Home ATTUALITÀ Cassia – l’eccellenza è di casa all’Ospedale S.Pietro

Cassia – l’eccellenza è di casa all’Ospedale S.Pietro

ospedalesanpietro.jpgMesso a punto un nuovo metodo per la cure dell’artrosi all’anca da un gruppo di medici dell’ospedale San Pietro sulla Cassia che fino ad ora ha eseguito interventi in 900 pazienti ottenendo nel 90% dei casi ottimi risultati. La nuova terapia, tramite un’iniezione eco-guidata, restituisce serenità ed efficienza a chi soffre di artrosi e di altre malattie reumatiche dell’anca.

La sicurezza, la tollerabilità e l’efficacia della terapia, che assicura una notevole riduzione della disabilità e del dolore, hanno contribuito al successo della Tecnica al punto che, nell’ultimo anno di attività, sono triplicati il numero di interventi. Tale incremento ha incentivato il progetto formativo messo a punto dai medici ideatori della metodica che, attraverso l’Associazione ANTIAGE, Associazione Nazionale Terapia Intra-articolare dell’anca, si impegnano a diffondere la tecnica in Italia favorendo la creazione di altri centri di applicazione. Attualmente, l’Italia si configura come il primo paese al mondo nel trattamento intra-articolare delle patologie reumatiche, con oltre 2300 pazienti e circa 4500 iniezioni intra-articolari eseguite.

L’ iniezione della durata di circa un minuto mirata nel punto giusto (grazie all’uso di un ecografo) può restituire efficienza alle migliaia di italiani affetti da questa malattia invalidante. Secondo Alberto Migliore e Sandro Tormenta, pionieri della nuova tecnica, l’iniezione intra-articolare può essere utilizzata nelle forme di artrosi iniziale e intermedia e non sostituisce l’operazione indicata nelle fasi avanzate della malattia.

Le sostanze utilizzate nell’iniezione non sono nuove: a seconda dei casi, spiegano i medici, si inietta l’acido ialuronico (che ha una funzione lubrificante sulla cartilagine articolare), il cortisone e qualche anestetico. Si tratta di sostanze già usate per l’artrosi del ginocchio ma che funzionano anche per l’anca se posizionate nel modo corretto e nel posto giusto. ”In realtà – spiega il dottor Migliore – la tecnica di iniezione all’anca è stata un rimedio tentato più volte in passato, utilizzando la guida microscopica o iniettando alla cieca, ma fuori dall’articolazione il farmaco perde efficacia”. Con questa nuova tecnica, invece, ha spiegato Migliore, l’operatore vede visualizzata sul monitor in sala ecografica, e quindi senza esposizione a radiazioni, l’articolazione da iniettare.

Alla sonda ecografica è collegata una guida bioptica dove si inserisce l’ago per l’iniezione in modo tale da permettere l’inserimento del liquido nel punto esatto. ”L’iniezione però – sottolinea Migliore – non è sostitutiva dell’intervento di protesi, i pazienti a cui i medici hanno consigliato l’intervento dovranno operarsi, mentre la cura è efficace per i casi primitivi e intermedi”. Su oltre 1500 iniezioni eseguite in circa 900 pazienti, in quasi il 90% dei casi si è ottenuta una riduzione della disabilità e del dolore. I vantaggi, ricordano i medici, sono risultati durevoli per anche più di sei mesi, comunque le iniezioni devono essere ripetute periodicamente per il mantenimento dei risultati ottenuti, senza alcun effetto collaterale.
Per la diffusione in Italia e nel mondo delle iniezioni ecoguidate i due medici del San Pietro hanno deciso di formare gli specialisti interessati a creare centri di applicazione della tecnica nei vari ospedali italiani, attraverso la fondazione dell’Associazione ANTIAGE. (fonte ItaliaSalute.it)

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