credo che in questi tempi di grandi fratelli di isole dei più o meno famosi e di tutto il ciarpame che accompagna la vita odierna fatto di spettacolarizzazioni di ogni genere di attività e miserie umane, spettacolarizzare anche la morte, e soprattutto quella ingiusta di un giovane di 18 anni, sia veramente un delitto. I luoghi deputati al ricordo dei defunti ci sono e sono i cimiteri, dove la gente può, con il raccoglimento dovuto, ricordare i propri cari defunti senza fare della morte di un figlio o di un amico una manifestazione esteriore che poco ha da dire a coloro che non ne sono coinvolti ma che, per necessità, devono subire il “memento mortis” anche quando non ne avrebbero nessun bisogno.

  6. Trovo anch’io che la cosa sia davvero di cattivo gusto e comunque frutto di una
    morbosità autolesionista davvero incomprensibile (tornare sul luogo della disgrazia per ricelebrare ogni volta l’incidente). Striscioni, gigantografie, foto, scritte sui muri: che bisogno c’e’ di questa spettacolarizzazione di un evento come la morte e perche’ voler rendere a tutti i costi partecipi di questo dolore persone
    che non sono coinvolte ?
    Come dice cives ci sono luoghi deputati per commemorare i propri cari, e una strada davanti ad una caserma non rientra tra questi.

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