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A Isola Farnese il deposito di oggetti sacri rubati dall’Arsenio Lupin delle chiese

lupin.jpgTrovato sulla Cassia, a Isola Farnese, il deposito di oggetti sacri rubati negli ultimi mesi dal ladro gentiluomo. “L’Arsenio Lupin delle chiese”, così era chiamato per i suoi metodi eleganti di rubare nelle chiese: prima si ingraziava i parroci regalando oggetti provenienti da furti messi a colpo in altre chiese, poi arraffava tutto quello che poteva.

L’indagine è stata condotta dai Carabinieri del Reparto Tutela Patrimonio Culturale ed è stata presentata questa mattina nella sede del Comando. A conclusione della stessa sono stati recuperati 77 pezzi fra urne, reliquari di santi, ostensori in argento, calici, crocifissi, dipinti di varie epoche, libri antichi, fratini e inginocchiatoi, il tutto per un valore commerciale di circa un milione di euro. Tutto rintracciato a Isola Farnese, nel magazzino di G.D, ventisettenne romano, residente nel quartiere Prenestino, considerato uno dei principali ricettatori nell’area romana, arrestato lo scorso 26 settembre.

“Una bella operazione che ci ha soddisfatto – ha dichiarato alla stampa il Comandante Raffaele Mancino – non solo per il valore materiale ma anche per quello spirituale delle opere recuperate. La persona arrestata si era specializzata nella ricettazione di beni rubati nelle chiese, ma era considerato un ladro gentiluomo. Si ingraziava i parroci di chiese di campagna regalando beni chiesastici di provenienza furtiva, diventava amico del parroco regalando qualcosa da devoto credente, per poi tornare e in un momento di distrazione del prete, rubare. Un esempio è il calice in argento e oro con pietre turchesi, donato dal giovane ladro alla parrocchia di Isola Farnese per la festa di San Pancrazio, dove aveva posto un etichetta con il suo nome e la richiesta al santo di aiuto e protezione”.

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