Home ARTE E CULTURA Paracasoscia, al Teatro Cassia la Compagnia Botega

Paracasoscia, al Teatro Cassia la Compagnia Botega

celli.jpg“In dialetto di Sora, dove sono nato – ci dice sorridendo Enzo Celli, regista e coreografo dello spettacolo di danza “Paracasoscia”- che andra’ in scena  domani  29 Aprile alle 21 in un’unica serata al Teatro Cassia – paracasoscia vuol dire sembra che soffi, quindi gia’ dal titolo desideriamo caratterizzare uno scherzoso ed autoironico incontro con il quale andiamo ad affrontare la musica lirica, pescando nel repertorio di Verdi, Rossini, Donizetti e Puccini. C’e’ una predisposizione all’autoironia e all’ilarita’ perche’ normalmente quando si toccano arie di opere liriche si va su un terreno a volte ostico ai piu’, mentre io volevo dare con questo spettacolo un senso di fruibilita’ palese.”

Si tratta di una originale rivisitazione delle piu’ grandi arie dell’opera lirica, mentre i ballerini, con una fusione di un insieme di stili, che e’ la novita’ della Compagnia Botega, si muovono al ritmo della breack dance, di hip-hop e della danza acrobatica. Enzo Celli, ha creato un linguaggio unico ed originale che ha riscosso un notevole successo di pubblico e critica, riuscendo ad avvicinare al repertorio lirico italiano anche i giovani, si legge sui comunicati ufficiali.

Incalzato dalla nostra curiosità Celli ci dice ancora che “lo spettacolo che ha debuttato lo scorso Marzo e’ la nostra ultima produzione. La Compagnia Botega e’ nata nel 1995 da una mia idea. In scena si esibiscono 8 ballerini, 4 uomini e 4 donne, ciascuno con il proprio stile ma che riescono a fondersi e ad amalgamarsi in un linguaggio innovativo. E’ una rivisitazione del tutto astratta delle piu’ famose arie di opere liriche, noi usiamo l’aria dell’opera come un paracasoscia2.jpgpretesto per fare un esercizio di carattere coreografico, un balletto”.  Ed alla domanda quando e come sia nata l’idea Celli ci racconta che “l’idea e’ nata anni fa quando Vittoria Ottolenghi mi propose di realizzare una coreografia sulla Marcia trionfale dell’Aida. Creammo questo quadro e fu un’esperienza divertente, insolita, da li venne l’idea di riprendere il concetto fino ad ampliarlo, creando una produzione vera e propria. La nostra e’ una contaminazione, e’ la nostra cifra stilistica, fondendo insieme alcuni generi, dalla danza contemporanea alla breack dance, hip-hop, come la danza acrobatica, una sorta di pout-pourri che ci accompagna ormai da anni”.

Alessandra Stoppini

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