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Daniela Grandi e “il club dei pettegolezzi”

Per la nostra rubrica cibo per la mente oggi parliamo de “Il Club dei pettegolezzi” di Daniela Grandi che, nata a Parma, si e’ laureata in Lettere a Bologna ed e’ giornalista della Redazione Cultura – Spettacoli del Tg La7. “Il club dei pettegolezzi” e’ il suo primo romanzo.

In una citta’ di provincia della pianura padana, dove i residenti amano andare in bicicletta, la libreria si trova accanto al Duomo e tutto e’ a misura d’uomo, in “uno spicchio di Emilia”, vive la trentenne Amanda la protagonista del romanzo. Redattrice in una piccola televisione locale divide la scrivania con la stagista di turno in carriera anche se “sognavo di andare in giro per il mondo a girare reportage su temi scottanti”. Anche l’ultima relazione sentimentale e’ finita male, fortuna che ci sono le “Ghise”, conosciute ai tempi della scuola e mai abbandonate perche’ “le amiche sono quelle con cui condivi i ricordi”. Si ritrovano tutte e sei nel bar della piazza aiutandosi l’un l’altra a superare i dolori della vita e a condividerne le gioie. Il buon ritmo del romanzo e’ scandito da frasi di canzoni di Battisti, Dalla e Fossati che sottolineano uno stato d’animo o un momento cruciale sdrammatizzandolo Il romanzo e’ molto divertente e pieno di battute esilaranti. Anche se con ironia la scrittrice sa ben descrivere i drammi del cuore delle donne e le difficolta’ quotidiane che devono fronteggiare nel loro ambiente di lavoro.

Daniela, il libro e’ dedicato “alle Ghise, quelle vere”. Cosa significa questo nome? Il romanzo e’ autobiografico? Le Ghise, sono il gruppo delle mie amiche che vivono ancora a Parma, mia citta’ d’origine, anche se alcune di noi si sono un po’ sparpagliate in giro, siamo in sei in tutto e abbiamo vissuto insieme i club.jpegmomenti piu’ divertenti della giovinezza. Sicuramente questo libro e’ anche un omaggio a quegli anni spensierati. Le mie amiche mi hanno dato qualche spunto, ricordato qualche aneddoto, Ci era stato dato questo nomignolo alludendo al fatto che eravamo ragazze che “ci concedevamo poco”, non sapevamo di averlo, l’abbiamo scoperto parecchi anni dopo e a dir la verita’ ci siamo un po’ dispiaciute perche’ chi ci ha definite cosi’ forse non ci conosceva fino in fondo, ma lo sfoggiamo con orgoglio! Non e’ propriamente autobiografico, ovviamente quando si scrive si mette sempre qualche cosa di proprio nei personaggi. Sicuramente “le Ghise” sono le ispiratrici dei personaggi letterari pero’ non tutte le avventure che loro vivono sono reali. Rispecchiano i loro caratteri c’e’ quella piu’ scatenata e quella che vive tra le nuvole, la piu’ bella, la piu’ ingenua, ed io ho dato libero sfogo alla fantasia

Amanda dice “Un’altra festa di nozze e’ alle porte. E non e’ la mia”. Per la donna versione 2009 e’ ancora cosi’ importante il matrimonio? Non credo che sia importante proprio il matrimonio, credo che in qualunque epoca in qualunque tempo, in qualsiasi classe sociale, in qualunque lavoro si faccia trovare qualcuno con il quale dividere la propria vita sia un sogno assolutamente legittimo. Non si smette mai di cercare un amore, difficile e’ trovarlo pero’…

Divertente e’ la descrizione della stagista “maggiorata” Rossella, completamente diversa da Amanda, “ragazza acqua e sapone”. Questo contrasto e’ voluto? Certo, molti lettori mi hanno domandato se Rossella esiste nella realta’, ho tratteggiato un personaggio di fantasia, raccontando un episodio comune a molte donne trovarsi nel posto di lavoro con “la bellona di turno” la quale con fare provocante cerca la scorciatoia per arrivare prima alla meta. E’ una caricatura con spunti comici, nella mia redazione non esiste nessuna Rossella tengo a precisarlo. Io del resto ho iniziato come stagista.

Ti sei ispirata a Bridget Jones per il personaggio di Amanda? Si. Non avevo letto molto narrativa di questo genere chiamata chick lit “letteratura per pollastrelle” (genere letterario emerso negli anni ’90 rappresentato da scrittrici soprattutto britanniche e statunitensi, che si rivolgono a un pubblico di donne giovani, single ed in carriera, N.d.R.) prima di iniziare a scrivere. Il personaggio di Bridget Jones e’ stato amato moltissimo, l’ho riletto dopo aver scritto il mio libro, lo trovo comico e a me piacciono i libri che fanno ridere. Amanda si ispira a Bridget ma desideravo una protagonista un po’ meno svampita, piu’ seria. Scrivendo il libro desideravo far divertire.

Ognuno dei dodici capitoli che compongono il romanzo porta il nome di un film celebre. E’ un omaggio alla “settima arte”? Anche l’amico del cuore di Amanda si chiama Mathieu come il protagonista del “Tempo delle mele”, e’ un caso? No, non e’ un caso. Il film “Il tempo delle mele” per chi ha la mia eta’ ha segnato un’epoca, e’ stato un po’ come un primo principe azzurro. Quando l’ho terminato ho pensato di cambiare il nome, ma poi ci ho ripensato era Mathieu e basta. Sono una grande appassionata di cinema, mi piacciono le commedie e nel romanzo ci sono parecchie citazioni . Tra le prime cose che ho fatto quando ho deciso di scrivere il libro e’ stato fare un elenco di film che mi piacevano e che mi potessero dare ispirazione per i vari capitoli.

Alessandra Stoppini

Un libro è cibo per la mente. Se non sapete cosa donare a voi stessi o ad un amico, regalate cibo per la mente, è un sano nutrimento
“Il Club dei pettegolezzi” di Daniela Grandi, Newton Compton Editore 2009, pp.192, Euro 9,90.

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