Home ATTUALITÀ Una lettera ed un tema da commentare. Liberamente

Una lettera ed un tema da commentare. Liberamente

email.jpgNon siamo usi non citare il nome di chi ci scrive una lettera perchè venga portata all’attenzione dei nostri lettori, ma questa volta facciamo uno strappo alla regola. Perchè chi ci scrive è un consigliere del XX Municipio che vuole restare anonimo affinchè il tema da lui trattato possa essere oggetto di commenti scevri da pregiudizi politici. Eccone il testo. A voi commentarlo. Liberamente, come sempre accade su VignaClaraBlog.it.

 “Caro Babbo Natale, innanzitutto scusa se mi faccio vivo solo ora, dopo 25 anni. Scusa davvero, ma ho avuto molto da fare. Era il 1984 quando ti ho scritto l’ultima lettera. Mi ricordo le pazienti mani di mio nonno, impegnate a correggere il tiro delle ultime lettere di ogni parola, e la maglia della Roma prima con e poi senza lo scudetto sul petto. Si, capisco che scrivere dopo un quarto di secolo è poco serio, ma non posso non farlo. Ho deciso di non fare come allora (sette regali erano davvero troppi anche per le tue possibilità), ma di concentrarmi su una sola richiesta. Questa volta, caro Babbo Natale, non hai scuse, non puoi dirmi che eri troppo indeciso tra il trenino, l’Atari (proprio in quegli anni crollava il suo monopolio) e il pallone di cuoio (altro che il Supertele) e neanche che la bicicletta era troppo pesante. Questa volta, caro Babbo Natale, non hai proprio scuse.Oggi Ti chiedo solo una cosa. Ti chiedo di portarmi un Paese nel quale valga la pena non solo rimanere a lavorare, a vivere e a morire, ma anche un Paese nel quale valga la pena sempre tornare dopo essere andati via.”

“Vedi caro Babbo Natale, Saverio è ingegnere e ha vissuto con me a Brema per quasi un anno. Adesso lui è a Monaco e non è che non vuole, ma non può proprio tornare da noi se non per le vacanze, per sfidare il mare con la sua barca, ma non per fare il lavoro che ama nel modo che quel lavoro merita di essere fatto.
Vedi caro Babbo Natale, Valerio (me lo ha detto il fratello Alfredo proprio l’altro ieri) è a Lugano, perché fare il medico è una missione, ma non un martirio e li lui riesce a farlo bene, molto bene. Spero torni presto alla Giustiniana, in quella casa (quanti ricordi!) che dista pochi metri da quella di Marco e di Manfredi, partiti da Via Silla e da Via Italo Piccagli. Anche il primo è in Svizzera (ma non è medico), mentre il secondo è negli Usa. A trecento metri da casa mia sono partiti in tre, portandosi via pezzi della mia infanzia e ricordi incartati negli anni più disinvolti della mia vita.
Vedi Babbo Natale, se solo mi sposto verso Via Piccinini sulla Cassia c’è anche Giorgio che (doppio cognome alla mano) è andato negli Usa (e per ora è tornato), dove amare il cinema non è una colpa da scontare in fila davanti ai figli degli artisti già affermati.”

“Non ho ancora capito se il fatto che io non parta dipenda da un fattore piuttosto che un altro. Se è perché non sono bravo tanto quanto loro o se sono un privilegiato che riesce a poter fare il proprio lavoro in questo Pese, nonostante tutto. O se sono un vigliacco oppure uno troppo orgoglioso per dargliela vinta. Certo, Babbo Natale, il rischio reale è che troppi vadano via, che tutti partano. O forse, il vero pericolo è che i migliori partano e qui, a gestire un Paese impoverito, rimanga una classe dirigente incapace di farlo. D’altronde, quale mediocre si potrebbe mai preoccupare di far tornare chi potrebbe valere più di lui? L’istinto all’autoconservazione, alla propria protezione, mi sembra un motivo da non sottovalutare che potrebbe portare il Paese a selezionare i peggiori.”

“Caro Babbo Natale, adesso trova anche qualche scusa se vuoi, ma ti chiedo solo questo: un Paese da difendere, da amare, da preferire, da scegliere non solo perché ci siamo nati, ma perché qui, proprio qui, riusciamo a sviluppare al meglio la nostra personalità e a dare il nostro contributo per la comunità. Si certo, forse ti chiedo troppo, ma a chi posso chiederlo se non a te? Tu non senti la crisi, tu non hai interessi da difendere, figli da “piazzare”, amici degli amici da aiutare, parenti da sistemare, voti da prendere, soldi da camuffare, sentenze da fuggire, scheletri da nascondere.Vedi tu quello che puoi fare. Io non ti scriverò più per i prossimi 25 anni.”

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7 COMMENTI

  1. caro babbo natale e caro consigliere anonimo, io mi accontenterei di avere un municipio da difendere e da da amare perché qui sono nato e qui vorrei vivere al meglio. Un municipio nel quale chi governa non pensi solo agli interessi del proprio bacino elettorale ma a quelli di tutti i cittadini per esempio riaprendo via Cassia Antica, un municipio trasparente nel quale tutte le decisioni vengano prese alla luce del sole sotto gli occhi di tutti, dove i consiglieri rispettino il voto degli elettori invece di starsene dietro la cassa di una farmacia, dove la maggioranza si preoccupi di prendere le iniziative giuste invece di perdere tempo a sbranare il presidentre del consiglio, dove le periferie dovrebbero avere la stessa dignità dei quartieri altolocati, dove i vigili dovrebbero stare in ogni angolo delle strade, dove via gradoli e via mastrigli non dovrebbero proprio esistere così come sono. Ma forse chiedo troppo. Caro babbo natale, pensa ai bambini che è meglio. Caro consigliere anonimo di maggioranza o di minoranza o della minoranza della maggioranza perchè non trova qualche altro consigliere che la pensa come lei per cominciare a fare tutti i giorni che Dio manda a terra e non solo a Natale qualche bel proponimento per fare delle cose fatte bene per noi che vi abbiamo eletti ?
    Roberto

  2. Caro consigliere
    lei che ha potere. se pur piccolo, cerchi di trasformarsi lei in Babbo Natale e non solo per i più piccoli ma anche per i grandi che hanno perso il lavoro.

    Precari, Call center, contratti a tempo determinato, baby pensioni etc..
    BASTA.

  3. Caro Babbo Natale,

    non ti chiedo nulla per me… ti chiedo solo una piccola cortesia per un anonimo consigliere del XX° municipio di Roma: un paio di occhiali. Così potrà finalmente guardarsi intorno e scoprire che i suoi timori sono, già da tempo, diventati realtà: il nostro paese è già “un Paese impoverito, governato da una classe dirigente incapace di farlo.“. Siamo un Paese in cui i cittadini “normali” sono costretti ad andare avanti nonostante la Pubblica Amministrazione, e non grazie alla… – sia pure con le dovute e lodevoli eccezioni.

    Siamo un paese in cui – chi può – prepara i propri figli ad un futuro lontano dall’Italia, per la semplice ragione che qui – al massimo – oltre ad un glorioso passato, c’è forse un incerto presente… ma non si intravede alcun futuro.

    Buon Natale a tutti

  4. Non bisogna avere paura di essere se stessi poichè se si mantiene fede al proprio essere si potrà arrivare a modificare qualcosa in un sistema che si è strutturato sulle paure e non sulla cultura.
    ritengo che continuare ad essere se stessi credendo fermamente nel prorpio operato porterà prima o poi ognuno di noi a dare il nostro seppur apparentemente minimo contributo a chi veramente necessita, l’importante è rendere consapevoli i più deboli dei loro diritti rischiando in prima persona.
    ma ricorda, se ti può essere di aiuto che se sei nato per fare qualcosa che apparentemente ti sembra a volte inutile non mollare poichè un sassolino tirato da te in uno stagno , se tirato bene potrà produrre cerchi che nessun altro potrà imitare poichè frutto del tuo credo.

  5. Caro consigliere anonimo, quando ho letto la sua lettera mi sono emozianata. Mia figlia frequenta l’ultimo anno di liceo classico e quando mi chiede consigli sul mondo del lavoro non so proprio cosa dire per il futuro, l’ alternativa sarebbe proprio quella dei sui cari amici.
    Certo è difficile trovare nel XX municipio altri consiglieri che la pensano come lei, ma considerando che vi abbiamo eletti qualcuno che non ha cambiato idea ci sarà.
    Invece, caro Babbo Natale porta tutti i nostri politici in siberia, così invigoriscono la mente.

  6. Caro Consigliere , io con Babbo Natale ci provo ogni anno , scarsi risultati.

    Sui giovani , credo poi che ognuno sia artefice del proprio destino.
    Un “anziano” supporto sicuramente sarebbe per loro di aiuto ma non so quanto sarebbe ben accetto e gradito .
    Hanno le gambe, ecchè non servono solo per ballare e sballare.
    Forse è ora che si sveglino da soli , tutti ( o quasi ) abbiamo “raspato” la strada.
    Forse è “solo” un momento storico , esportiamo cervelli ed importiamo braccia.
    Alcuni dei giovani oggi mi sembrano non possedere né gli uni né le altre o quantomeno scarsa voglia di usarli e svilupparli.
    Seppoi continuiamo a prospettargli sempre un futuro più nero del buio, a prescindere dal loro valore e dalla loro capacità , rischiamo di ammazzarli , metaforicamente parlando.
    Incontro quotidianamente in Italia ,oltre a Mario , Peter, George, Olaf, Hamid, Pedro, Franz, Ugabe…
    Forse è “solo” un momento storico ma Mario non deve solo parlare e lavorare con Giuseppe e Francesco ma anche con Peter, George, Olaf, Hamid, Pedro, Franz, Ugabe…
    Mi dirà piuttosto che Babbo Natale dovrebbe farci il regalo, che tutti possano avere accesso a queste possibilità.
    E che non solo il Mario danaroso possa fare il suo master esclusivo e quindi accedere ai posti migliori.
    E che comunque non solo il Mario figlio di notaio o farmacista possa fare poi il notaio od il farmacista.
    Altrimenti , è vero Giuseppe e Francesco si incazzano e se ne vanno.
    E magari sarebbero meglio di Mario.

    Comunque sono problemi “cosmici” , la mia lettera a Babbo Natale per rimanere nell’orticello locale è che

    Caro Babbo Natale , prima di tutto non farmi diventare più buono.
    Per favore.
    Non serve e potrebbe essere pericoloso.
    I Buoni generalmente in questo periodo fanno una brutta fine.
    Ed io invece vorrei continuare.
    Un consiglio , quando porti i regali da queste parti , non percorrere il tratto della Cassia Nuova, fregatene e prendi quel dimenticato tratto antico.
    Altrimenti oltre a rischiare di consegnare i doni dopo la data della tua amica Befana, rischi pure di intossicarti , te e le tue renne.
    Un regalo che potresti farci , la riapertura.

    ( A frate’ , magari metti la coda di una renna a coprire il targhino della slitta ).

    Ed a proposito di “deviazioni e devianze” , stai alla larga da largo sperlonga e via due ponti.
    Se puoi evita pure via mastrigli , i tuoi pattini potrebbero incagliarsi in qualche lavatrice semisommersa.
    Un regalo che potresti farci , la bonifica.

    Sì , lo sò , è un percorso accidentato e denso di pericoli da queste parti.
    Ma così è.
    E non , se vi pare.
    E’ proprio così perchè così è.

    A Ponte Mollo , fa un po’ come ti pare, se c’è posto bene altrimenti mettiti pure in terza fila , tanto non ti dice nulla nessuno.
    L’unica cosa è che, potresti trovarti la slitta piena di lattine e bottiglie abbandonate.
    Delle siringhe fregatene perché i pattini non si bucano, occhio che se trovi polvere bianca , non è neve secca.
    Un regalo che potresti farci , una regolata generale alla situazione.

    Quando passi sopra il Fleming , buttagli un occhio perché con l’aria che tira quel pezzo di verde che vedi potrebbe non esserci il prossimo anno.
    Un regalo che potresti farci è quello di bloccare le speculazioni che servono a pochi , pochissimi e danneggiano tutti ( – i pochi, pochissimi ).

    Inutile tentare di portare le renne al pascolo nell’area dell’Insugherata , lo so è pubblica e protetta ma gli accessi sono scarsi e nascosti.
    Non vi si accede.
    E siccome sono stanco di saltellare il rigagnolo fangoso per accedervi – e comunque cosa non propriamente consentita – ,
    Un regalo che potresti farci , è quello di rendere fruibili quelle aeree e suggerire ai tuoi datori di lavoro ( clero ) di usare i lori spazi ( che sono tanti ) per le “opere di bene”.

    Come i bambini poi mi viene da chiedere tanti altri regali , dalla scomparsa dei serpentoni sull’asfalto, alla chiusura delle buche, all’inizio di lavori per metropolitana che permetta al nord di essere più e meglio collegato, alla “fai fà pace” sui cani a via san godenzo , alla riconsegna dello spazio verde fregato ai cittadini dal circolo di tennis, alla risoluzione definitiva “del mo’ che ce famo” con la casetta a via del podismo, non più ville bau locate a due soldi ma ville per tutti o quantomeno locate a venti soldi, …..
    Non si può avere tutto , anche l’acerba saggezza giovanile arriva a questo.

    Però …, un qualcosina… , vedi tu …, quello che… , magari non oggi… , forse domani, dopodomani …
    E’ troppo ?

    Però , un favore a molti , questo sì obbligatorio e primario , la sosta “liberatoria” delle renne, potresti farla sopra Via Flaminia 872 ?
    Magari ti dico io su chi si e su chi no.

    Buone Feste a tutti.

  7. caro Aragorn, è il più bel commento che tu abbia mai scritto, sia per la serietà della prima parte ma soprattutto per la stupenda ironia della tua letterina a babbo Natale. Ho le lacrime agli occhi, mi hai divertita tantissimo, leggerla mi ha messo di così buon umore che devo proprio ringraziarti ! E la chiusura poi, con la sosta liberatoria…simpaticissima !! Bravo Aragorn, sei tornato alla grande, mi mancavano questi tuoi commenti. Ti auguro quindi un allegro e felice Natale ma contemporaneamente lo auguro a tutti gli amici “commentatori” e alla redazione di questo fantastico giornale.
    Clara

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